All’apertura della conferenza ONU sul clima, l’associazione ambientalista riflette sulla necessità di dare continuità a quanto fatto, ma trovando nuovi impegni per superare la crisi climatica

«I negoziati sul “Kyoto 2” – ha spiegato Albrizio – sono a buon punto. Restano ancora da sciogliere alcuni nodi giuridici per garantire l’immediato avvio dal 1 gennaio 2013, e soprattutto resta da risolvere la questione spinosa del surplus di emissioni assegnate per il primo periodo di impegno del Protocollo di Kyoto e che secondo le norme attuali possono essere conteggiate per gli impegni di riduzione del secondo periodo 2013-2020. Si tratta di ben 13 miliardi di tonnellate di CO2 (pari a tre volte le emissioni annuali dell’Unione europea) che interessano soprattutto Russia, Ucraina ed alcuni Paesi dell’est Europa».
Si tratta di un surplus che rischia di mandare in tilt l’intero sistema. Da qui, la necessità che Doha, per Legambiente, lanci un segnale forte, come eliminare, per esempio, i sussidi ai combustibili fossili, una mossa che come spiegato da Albrizio, farebbe risparmiare circa 800 miliardi di dollari l’anno.











