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Anche il prossimo anno sarà all’insegna del riscaldamento globale

Le temperature del pianeta saliranno ancora nel 2018, ma l'effetto calmierante del fenomeno la Niña eviterà un pericoloso record nel riscaldamento globale

 

 

riscaldamento globale
Fonte: Met Office

 

Il riscaldamento globale non sarà da record, ma solo per poco

 

(Rinnovabili.it) – La temperatura media del mondo aumenterà nuovamente il prossimo anno, ma sembra scongiurata la possibilità che si assista a un nuovo record. A temperare lievemente il riscaldamento globale sarà l’effetto del fenomeno meteorologico di la Niña, che si verifica nel Pacifico. Lo annuncia oggi il Met Office britannico, delineando uno scenario decisamente preoccupante, sebbene calmierato dalla nemesi del fenomeno El Niño, che abitualmente porta siccità e ulteriori aumenti di temperatura.

La colonnina di mercurio, dunque, nel 2018 è si attesterà mediamente tra 0.88 e 1.12 gradi al di sopra del periodo di riferimento (1850-1900), il che corrisponde ad un aumento compreso tra 0,28 e 0,52 °C rispetto all’altro termine di paragone che abbiamo, cioè la media 1981-2010, che era di 14,3 °C.

 

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«Il 2018 sarà molto caldo a livello globale, ma è improbabile che superi il record stabilito nel 2016», ha confermato Adam Scaife, capo delle previsioni del Met Office. Il mese scorso, l’organizzazione meteorologica mondiale riscaldamento globale(WMO) delle Nazioni Unite ha detto che quest’anno sarà fra i tre più caldi mai registrati, avvicinandosi ai livelli del 2015. Per quanto riguarda il prossimo, l’effetto della Niña ridurrà di 0,1 °C mediamente la temperatura globale rispetto a quelle che che altrimenti gli esperti si sarebbero aspettate. Ma il quadro rimane fosco: basti pensare che 16 dei 17 anni più caldi mai registrati si sono verificati dopo il 2000, fatto che lascia pensare come non si tratti di una crisi passeggera, bensì di un trend da modificare al più presto per evitare catastrofi socioeconomiche nei paesi più esposti.

La Niña genera temperature insolitamente fredde nell’Oceano Pacifico equatoriale, che innescano inondazioni o siccità a seconda dei luoghi del pianeta che ne subiscono gli influssi. La possibilità di prevedere in anticipo questi eventi è di fondamentale importanza pianificare la reazione di settori fragili e strategici come l’agricoltura, la gestione dell’acqua, la salute, i trasporti o l’energia.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.