Rinnovabili • Smart Energy Efficiency

Smart Energy Efficiency, l’app che aiuta a risparmiare energia negli edifici

Federesco lancia la nuova applicazione per valutare gli interventi di efficientamento energetico e i risparmi connessi. Il programma individua anche gli incentivi disponibili

Smart Energy Efficiency

 

L’app Smart Energy Efficiency semplifica la strada per il risparmio energetico

(Rinnovabili.it) – La digitalizzazione ha conquistato anche il settore dell’efficientamento energetico. Un esempio? ‘Smart Energy Efficiency‘, l’app per le diagnosi energetiche. L’applicazione è stata creata da Esco Italia per Federesco e consente di facilitare gli audit energetici preliminari agli interventi nell’edilizia civile. Uno strumento pensato per i singoli proprietari di appartamento così come gli amministratori di condominio, gli esperti in gestione dell’energia (i cosiddetti Ege) e, ovviamente, le E.S.Co., ossia le società certificate che operano nel campo dell’efficienza energetica.

 

L’applicazione permette la redazione di studi di fattibilità preliminari nei quali individuare gli interventi di riqualificazione energetica più opportuni rispetto ai singoli casi, evitando i tempi lunghi richiesti da una modulazione grafica dell’edificio. Nel dettaglio, il software, a partire da alcuni dati inseriti dall’utente, elabora un ‘Light Report‘, analisi in cui si confrontano i consumi energetici dell’edificio in questione con quelli di riferimento del settore, valutando i risparmi economici conseguibili con le principali soluzioni d’efficientamento presenti sul mercato.

 

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Spiega la società in una nota stampa: “Da un’esperienza di anni nel campo delle diagnosi energetiche, Esco Italia ha sviluppato, per Federesco, una App, strumento informatico utile per Smart Energy Efficiency consente di effettuare un audit energetico preliminare con un modesto numero di dati ed elevato livello di affidabilità, fornendo ai clienti scenari di interventi ad hoc per l’intero sistema edificio-impianto”.

 

Smart Energy Efficiency funziona sia su iOS che su Android ed è conforme allo standard Uni CEI/TR 11428:2011, in quanto si basa sul confronto tra analisi simulata e analisi reale. Un report più approfondito si ottiene inserendo ulteriori dati di dettaglio, come ad esempio i profili climatici o i dati tipologici, sulla piattaforma web del sistema. In questo modo si può verificare la convenienza tecnico-economica di più combinazioni di interventi, le fasce orarie in cui si consuma maggiormente, in quanto tempo un determinato intervento di efficienza energetica è ripagato dal risparmio conseguito e persino gli incentivi fiscali disponibili per gli interventi.

 

 

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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