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Eolico, la Cina supera l’Ue per la prima volta

Lo scatto del colosso cinese ha portato 30 nuovi GW di eolico nel 2015 contro i 13 dell’Unione europea. Ora Pechino è prima al mondo per potenza installata

Eolico, la Cina supera l'Ue per la prima volta

 

(Rinnovabili.it) – La Cina ha installato la metà della nuova capacità eolica globale nel 2015, superando l’Unione europea e diventando il primo Paese per installazioni al mondo. Lo afferma il Global Wind Energy Council (GWEC), che ha calcolato come sui 60 GW di eolico lo scorso anno, 30,5 siano cinesi.

Il dragone ha così raggiunto quota 145.1 GW, superando per la prima volta il totale dell’Unione europea, che si è fermata a 141.6 GW. Il vecchio continente, infatti, ha installato 13 GW durante il 2015, un quinto della performance cinese. Di questi, 6 GW hanno trovato posto nella sola Germania.

Il colosso orientale sembra ormai aver preso il largo nel settore delle rinnovabili, viste come un possibile strumento per abbattere i livelli di inquinamento dell’aria che causano ormai da anni malattie e malumori nell’opinione pubblica. Dopo l’accordo raggiunto alla COP 21 di Parigi, sebbene con tutta calma, anche Pechino dovrà organizzare una transizione dalle centrali a carbone verso fonti energetiche meno impattanti a livello climatico. La riduzione dei costi di eolico e fotovoltaico si inserisce in questo quadro generale, aumentando la competitività delle energie pulite con i combustibili fossili.

 

Eolico, la Cina supera l'Ue per la prima volta 2

 

«Il 2015 è stato un anno importante per i grandi mercati come Cina, Stati Uniti, Germania e Brasile, che hanno stabilito nuovi record – ha detto Steve Sawyer, segretario generale del GWEC – Tuttavia vi è una attività frenetica anche nei nuovi mercati di tutto il mondo, e credo che nel 2016 vedremo una distribuzione più ampia».

Il mese scorso, il capo della lobby europea dell’eolico ha dichiarato che i produttori di turbine avrebbero scelto sempre più di investire nei mercati in rapida crescita dei Paesi in via di sviluppo piuttosto che negli Stati membri dell’Unione, le cui politiche sulle rinnovabili sono viziate da troppa incertezza.

La capacità globale installata vale oggi 432,4 GW, in crescita del 17% rispetto al 2014. In Cina, circa l’85% della potenza è connessa alla rete, mentre il 15% attende lavori infrastrutturali per poter dare il suo contributo.

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Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.