Non si tratta solo di inverno: attenzione alla povertà energetica estiva

Il 19% della popolazione dell’Unione europea non è in grado di mantenere la propria casa piacevolmente fresca d’estate. Un problema che con l’aggravarsi della crisi climatica può incidere seriamente sulla salute

povertà energetica estiva
Foto di Siebe Warmoeskerken su Unsplash

Riflettori puntati sulla povertà energetica estiva

(Rinnovabili.it) – Quando si cerca di definire il concetto di “fuel poverty” o “povertà energetica” il pensiero corre subito alla difficoltà di una parte della popolazione di riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni nei mesi freddi. Tuttavia il problema non è solo invernale e non è esclusivamente legato alle basse temperature. Esiste anche una povertà energetica estiva, tema poco trattato dalla letteratura esistente, ma destinato ad assumere un’importanza crescente. Basti pensare che già oggi il 19% della popolazione totale dell’Unione non è in grado di mantenere la propria casa piacevolmente fresca d’estate (dati Eurostat).

In un mondo destinato a divenire sempre più caldo (anche nella migliore delle ipotesi climatiche), la capacità di mantenere il comfort abitativo è essenziale. E con colonnine di mercurio sopra i 35°C diventa inevitabilmente anche una questione di salute. Soprattutto in quelle aree urbane dove l’effetto delle ondate di caldo si somma a quello delle isole di calore.

Eppure mentre abbondano informazioni su come gestire il freddo, le sfide legate al calore ricevono ancora minore attenzione. “Questo squilibrio è dovuto alla natura distinta dei fattori che determinano la povertà energetica estiva rispetto a quelli invernali”, scrive l’Energy Poverty Advisory Hub della Commissione Europea. “Fattori come le condizioni degli edifici, il calore urbano, la disponibilità di sistemi di raffreddamento, le condizioni socioeconomiche e l’impatto del cambiamento climatico, contribuiscono tutti a un’elevata incidenza della povertà energetica durante i mesi estivi, in particolare nelle famiglie della regione mediterranea”.

Poverta energetica estiva, l’impegno di Parma

Alla luce di queste considerazioni, il Polo evidenzia la necessità di ampliare il discorso per comprendere le dinamiche uniche dei mesi più caldi, garantendo una comprensione completa dei fattori alla base della vulnerabilità. I primi sforzi in questa direzione sono già stati compiuti. Nell’autunno 2023, l’Esecutivo Ue ha inserito il periodo estivo tra i fattori da prendere in considerazione nei suoi orientamenti generali sul tema. E diversi progetti a livello comunitario stanno svolgendo attività mirate contro la povertà energetica estiva.

Un esempio su tutti: Cooltorise. L’iniziativa, finanziata da H2020, sta lavorando in 4 Stati membri per aumentare la consapevolezza sul problema e stimolare una riduzione del consumo di energia durante i mesi più caldi dell’anno. Tra le diverse attività in programma, il progetto ha coinvolto oltre 7.240 cittadini e sta lavorando con loro per ridurre la loro vulnerabilità alla povertà energetica estiva. Cosa ancora più importante istituirà un quadro sulla povertà energetica estiva per definire soluzioni comuni. All’iniziativa partecipa anche il comune di Parma e la società italiana AISFOR.

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