Un convegno dedicato alle potenzialità delle filiere dell’agro-energia e dell’efficienza energetica nel Belpaese

Partendo da questi scenari, è stato inoltre evidenziato che nei prossimi 9 anni, le agroenergie potrebbero far risparmiare all’ambiente ben 40 milioni di tonnellate di Co2. Una cifra notevole se si considera che, secondo l’ENEA, tutto il sistema agro-alimentare richiede un consumo di energia pari a circa 20 Mtep, di cui 16,3 dalle imprese agricole e 3,1 dall’industria alimentare. E’ interessante notare che l’Agenzia Nazionale, ha già individuato – in collaborazione con alcune Università e aziende italiane di settore – degli interventi mirati per il sistema agricolo riguardanti l’ottimizzazione energetica ed ambientale dei sistemi serra e delle produzioni biologiche, la riduzione degli sprechi alimentari, l’applicazione delle coperture vegetali agli edifici e la produzione di energia da biomassa. L’utilizzo del Biochar ad esempio, è stato presentato nel corso del convegno come tecnologia eco-compatibile per la produttività dei suoli. Questo carbone agricolo rappresenterebbe una vera e propria risorsa per l’agricoltura, dal momento che oltre a migliorare considerevolmente la fertilità del terreno (consentendo lo sviluppo agevolato di possibili colture “no-food”), è in grado di “sequestrare” carbonio nel suolo per migliaia di anni ed impedire quindi che lo sviluppo della “filiera bioenergetica” contribuisca all’aumento della CO2 in atmosfera.












