Come tagliare le emissioni del 69% puntando su imballaggi a rendere e riuso

Oltre ad abbattere i gas serra generati dall’uso di plastica nel packaging, puntare sulla diffusione capillare del riuso di imballaggi a rendere taglierebbe l’uso di acqua del 45-70% e il consumo di risorse del 45-76%

Imballaggi a rendere: se scalati, tagliano le emissioni del 69%
Foto di Rich Smith su Unsplash

Il report della Ellen MacArthur Foundation

(Rinnovabili.it) – Aumentare la diffusione di imballaggi a rendere e migliorare il loro riuso può tagliare le emissioni del packaging in plastica del 69%. Uno scenario in cui i vantaggi per il clima e per l’ambiente vanno di pari passo con quelli per il portafoglio: calerebbero anche i prezzi dei prodotti.

La chiave di tutto sta nel rendere scalabili i sistemi produttivi e i modelli di consumo che soggiacciono all’uso di imballaggi plastici a rendere e alle loro possibilità di riutilizzo da parte dell’industria. E per farlo occorre più ricerca per rendere tecnicamente fattibile ed economicamente conveniente la scelta di un packaging a rendere anche negli ambiti dove oggi è meno diffuso, come cosmetici e alimenti.

Come far diventare convenienti gli imballaggi a rendere

I punti fondamentali che fanno funzionare questo modello e lo rendono realistico sono tre. Primo, servono infrastrutture condivise per la raccolta, lo smistamento, la pulizia e il trasporto. È la chiave per arrivare ad economie di scala. “Forse l’esempio più importante di infrastruttura condivisa è la raccolta, non solo per condividere i costi, ma per fornire ai clienti un’esperienza coerente e ottimizzata. Dover separare gli imballaggi e interagire con più flussi di raccolta potrebbe rappresentare una barriera per i clienti”, sostengono gli autori del rapporto della Ellen Macarthur Foundation, realizzato insieme a 60 tra istituzioni internazionali e grandi compagnie.

Seconda priorità, la standardizzazione e la messa in comune degli imballaggi. La prima può aumentare significativamente l’efficienza di smistamento, pulizia e stoccaggio, mentre la seconda può ridurre drasticamente le distanze di trasporto e le emissioni e i costi associati. Infine, servono tassi di reso elevati. Che si possono ottenere con politiche di incentivazione e rendendo più semplice e meno impegnativo, per i clienti, restituire gli imballaggi. “Recuperare la confezione dai clienti è fondamentale affinché questi tipi di modelli di business funzionino. Tutti gli attori devono lavorare insieme per ottenere tassi di rendimento elevati”, sottolinea il rapporto.

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A queste condizioni, gli imballaggi a rendere potrebbero tagliare le emissioni di gas serra legate al packaging in plastica del 35-69%, l’uso di acqua del 45-70% e il consumo di materia del 45-76%, calcolano gli autori.

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