Biomassa di scarto: BECCS, il potenziale globale vale il 3% delle emissioni mondiali

Producendo per digestione anaerobica biometano da tutta la biomassa di scarto mondiale si otterrebbero 10.700 TWh, la stessa energia che oggi generiamo dal 27% del gas fossile che bruciamo ogni anno. E catturando la CO2 durante il processo si abbatterebbero 1,5 GtCO2

Biomassa di scarto: BECCS, il potenziale globale vale il 3% delle emissioni mondiali
Foto di Louis Hansel su Unsplash

Lo studio sulle potenzialità della biomassa di scarto è apparso su Environmental Research Letters

(Rinnovabili.it) – Immaginate di smaltire in impianti a digestione anaerobica tutta la biomassa di scarto che generiamo nel mondo. E di dotare ogni impianto di tecnologia BECCS (bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio). La CO2 catturata in questo modo arriverebbe a 1,5 miliardi di tonnellate (Gt) l’anno. Circa il 3% del totale globale. Sempre dalla stessa quantità di biomassa, il recupero di energia tramite biometano arriverebbe a 10.700 TWh. L’equivalente del 10% del consumo finale di energia mondiale, cioè la stessa energia che oggi generiamo dal 27% del gas fossile che bruciamo ogni anno.

Il potenziale della biomassa di scarto

Lo ha calcolato lo studio Global biomethane and carbon dioxide removal potential through anaerobic digestion of waste biomass appena pubblicato in pre-print su Environmental Research Letters. Che fa luce sul potenziale della biomassa di scarto per mettere il Pianeta sulla traiettoria giusta per limitare il riscaldamento globale sotto i 2°C entro fine secolo. Secondo l’ultimo rapporto dell’IPCC, il Panel intergovernativo dell’ONU sul cambiamento climatico, per rispettare questa soglia dell’Accordo di Parigi dobbiamo sequestrare tramite BECCS tra le 170 e le 650 GtCO2 da qui al 2100. In pratica, tra 2,1 e 8,1 GtCO2 ogni anno per 80 anni.

“In questo articolo quantifichiamo la disponibilità globale di biomassa di scarto per BECCS e il suo potenziale tecnico di rimozione della CO2 (CDR) e di biometano”, scrivono gli autori. “Queste materie prime per la biomassa non creano ulteriori impatti sulla terra, sull’acqua e sulla biodiversità e possono consentire uno sviluppo più sostenibile della BECCS pur preservando la fertilità del suolo”.

Dato il suo elevato livello di maturità tecnologica, lo studio suggerisce che “un’importante opportunità a breve termine” per liberare il potenziale della tecnologia BECCS è la produzione di biogas attraverso la digestione anaerobica. Un processo che converte le materie prime della biomassa in biogas (cioè biometano e CO2 biogenica) e digestato. “Il biometano generato da questo processo può servire come alternativa ai combustibili fossili per decarbonizzare il sistema energetico”, puntualizza lo studio, aggiungendo che “la CO2 pura generata durante l’upgrading del biogas può essere catturata e sequestrata in modo permanente via CDR” mentre “il digestato può essere utilizzato anche come prezioso prodotto fertilizzante per preservare la fertilità del suolo”.

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