Il governo tedesco investe 3 milioni nel riciclo dei materiali attivi delle batterie

Ricercatori e industrie lavoreranno per tre anni su una catena di processi che renda economico il riciclo dei materiali attivi

riciclo dei materiali attivi
Foto di Saif71.com su Unsplash

Oggi il riciclo dei materiali attivi delle batterie al litio costa tanto ed è energeticamente intensivo

(Rinnovabili.it) – Perché triturare e sciogliere le batterie al litio quando è possibile un riciclo dei materiali attivi più efficiente e sostenibile? La risposta è che le tecniche per realizzarlo sono ancora agli albori. Ma un progetto tedesco che coinvolge il Karlsruhe Institute of Technology (KIT) e partner industriali, ha intenzione di investirci seriamente. Ci crede anche il governo, che tramite il Ministero dell’Istruzione e della ricerca ci mette 3 milioni di euro in tre anni.

L’idea è sviluppare un processo completo per riciclare le batterie usate in modo più efficiente, recuperando i componenti e preservandone la funzione. Oggi per recuperare i metalli critici dalle batterie si scompongono i materiali attivi nei loro componenti molecolari, utilizzando grandi quantità di energia e sostanze chimiche. I materiali attivi di una batteria sono i componenti chimicamente attivi dei due elettrodi di una cella e dell’elettrolita che li separa. L’approccio utilizzato abitualmente distrugge le celle della batteria e dissolve i materiali attivi, per poi estrarli dal liquido ottenuto sotto forma di sali metallici. 

Non è che non funzioni. Anzi, questo metodo rende possibile recuperare fino al 90% degli elementi critici come cobalto, nichel e manganese. Il punto è che la quantità di energia e di sostanze chimiche necessarie è molto elevata. Inoltre, i materiali attivi per nuove batterie devono essere prodotti da zero a partire dai materiali recuperati. Anche qui, serve una grande quantità di energia e materie prime. Per questo il cosiddetto “riciclo diretto” dei materiali attivi si profila come alternativa più sostenibile.

In questo processo i materiali attivi non sono più completamente disciolti. Vengono invece scomposti nei loro singoli componenti e poi separati meccanicamente per recuperarli nel modo più puro possibile. Non esiste ancora una filiera consolidata per applicare questa metodologia. E mancano anche soluzioni pratiche ed economiche per smontare senza grandi sforzi le diverse batterie fino a liberare i singoli componenti. Il progetto tedesco punta proprio ad affrontare questi nodi. Svilupperà quindi una catena di processi agile per il riciclo diretto delle batterie agli ioni di litio e la rigenerazione dei materiali attivi recuperati in questo modo.

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