Rinnovabili • Mid Century Vision di Cefic

Ferrari: Circular economy, la Mid Century Vision di Cefic per leadership europea

In occasione dell’Assemblea della Federchimica, il Presidente della Confederazione europea dell’industria chimica ha annunciato il documento che sarà presentato martedì a Bruxelles   

Mid Century Vision di Cefic

 

(Rinnovabili.it) – Si chiama Mid Century Vision. E’ l’importante documento che sarà presentato martedì prossimo a Bruxelles, con cui CEFIC – la Confederazione europea dell’industria chimica – vuole sostenere la leadership dell’Unione Europea  a livello globale per vincere la sfida più avvincente per l’Europa stessa e per l’industria Chimica: essere numeri uno al mondo a guidare la transizione verso l’economia circolare. Ad annunciarlo è stato Daniele Ferrari, Vice Presidente Federchimica e terzo presidente italiano alla guida di CEFIC – 28 mila aziende, un fatturato di circa 542 miliardi di euro, di cui 155  dall’export – che, in occasione dell’Assemblea annuale della Federchimica, ha illustrato le ragioni di un obiettivo che si può e si deve conseguire. In un complesso contesto di incertezza per l’Europa, dove convergono problematiche che spaziano dall’immigrazione, alla Brexit, alla finanza sostenibile, alla decarbonizzazione al 2050, solo per citarne alcune – ha osservato Ferrari –  si innestano altri aspetti che possono toccare ancor più incisivamente lo scenario in cui operano le aziende chimiche.

 

La rottura dei negoziati commerciali e le recenti restrizioni imposte nella guerra dei dazi USA- Cina minacciano la crescita globale e il commercio internazionale, mettendo in pericolo l’export dell’industria europea. A ciò si aggiunge la rivoluzione determinata dalla capacità produttiva ingente dello shale gas americano e l’espansione dell’industria chimica cinese. Tuttavia, la grande forza delle aziende chimiche europee, racchiusa nella capacità di essere technology provider, ovvero di fornire processi e infrastrutture tecnologiche, con prodotti intermedi ad alta innovazione che vengono utilizzati in tutti i settori produttivi – industria (67,5%), servizi (12,7%), agricoltura (5,2%), consumi delle famiglie (14,6%) – è la carta vincente. L’Europa, grazie alla sua industria, in particolare quella chimica, può guidare a livello mondiale l’innovazione sostenibile, garantendo crescita e competitività globali. “Nella nostra  visione – ha aggiunto il Presidente CEFIC – l’economia circolare svolge un ruolo fondamentale, così come la digitalizzazione, ambito nel quale i progressi tecnologici cambieranno completamente il nostro modo di lavorare, comunicare, innovare, produrre e consumare. La sfida per l’Europa sarà quindi abbracciare la rivoluzione digitale, investendo nell’educazione scientifica, tecnica, ingegneristica e matematica”.

 

Come interviene la Mid Century Vision?  

Il documento, a cui stanno collaborando i membri di CEFIC e molti stakeholders, getta le fondamenta  per un percorso condiviso,  verso un futuro sostenibile e circolare al 2050, in uno scenario che la chimica  vuole contribuire a realizzare. “Vuol essere una base – ha precisato Daniele Ferrari – per discutere con le istituzioni su come continuare a lavorare per una società europea sostenibile, digitale e low-carbon.  Ed è con questo obiettivo che ci  presenteremo ad ottobre ai neo-eletti parlamentari europei  durante l’evento Chemical Week, per contribuire a definire insieme l’agenda della nostra industria”. Tutto ciò si inquadra nel contesto globale in cui le stime di crescita sono state sintetizzate da Ferrari: aumento di un miliardo di persone entro il 2030; 43 megalopoli (città con oltre 10 milioni di persone) alla stessa data; aumento del 30% della domanda di energia globale e contestuale necessità di ridurre del 45% le emissioni di CO2;  richiesta crescente  di prodotti, alimenti e servizi; aumento  della produzione di rifiuti solidi  che passerà da 1,3 miliardi di tonnellate del 2012 ai 2,6 nel 2030 e a 3,4 nel 2050. L’industria chimica è chiamata a dare risposte su due fronti: da un lato, individuare e sviluppare soluzioni innovative per soddisfare l’aumento della domanda di beni. Dall’altro, gestire la crescita, attraverso l’uso efficiente delle risorse e la valorizzazione dei rifiuti.   

 

 

Mid Century Vision di Cefic

 

 

I punti cardine della transizione circolare

1) Sostenibilità e low – carbon economy. Sono il fondamento della Sustainability Charter of Cefic, in cui viene formalizzato l’impegno  dell’industria chimica europea sulla sostenibilità. Dal 1991 al 2016 il contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra è stato pari al 60%, a fronte di un incremento produttivo dell’83%. L’ambizioso obiettivo della riduzione dell’80-95% entro il 2050, richiede – sottolinea Ferrari –  un grande sforzo comune.

 

2) Care for people  and planet  (Cura per le persone e il pianeta). La sicurezza “ è nel Dna dell’industria chimica”- dice il Presidente Cefic. E’ continuo lo sforzo per minimizzare i rischi per le persone e per l’ambiente.

 

3) Resource efficiency (Efficienza delle risorse). Sono stati compiuti enormi passi avanti per “fare di più con meno: al 2016 l’intensità energetica per l’industria era inferiore del 55% rispetto al 1991”.

 

4) The circular thinking (Pensare circolare). L’industria chimica come snodo necessario nella transizione verso l’economia circolare, aggiungendo alle fasi di produzione e consumo elementi fondamentali come riutilizzo, riciclo e, perché no, riparazioni, per minimizzare gli sprechi.  

 

5) The chemical  industry is a key player in this transition  (L’industria chimica ha un ruolo chiave nella transizione). Le aziende chimiche sono technology provider, ovvero sono in grado di sviluppare nuovi processi e prodotti  per migliorare la circolarità in ogni fase della vita.

 

6) Ri-progettare con l’Eco-design. L’industria  chimica è in grado di progettare  soluzioni innovative di Eco-design per ottenere prodotti più efficienti e  più facili da riciclare. Occorre lavorare anche sui processi e nuove opportunità si aprono  grazie alle tecnologie innovative nell’ambito della digitalizzazione, che possono rendere gli impianti di produzione più efficienti, con ulteriore risparmio di emissioni di CO2.  

 

7) Nuove e migliorate tecnologie di Riciclo – Promuovere l’uso di materie prime seconde e sviluppare nuove e migliorate tecnologie di riciclo, anche in partnership con i vari attori della catena del valore, strategiche per perseguire il goal  dell’UE di avere 10 milioni  di tonnellate di plastica riciclata  utilizzate nei prodotti europei entro il 2025. “Occorre sviluppare, parallelamente, nuovi processi di riciclo molecolare, che consentano di riportare il polimero  nel materiale vergine, trasformando i rifiuti in plastica in nuovi prodotti per tutte le applicazioni, inclusi quelli a contatto alimentare, che sono la sfida più ambiziosa”.  

 

8) Investimenti significativi, norme certe e alleanze di filiera. Soltanto con questi tre fattori è possibile realizzare  modelli di economia circolare. Il supporto delle Istituzioni, la collaborazione lungo tutta la catena del valore, come accade con l’Alliance  to end Plastic Waste nella quale tutti gli attori  si sono impegnati a investire 1,5 Miliardi di dollari per contrastare  la dispersione dei rifiuti in plastica nell’ambiente – sono determinanti. Altrettanto lo è il contributo dei singoli cittadini.      

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Simulare i fenomeni termomeccanici

Simulare i fenomeni termomeccanici [Webinar]

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Martedì 18 giugno COMSOL terrà un seminario gratuito dedicato alla simulazione multifisica delle interazioni termomeccaniche

fenomeni termomeccanici

Come prevedere la tendenza di un materiale a cambiare di volume in risposta ad un cambiamento di temperatura all’interno di un sistema meccanico? Come valutare l’effetto sulle prestazioni di fenomeni termomeccanici come il riscaldamento Joule? Come modellare le possibili deformazioni indotte dal calore e studiarne le conseguenze sul comportamento meccanico di strutture solide?

Per tutte queste domande esiste una risposta “semplice”: la simulazione multifisica. Questo strumento d’analisi permette, a partire da un sistema complesso, di simulare i singoli aspetti (elettrici, meccanici, termici o chimici) e gli effetti della loro interazione. Nel dettaglio la simulazione multifisica permette di creare un modello matematico e analizzarlo minuziosamente con l’obiettivo di prevedere o convalidare il risultato del mondo reale. Evidenziando eventuali criticità e ottimizzando i progetti ancor prima della prototipazione. 

Nel settore delle energie rinnovabili (ma non solo) l’approccio risulta particolarmente valido per il comportamento meccanico di strutture solide dove la complessità dei fenomeni termomeccanici richiede necessariamente un’attenzione e una cura più elevate durante la fase progettuale. 

A spiegarne vantaggi e potenzialità è il nuovo webinar gratuito di COMSOL, una delle aziende leader nello sviluppo software di modellazione matematica. L’evento, in programma per il 18 giugno alle ore 14.30 permetterà ai partecipanti di comprendere come sia possibile analizzare le strutture meccaniche combinando tutti gli effetti fisici e le interazioni rilevanti. 

 Lo strumento principe è COMSOL Multiphysics®, uno dei software di modellazione più avanzati del settore, in grado simulare progetti, dispositivi e processi in ogni ambito tecnologico. Grazie al modulo dedicato alla Meccanica Strutturale, la piattaforma permette di analizzare la meccanica dei solidi, simulando il comportamento dei materiali, delle dinamiche, delle vibrazioni, dell’attrito ecc. all’interno di un unico modello e di un unico ambiente di modellazione.

Il modulo offre accoppiamenti multifisici integrati che includono anche gli aspetti termici, a partire dalle semplici condizioni operative di un dispositivo, per arrivare a fenomeni più complessi come l’effetto Joule. La piattaforma rende possibile, infatti, modellare la conduzione della corrente elettrica in una struttura, il successivo riscaldamento elettrico causato dalle perdite ohmiche e le sollecitazioni termiche indotte dal campo di temperatura.

Simulare i fenomeni termomeccanici

Per avere una panoramica completa delle possibilità durante il seminario i tecnici Comsol esamineranno i diversi meccanismi importanti da considerare in un modello termomeccanico. Come ad esempio il creep termico, ossia la deformazione anelastica che si verifica nel tempo quando un materiale è sottoposto a stress a una temperatura pari o superiore al 40% del punto di fusione. O ancora lo smorzamento termoelastico, che si verifica quando si sottopone un materiale a stress ciclico di compressione e di espansione. La deformazione ciclica crea variazioni locali di temperatura in grado a loro volta di produrre perdite meccaniche.

Il webinar passerà in rassegna vari casi di studio ed esempi di modelli, mostrando il software in azione e rispondendo in tempo reale a tutte le domande dei partecipanti.

Partecipa al seminario gratuito dedicato alla simulazione dei fenomeni termomeccanici registrandoti all’indirizzo  https://www.comsol.it/c/fvmd 

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Decreto FER X

Decreto FER X, aste entro la fine dell’anno

Lo ha dichiarato il sottosegretario al MASE, Claudio Barbaro, ma l'iter del Decreto Fer X appare ancora indietro con i tempi

Decreto FER X
Foto di Ed White da Pixabay

Incentivi alle rinnovabili, la normativa in attesa

Il Decreto FER X è in dirittura d’arrivo e le prime procedure competitive del provvedimento potrebbero essere lanciate entro la fine del 2024. Questa perlomeno è la previsione avanzata dal sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, durante un’interrogazione alla Camera. Rispondendo in X Commissione ad un quesito dell’onorevole Peluffo sui tempi di adozione del DM FER-X, Barbaro ha fatto chiarezza sui prossimi passi del provvedimento.

Lo schema, ha ricordato il sottosegretario, è stato trasmesso all’ARERA nel mese di aprile ai fini dell’acquisizione del parere. L’Authority dovrebbe far sapere la propria posizione in questi giorni per poi “passare la palla” alla Conferenza Unificata. A valle dell’acquisizione di quest’ultimo parere “sarà possibile procedere con la notifica formale del provvedimento in Commissione europea per la verifica dei profili di compatibilità con la disciplina in materia di Aiuti di Stato”.

Decreto FER X, quando arriva?

Il percorso, dunque, si prospetta ancora lungo ma il Sottosegretario rassicura gli animi spiegando che il MASE sta cercando di velocizzare i passaggi rimanenti. “Per accelerare […] il Ministero ha già avviato i colloqui con la Commissione con l’obiettivo di illustrare le principali novità introdotte dal meccanismo. Tra le innovazioni, rispetto al disegno attuale, il nuovo schema prevede infatti che il Sistema si faccia carico del rischio dovuto alle dinamiche inflattive, particolarmente accentuate nell’ultimo anno, in modo tale da rendere i corrispettivi riconosciuti più adeguati alla struttura di costo e alla sua evoluzione, riducendo così i rischi degli operatori“.

Il Decreto, ricordiamo, nasce per sostenere la produzione di energia elettrica da impianti rinnovabili “con costi vicino alla competitività di mercato”. Ossia fotovoltaici, eolici, idroelettrici e di trattamento dei gas residuati dai processi di purificazione. L’ultima bozza del decreto FER X riporta due modalità di accesso agli incentivi: quella diretta, riservata ai sistemi rinnovabili di taglia uguale o inferiore ad 1 MW per un massimo di 5 GW sviluppabili in Italia; quella tramite aste, nel caso di impianti di potenza superiore a 1 MW (e con contingenti differenziati per tecnologia che vanno da un 45 GW per il fotovoltaico allo 0,02 GW per i gas residuati).

Barbaro ha anche anticipato che per mitigare le problematiche relative all’operatività dei contratti alle differenze convenzionali, il Ministero ha provveduto a “ridisegnare la struttura dei pagamenti del contratto al fine di disincentivare l’offerta della capacità contrattualizzata a prezzi inferiori ai propri costi marginali”. Un intervento che permetterebbe al tempo stesso di “ridurre il rischio volume sostenuto dai titolari della medesima capacità“. Le prime aste? “Potranno essere bandite entro la fine dell’anno“, ha concluso il sottosegretario.

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Rinnovabili • pcb ricarica

PCB per la ricarica dei veicoli elettrici (EVC)

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Il ruolo e l'importanza dei circuiti stampati nel mondo della ricarica dei veicoli elettrici

pcb ricarica

Il mondo dell’EV charging promette di cambiare il nostro modo di spostarci e di viaggiare e molte sono le tecnologie in gioco per raggiungere questo ambizioso obiettivo. L’elettronica svolge di certo un ruolo chiave, ma è necessario sviluppare prodotti ad hoc per questo segmento di mercato, che siano in grado di gestire picchi energetici, alte temperature, funzionalità molteplici e dimensioni ridotte. Molte di queste necessità devono essere soddisfatte nella progettazione di un circuito stampato (anche detto PCB) che permetterà di garantire funzionalità, affidabilità ed efficienza di una colonnina di ricarica. I PCB (Printed Circuit Boards) sono infatti fondamentali per consentire una ricarica affidabile e ad alta potenza e si sono evoluti parallelamente allo sviluppo di colonnine di ricarica sempre più performanti, di dimensioni più compatte e più leggere.

Diminuendo le dimensioni delle colonnine di ricarica, anche lo spazio dedicato ai PCB si è ridotto, portando i progettisti di circuiti stampati a studiare nuovi design che permettessero di ottenere le stesse prestazioni in dimensioni più contenute. In alcuni casi può essere sufficiente usare elementi più compatti, in altri lavorare sulla densità del circuito, oppure optare per un maggior numero di strati che possano ospitare tutte le funzionalità richieste, o ancora prestare particolare attenzione alla larghezza delle piste e alla distanza di isolamento.

I circuiti stampati dedicati al mondo dell’ev charging devono inoltre poter gestire correnti e tensioni elevate, che richiedono l’uso di materiali specifici e spesso di una grande quantità di rame che permetta di condurre considerevoli flussi di corrente e dissipare il calore in eccesso.

I circuiti stampati di un EV charger non sono solo sviluppati per garantire il fine ultimo della colonnina, la ricarica in sè, ma anche un’esperienza di acquisto adeguata. Se, da un lato, la crescente richiesta di tempi di ricarica più rapidi richiede una tecnologia dei PCB in grado di supportare operazioni di ricarica efficienti e ad alta potenza, dall’altro devono essere considerate anche tutte le interfacce che includono funzioni come touchscreen, applicazioni mobili, lettori di schede RFID e controlli intuitivi, tutti progettati con lo scopo di migliorare l’esperienza dell’utilizzatore di una colonnina di ricarica.

Attenzione alla sostenibilità nella progettazione di un PCB

Un’attenta progettazione di circuiti stampati può inoltre contribuire alla sostenibilità del prodotto finale, perché permette di ottimizzare spazio e materiali, riducendo gli sprechi. Studiare con attenzione il design del PCB permette di sfruttare il pannello in modo da ridurre la quantità di materie prime necessarie per produrre il circuito stampato ma anche delle risorse richieste per lavorarlo, come acqua, calore ed elettricità. La dimensione inferiore di un circuito stampato si tramuta anche in meno materiali di scarto nel caso in cui la scheda finale abbia dei difetti e debba quindi essere rottamata, e anche un imballaggio con dimensioni minori, peso minore con conseguente riduzione del costo di spedizione. I vantaggi sono quindi al contempo ambientali ed economici.

NCAB ha sviluppato delle linee guida che permettono di identificare i fattori che determinano il costo di un PCB  e supporta i propri clienti sin dalle prime fasi della progettazione per raggiungere obiettivi di sostenibilità comuni. 

I webinar sul circuito stampato di NCAB Group

Per questo motivo il Gruppo svedese mette a disposizione il know how dei propri tecnici attraverso un fitto programma di webinar gratuiti dedicati al circuito stampato. 

Giovedì 13 giugno 2024, in particolare, Jonathan Milione, FAE di NCAB Group Italy, terrà un webinar dal titolo “PCB affidabili per l’EVC​ – Opportunità, sfide e applicazioni in ambito ricarica EV“ a cui è possibile iscriversi da questo link https://attendee.gotowebinar.com/register/3189250463637126235

Parleremo di:

  • Evoluzione e sfide del settore dei veicoli elettrici
  • Metodi di ricarica e sviluppi tecnologici delle colonnine di ricarica
  • Soluzioni di design per PCB: sistemi di ricarica ad alta potenza

leggi anche Circuiti stampati più sostenibili, l’approccio virtuoso di NCAB Group

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