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L’UEFA pianterà 600mila alberi per abbattere le emissioni di Euro 2020

Il Presidente dell'UEFA, Aleksander Ceferin, ha presentato l'iniziativa per ridurre l'impatto ambientale dei prossimi europei di calcio che, per la prima volta, saranno itineranti e toccheranno 12 città europee

euro 2020 emissioni
Foto di Kelvin Stuttard da Pixabay

 

Secondo gli specialisti di South Pole, gli spostamenti causati dal format di Euro 2020 causeranno l’emissione di 405 mila tonnellate di CO2

 

 

 

(Rinnovabili.it) – I prossimi campionati europei di calcio saranno all’insegna della sostenibilità: la UEFA ha infatti annunciato che pianterà 600 mila alberi nelle 12 nazioni che ospiteranno Euro 2020 così da abbattere le emissioni causate dagli spostamenti di squadre e tifoserie.

Gli europei del 2020 saranno ospitati in 12 diverse città: Copenaghen, Bucarest, Amsterdam, Dublino, Bilbao, Budapest, Glasgow, Baku, Roma (dove verrà dato il calcio d’inizio della partita inaugurale), Monaco di Baviera, San Pietroburgo, Bruxelles e Londra (che ospiterà la finalissima).

 

Un format che eviterà la costruzione di nuovi stadi e infrastrutture, ma che, d’altra parte costringerà le squadre partecipanti e i tifosi al seguito a numerosi spostamenti su tutto il territorio europeo.

 

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Secondo gli specialisti di South Pole, che hanno collaborato con l’UEFA al progetto, gli spostamenti di squadre e tifosi dovrebbero “costare” l’emissione di 405 mila tonnellate di CO2 nelle due settimane di durata della competizione. Un prezzo che l’organizzazione degli europei ha deciso di pagare piantando 50 mila alberi in ciascuna delle nazioni ospitanti.

 

“Probabilmente dovremo fare di più. Non solo noi funzionari, ma anche i tifosi viaggeranno molto. Per questo inquineremo molto. Ci penseremo su – ha spiegato il Presidente dell’UEAF, Aleksander Ceferin, durante la presentazione stampa dell’iniziativa a Lubiana, in Slovenia – Stiamo comunque pensando di fare di più per l’ambiente; abbiamo una fondazione per i bambini e facciamo molto per i bambini di tutto il mondo… ma non abbiamo fatto molto per l’ambiente. Iniziamo a pensarci ora perché non puoi proteggere i bambini se non c’è un ambiente in cui possano vivere”.

 

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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