La 6° Conferenza ICESP lancia l’allarme sul recupero delle materie prime critiche

Servono impianti e tecnologie ad elevata efficienza e selettività per favorire il recupero delle materie prime critiche da fonti secondarie

recupero delle materie prime critiche
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Nel nostro paese il recupero delle materie prime critiche è ancora più importante, dato che ne importiamo il 99%

(Rinnovabili.it) – Oltre 800 esperti da 300 tra istituzioni, imprese e associazioni di categoria, ricerca e società civile. Questa è la galassia che compone la Piattaforma italiana degli attori per l’economia circolare (ICESP). Ieri si è riunita nella sesta conferenza annuale, focalizzata sul tema del recupero delle materie prime critiche e strategiche da fonti secondarie. Promossa da ENEA nel 2018, la piattaforma “rappresenta oggi una delle principali sedi, se non la principale, di elaborazione e confronto sui temi prioritari e strategici per la transizione circolare del Paese”, secondo il direttore del Dipartimento Sostenibilità dell’ENEA, Roberto Morabito.

Focalizzarsi sul recupero delle materie prime critiche è quantomai urgente. Si tratta infatti di un tema cruciale per l’Unione europea, che da 15 anni ha una strategia periodicamente aggiornata. L’Italia, in questo quadro, è però uno dei paesi più poveri di materie prime critiche. Siamo costretti a importare oltre il 99% di quelle necessarie per le filiere industriali hi-tech dall’estero. In alcuni casi, da paesi caratterizzati da forte instabilità politica e sociale. 

“Finalmente – ha detto Morabito – anche in Italia si sta ponendo con forza questa tematica, con l’inserimento nella Strategia nazionale per l’economia circolare e l’istituzione del tavolo materie prime critiche, coordinato dal Ministero delle imprese e del made in Italy e dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica”.

“La transizione ecologica e la digitalizzazione – ha spiegato invece Claudia Brunori, vicedirettore all’economia circolare dello stesso Dipartimento ENEA – implicano un aumento significativo dell’uso delle materie prime critiche” Si stima un aumento della domanda di terre rare di 4,5 volte entro il 2030 per le turbine eoliche e un aumento della domanda di litio per le batterie dei veicoli elettrici di 11 volte entro il 2030

Il riciclo da fonti secondarie è quindi uno dei pilastri della strategia europea di approvvigionamento sostenibile delle materie prime critiche. Ma rimane ancora troppo poco sfruttato. Secondo Brunori “occorrono impianti, tecnologie innovative ad elevata efficienza e selettività, semplificazione normativa e politiche abilitanti”. 

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