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Il clima del passato è nascosto nelle Alpi orientali

Analizzare le variazioni di temperatura studiando carote di ghiaccio prelevate dalle Alpi aiuterà i ricercatori a tracciare le linee climatiche del passato

(Rinnovabili.it) – I segreti del passato racchiusi nei ghiacciai. Non è parte della trama di un film di fantascienza ma l’ennesima conferma che studiando i profondi strati di ghiaccio delle Alpi si può meglio capire il passato climatico del pianeta.

E‘ iniziato recentemente il lavoro di analisi di un team di ricercatori provenienti da diversi paesi che stanno studiando carote di ghiaccio della lugnhezza di 75 e 60 metri estratte dalla cima del monte Ortles, vetta del nordest dell’Italia di 3.905 metri di altitudine.

Il team, composto da ricercatori di Austria, Italia, Russia e Stati Uniti sta lavorando per compilare un archivio che contenga i dati climatici e ambientali risalendo a molti secoli addietro, sperando di trovare nel corso delle analisi anche componenti chimiche, metalliche risalenti alle prime attività di fusione e organiche millenarie.

Nel ghiaccio, confermano nuovamente gli scienziati, si possono trovare importanti testimonianze del passato anche se, si lamentano gli esperti, nel primo terzo della carota, quindi la parte più vicina alla superficie terrestre, si trova spesso acqua di filtraggio che si è solidificata di recente alterando i valori.

Il progetto del team internazionale, primo ad analizzare ghiaccio prelevato dalla parte orientale delle Alpi, permetterà di creare un registro dati molto più completo, racchiudendo le informazioni necessarie per analizzare e studiare i cambiamenti climatici avvenuti nei  secoli in questa parte della catena montuosa. Una precendente analisi aveva dimostrato che elevati incrementi della temperatura estiva a quote elevate nella regione, che ha portato ad un aumento certo di almeno 2 °Celsius.

“Questo ghiacciaio sta già cambiando dalla cima verso il basso in modo irreversibile,” spiega il capo della spedizione Paolo Gabrielli dalla Ohio University negli Stati Uniti. “Esso sta mutando da un ghiacciaio freddo in cui il ghiaccio è stabile a un ghiacciaio temperato in cui il ghiaccio si può degradare. L’intero ghiacciaio potrebbe passare a uno stato temperato entro il prossimo decennio o poco più”.

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Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.