All’audizione di oggi al Senato, l’ANEV ha presentato alcune proposte per ridurre gli extra-costi derivanti da burocrazia, legislazione e carenza infrastrutturali

Senza lasciarsi andare a “inopportuni, parziali e distorti confronti con Paesi come la Spagna e la Germania in cui la burocrazia, i costi e tempi di autorizzazione sono molte volte minori”, il Presidente di ANEV, Simone Togni, si aspetta che le Istituzioni competenti riducano gli extra-costi, attraverso la semplificazione amministrativa, l’eliminazione delle inefficienze e la valutazione di nuovi meccanismi di incentivazione, per rilanciare il sistema nel suo complesso. «Individuando un mix di sgravi fiscali, incentivi in conto capitale aggiudicati sempre tramite aste competitive, project bond e fondi ad hoc, magari con meccanismi rotativi – ha dichiarato Togni – si potrebbe raggiungere il medesimo obiettivo attualmente individuato, con una efficienza molto superiore, e rilanciare l’economia e la crescita in un settore strategico quale è quello delle rinnovabili in generale e dell’eolico in particolare».











