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La rivoluzione italiana delle auto elettriche, dalla A alla Z

Con Cobat, RSE, e i big dell’automotive, una giornata di seminari dedicati a tutte le novità sulla mobilità sostenibile

La rivoluzione italiana delle auto elettriche, dalla A alla Z

 

(Rinnovabili.it) – Il futuro delle auto elettriche parte da Milano. Il 13 febbraio il capoluogo lombardo ospiterà, presso il Luogo Ideale Spazio Eventi a Piazza Portello, una serie di seminari sulla mobilità sostenibile, dedicando un approfondimento specifico sulle ultime regole per l’ingresso nel centro della città.

 

Si parte dal nuovo regolamento dell’Area C di Milano, che prevede che saranno solo i veicoli elettrici a non pagare il ticket d’ingresso all’interno della cosiddetta “cerchia dei Navigli”, così come dovranno essere elettrici i mezzi per il trasporto delle merci che potranno entrare dalle ore 8 alle ore 10. Un focus sarà dedicato anche al bando milanese che consentirà di dare vita al servizio sperimentale di gestione per tre anni delle 28 Isole digitali per la ricarica dei quadricicli elettrici e delle 32 colonnine di ricarica elettrica con l’obiettivo nel biennio 2017 e 2018 di passare dagli attuali 60 punti per 344 posti a 315 punti di ricarica per 854 postazioni. Si parlerà anche della pubblicazione del decreto di recepimento della direttiva Europea AFID, che completa la normativa prevista del PNIRE e fissa dei criteri obbligatori per l’installazione di sistemi di ricarica collegata alla mobilità sostenibile. Infine, spazio alle agevolazioni, convenzioni e contributi diretti alla mobilità elettrica.

 

Un evento completo, che vede presente oltre al Comune di Milano, con l’Assessore alla Mobilità Marco Granelli, anche tutta la filiera dell’elettrico: da chi si occupa delle infrastrutture – RSE, Enel, A2A – a chi offre servizi – FN Mobilità Sostenibile – a importanti case automobilistiche, come Nissan, per arrivare a chi, come Cobat – Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, si occupa di recuperare e riciclare tutte le componenti delle auto elettriche, rendendo doppiamente puliti i veicoli a emissioni zero.

 

L’appuntamento di Milano è la naturale prosecuzione del percorso iniziato nel 2016 con la sottoscrizione della “Carta di Arese”, un documento di intenti sulla mobilità sostenibile proposto dai quattro sperimentatori della rete di ricarica (Enel, A2A, Hera e Class Onlus) e attualmente al vaglio del Governo, che costituisce un ponte verso gli Stati Generali della Mobilità Elettrica previsti per il 19 e 20 maggio 2017.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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