Una scoperta importante per il recupero di metalli preziosi dalle acque reflue

Un gruppo di ricercatori coreani ha scoperto un metodo innovativo ed ecologico per il recupero di metalli preziosi dalle acque reflue

recupero di metalli preziosi dalle acque reflue
Foto di pisauikan su Unsplash

Finora il recupero di metalli preziosi dalle acque reflue si è fatto con agenti chimici pericolosi

(Rinnovabili.it) – Un consorzio guidato dal Korea Institute of Science and Technology (KIST) ha annunciato un progresso significativo nel recupero di metalli preziosi dalle acque reflue industriali. L’innovativa scoperta promette di aprire nuove prospettive per l’industria.

Il team di ricerca del KIST ha sviluppato un materiale basato su fibre acriliche, dimostratosi molto efficiente nel recuperare ioni metallici presenti nelle acque reflue. La tecnologia rappresenta un’alternativa interessante all’uso di agenti chimici per la precipitazione dei metalli pesanti nelle acque reflue industriali. Si tratta infatti di un metodo più ecologico e senza i rischi associati all’uso di sostanze di sintesi. Il materiale potrebbe perfino essere prodotto su larga scala attraverso un processo di filatura a umido e l’utilizzo di abiti usati come materia prima seconda.

Di norma si usa la chimica per far precipitare gli ioni metallici sotto forma di ossidi. Tuttavia, incidenti come le fughe di sostanze pericolose hanno sollevato la necessità di alternative più sostenibili e sicure. Il nuovo approccio sviluppato dal KIST utilizza questo materiale fibroso, che adsorbe e cristallizza i metalli presenti nell’acqua, consentendone poi il recupero e la rigenerazione. In pratica, attraverso l’utilizzo di gruppi funzionali fissati sulla superficie della fibra acrilica, gli ioni metallici si cristallizzano. Una volta formati, questi cristalli possono essere facilmente rimossi. Durante i test con ioni di rame, il materiale ha dimostrato una capacità di adsorbimento molto superiore rispetto agli adsorbenti convenzionali.

La struttura fibrosa invece che granulare, è un punto di forza di questo materiale. Il controllo sott’acqua è infatti più agevole e facilita l’applicazione pratica nei processi di recupero di metalli preziosi dalle acque reflue.

In un contesto in cui la sostenibilità e l’autosufficienza diventano sempre più cruciali, la scoperta del KIST rappresenta un passo avanti. Si apre uno scenario nuovo per pratiche industriali più ecologiche e una gestione efficiente delle risorse. Non soltanto in Corea.

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