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Zero inquinamento per aria, acqua e suolo: ecco la strategia UE

La Commissione europea adotta un nuovo piano d'azione per riunire assieme e rinforzare le politiche comunitarie di contrasto all'inquinamento. Obiettivo: azzerare le fonti di contaminazione ambientale entro il 2050. Sinkevičius: "Creeremo un ambiente in cui i cittadini europei potranno vivere in modo sano"

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La prima visione integrata dell’UE sull’inquinamento ambientale

(Rinnovabili.it) – Zero inquinamento ambientale per aria, acqua e suolo. Questo l’obiettivo 2050 dell’Unione Europea. A comunicarlo è oggi l’esecutivo UE adottando un nuovo piano d’azione, parte delle più ampie politiche del Green Deal comunitario. Il documento definisce per la prima volta una visione integrata e a lungo termine con cui affrontare il problema dell’inquinamento ambientale nei paesi del Blocco.

Nonostante i significativi progressi compiuti negli ultimi decenni, la qualità di aria, acqua e suoli europei presenta ancora forti criticità, incidendo sulla salute degli ecosistemi e su quella umana. Basti pensare che, nell’Unione, l’inquinamento ambientale è ancora responsabile di un decesso su otto. Lo smog da solo provoca fino 400.000 morti premature ogni anno. E a pagarne le conseguenze sono soprattutto i cittadini più fragili: gli ammalati, i bambini, gli anziani, i portatori di inabilità e quanti vivono in condizioni di indigenza. Ma non si tratta solo di proteggere l’essere umano. L’inquinamento è uno dei cinque principali fattori di perdita di biodiversità. Oggi minaccia la sopravvivenza di oltre 1 milione di specie animali e vegetali a livello globale.

“Per offrire ai cittadini e al pianeta un ambiente privo di sostanze tossiche, dobbiamo agire subito”, ha commentato Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo. “Con il piano d’azione ‘zero inquinamento’ creeremo un ambiente in cui i cittadini europei potranno vivere in modo sano”, ha aggiunto Virginijus Sinkevičius, Commissario all’Ambiente. “Contribuiremo a una ripresa resiliente e promuoveremo la transizione verso un’economia pulita, circolare e climaticamente neutra”.

La missione è chiara ed la stessa definita nel Green Deal: azzerare le fonti di inquinanti entro il 2050. Il documento aggiunge anche una serie di sotto-obiettivi e di misure con cui accompagnare il percorso. E include nel pacchetto l’inquinamento acustico e marino. Oltre alle azioni mirate per ciascuna area, esamina anche questioni trasversali, come ad esempio la riduzione dell’impronta dell’inquinamento esterno all’UE limitando le esportazioni di prodotti e rifiuti che hanno un impatto nocivo e tossico nei paesi terzi. O presentando un quadro di valutazione delle prestazioni ecologiche delle singole regioni. Tra gli interventi in programma, l’attivazione dei cosiddetti Living Labs, laboratori “per soluzioni digitali verdi e inquinamento intelligente zero” e consolidamento dei centri di conoscenza sul tema.

Zero inquinamento dell’aria, le nuove misure UE 

Gli obiettivi principali sono: ridurre del 55% il numero di morti premature causate dallo smog e del 25% gli ecosistemi minacciati da eutrofizzazione determinata dagli inquinanti atmosferici. Per raggiungerlo, la Commissione proporrà di allineare più strettamente gli standard di qualità dell’aria comunitari alle prossime raccomandazioni OMS. E rafforzerà le disposizioni in materia di monitoraggio, modellazione e redazione dei piani nazionali, migliorando nel contempo l’applicabilità delle norme.

Inoltre, l’esecutivo europeo, insieme agli Stati membri, darà seguito ai programmi nazionali di controllo dell’inquinamento atmosferico e agli impegni di riduzione per garantire la piena attuazione della direttiva NEC. Parallelamente, introdurrà requisiti più severi per affrontare l’inquinamento atmosferico alla fonte (agricoltura, industria, edifici, energia e trasporti).

Zero inquinamento dell’acqua, le nuove misure UE 

L’obiettivo è aumentare la qualità dell’acqua, riducendo i rifiuti in mare del 50% e le microplastiche rilasciate nell’ambiente del 30%. La Commissione si concentrerà sul miglioramento del monitoraggio e sul rafforzamento e la modernizzazione delle leggi esistenti. Ad esempio, riformando la direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane nel 2022. Ciò andrà di pari passo con l’aggiornamento degli elenchi di sostanze problematiche per le acque superficiali e sotterranee. Bruxelles proporrà, inoltre, di rivedere e in caso aggiornare altre leggi comunitarie su risorse idriche e marine. Infine garantirà che gli Stati membri promuovano un consumo idrico sostenibile ed efficiente, presentando una bolletta dell’acqua socialmente equa per tutti gli utenti.

Zero inquinamento del suolo, le nuove misure UE 

Gli obiettivi sono migliorare la qualità del terreno riducendo del 50% le perdite di nutrienti e l’uso di pesticidi chimici; dimezzare la produzione di rifiuti urbani. In tal senso, l’esecutivo UE presenterà una strategia per il suolo entro la fine del 2021. Le azioni si concentrano sull’identificazione e il risanamento dei siti contaminati. La Commissione lavorerà anche ad una guida per un passaporto dedicato all’uso sicuro, sostenibile e circolare dei terreni di scavo.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


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Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
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Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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