La Giunta regionale del Veneto ha approvato ia proposta di legge. Per le aree agricole idonee il ddl riporta il limite più basso previsto dalla norma nazionale, ossia un 0,8% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) regionale. Che per il Veneto significa circa 6.681 ettari su 835.231 ettari totali.

Via libera al DDL Aree Idonee Vento, ora tocca al Consiglio
Nuovo passo avanti per le norme Aree Idonee del Veneto. Ieri, 28 luglio 2026, la Giunta ha approvato il disegno di legge regionale (ddl), incardinando il testo nell’iter legislativo. La palla ora passa al Consiglio veneto e più precisamente alla III Commissione a cui spettano le competenze sull’energia. Tuttavia fornire una tempistica per i prossimi passaggi appare arduo, dal momento che le attività ordinarie sono solitamente ridotte o sospese durante il mese di agosto.
In ogni caso il via libera di Palazzo Balbi è stato celebrato con entusiasmo.
“Con il via libera della Giunta consegniamo al Consiglio regionale un testo costruito attraverso il confronto con istituzioni, categorie economiche e portatori di interesse”, ha commentato l’assessore allo Sviluppo economico ed Energia, Massimo Bitonci. “L’obiettivo è dotare il Veneto di una normativa moderna che favorisca gli investimenti, renda più efficiente il sistema autorizzativo e accompagni la crescita delle fonti rinnovabili quale leva di sviluppo economico e di autonomia energetica della nostra regione”.
I cardini della proposta Aree Idonee per il Veneto
“Con questa proposta di legge il Veneto sceglie di governare la transizione energetica individuando criteri chiari per localizzare gli impianti, privilegiando aree già infrastrutturate o compromesse e limitando il più possibile il consumo di nuovo suolo agricolo”. Così Bitonci con il collega Marco Zecchinato, assessore al Governo del territorio, aveva illustrato il 10 luglio la nuova proposta Aree Idonee sul Veneto ad amministratori locali, categorie economiche e portatori di interesse.
Una proposta già anticipata nei suoi punti fondamentali a marzo 2026 ma che si è arricchita ora di nuovi particolari. L’obiettivo è facilitare la diffusione di 5,82 GW di capacità rinnovabile entro la fine del decennio. “L’individuazione delle ulteriori Aree Idonee rappresenta uno strumento di pianificazione strategica per governare la transizione energetica in modo ordinato e sostenibile”, ha aggiunto l’assessore Zecchinato. “Abbiamo scelto di indirizzare gli impianti verso aree già compromesse o infrastrutturate, escludendo beni paesaggistici e culturali, siti Unesco e aree agricole di pregio, introducendo fasce di rispetto, criteri uniformi di valutazione e limiti rigorosi al consumo di suolo agricolo”.
Vediamo nel dettaglio quali siti ha individuato la proposta della giunta veneta.
Ulteriori aree idonee
Dall’evento è emersa un’attenzione particolare per l’energia solare. Nel dettaglio il ddl “Individuazione delle ulteriori aree idonee e disciplina in materia di impianti per la produzione di energia alimentati da fonti rinnovabili”, elenca una lista di siti specifici per gli impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, co-ubicati e non, e di elettrolizzatori, quali:
- Siti ed impianti afferenti alla superstrada Pedemontana Veneta per i soli impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo annessi.
- Aree di pertinenza di opere pubbliche o di impianti e attrezzature di interesse pubblico per i soli impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo annessi Interporti.
- Zone portuali con specifica vocazione industriale.
- Aree o porzioni di cave non più sfruttate per le quali sia stata attestata l’avvenuta ricomposizione ambientale per i soli impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo annessi.
- Aree adiacenti a stazioni elettriche esistenti, entro una distanza massima di 300 metri per i soli sistemi di accumulo non coubicati e gli elettrolizzatori.
- Aree interne al perimetro di impianti industriali o di impianti di produzione di energia elettrica già autorizzati per i soli sistemi di accumulo non coubicati e gli elettrolizzatori.
Come da impostazione statale i siti per essere idonei non devono ricadere nel perimetro dei Beni tutelati, né entro una fascia di rispetto di 500 m dal loro perimetro.
Aree agricole idonee
Per le aree agricole idonee la proposta riporta il limite più basso previsto dalla norma nazionale, ossia lo 0,8% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) regionale, che per il Veneto significa circa 6.681 ettari su 835.231 ettari totali. Tuttavia, al pari di quanto fatto da altre Regioni, la giunta Stefani ha concesso un maggiore spazio di manovra ai Comuni.
Il livello massimo di SAU comunale è stato fissato infatti al 2%, con la possibilità per i Comuni di elevarlo fino al 3% “esclusivamente per impianti destinati all’autoconsumo industriale o alle Comunità energetiche rinnovabili” e “con apposito provvedimento”. Di pari passo l’amministrazione avvierà un sistema regionale di monitoraggio della SAU, alimentato dalle informazioni trasmesse dalle amministrazioni competenti. Il sistema, spiega Zecchinato, “consentirà di conoscere in tempo reale quanta superficie agricola viene interessata dagli impianti e di verificare il rispetto delle soglie fissate dalla legge”.
Tra le novità si attendono i criteri per la valutazione delle istanze autorizzative. La Giunta avrà il compito di definirli assicurando un costante equilibrio tra interesse pubblico e tutela dell’ambiente. Allo stesso modo dovrà definire le modalità per verificare la continuità dell’attività agricola o pastorale negli impianti agrivoltaici ed il rispetto delle prescrizioni contenute nei provvedimenti autorizzativi regionali (anche con controlli a campione).
Sempre in tema di agrivoltaico, la procedura abilitativa semplificata viene estesa agli impianti tra 5 e 12 MW subordinandola “alla presentazione di una dichiarazione asseverata che attesti il mantenimento di almeno l’80% della Produzione Lorda Vendibile, di una relazione agronomica con piano colturale e di un sistema di monitoraggio della continuità dell’attività agricola. Il soggetto attuatore dovrà essere un imprenditore agricolo ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile con Fascicolo Aziendale aggiornato”.
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