La Romania lancia il programma di vuoto a rendere più vasto del mondo

Il paese est-europeo inaugura il 30 novembre uno schema di vuoto a rendere che coinvolgerà 80 mila aziende e 7 miliardi di imballaggi

vuoto a rendere
Foto di Jonathan Chng su Unsplash

Si candida ad essere lo schema di vuoto a rendere centralizzato più grande mai realizzato

(Rinnovabili.it) – Domani la Romania diventerà il 13° paese europeo a varare uno schema di vuoto a rendere. La cosa interessante è che potrebbe essere il più avanzato del mondo, obbligatorio per tutte le aziende.

I cosiddetti DRS (Deposit Return Schemes) hanno l’obiettivo di aumentare i tassi di raccolta e riciclo dei contenitori per bevande monouso. Il sistema rumeno utilizza una soluzione software di Sensoneo, azienda slovacca che fornisce soluzioni intelligenti per la gestione dei rifiuti. Il software funziona come spina dorsale dell’intero sistema, integrando tutte le parti interessate e raccogliendo dati. 

Lo schema di vuoto a rendere rumeno riguarderà contenitori per bevande in plastica, vetro e metallo da 0,1 a 3 litri. Il deposito per bottiglia sarà di 0,5 Lei rumeni (circa 0,1 Euro). L’utente pagherà questa cifra all’acquisto, ma può averla rimborsata se restituisce l’imballaggio presso uno degli 80 mila punti di raccolta. Per poter essere ritirato, l’imballaggio dovrà essere integro e vuoto, ma il consumatore non dovrà fornire alcuna prova di acquisto. I punti di raccolta saranno situati in ogni negozio con più di 200 mq di superficie e i rivenditori riceveranno un pagamento per la gestione degli imballaggi in base alla quantità ritirata. Tutte le aziende che producono, importano o vendono bevande in contenitori monouso sono obbligate a partecipare al programma. Il lancio ufficiale è previsto per il 30 novembre.

Notevole è stata la complessità di costruire un tale meccanismo. A gestirlo sarà RetuRO, un consorzio costituito da associazioni di produttori e rivenditori di bevande con una piccola partecipazione pubblica attraverso il Ministero rumeno dell’Ambiente. Il sistema dovrà processare le informazioni ricevute da quasi 80 mila operatori economici e correlare i dati su identificazione, giacenza, restituzione, ritiro, fatturazione e reporting per quasi 7 miliardi di imballaggi. Le aziende che non si registrano nel database di RetuRO entro la fine di febbraio 2023 rischiano una multa fino a 8 mila Euro e la potenziale sospensione delle attività commerciali fino al completamento della registrazione.

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