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Clenergy punta sull’Italia, Ibarra: Mercato di riferimento per l’agrivoltaico

A Energyear 2026 parla Ramon Ibarra (Clenergy): l’Italia mercato strategico tra crescita dei progetti sul territorio, sfide normative e innovazione tecnologica.

L’Italia si conferma uno dei mercati chiave in Europa per la transizione energetica e per lo sviluppo di impianti fotovoltaici e agrivoltaici all’avanguardia. A tracciare il bilancio e a delineare le prospettive future dell’azienda nel nostro Paese è Ramon Ibarra, responsabile vendite per l’Unione Europea di Clenergy, in un’intervista rilasciata alla giornalista Erminia Voccia di Rinnovabili a margine dell’evento Energyear Italia 2026.

Con una presenza globale consolidata e una forte espansione nel continente europeo, Cleanergy guarda al territorio nazionale con crescente interesse. “Il mercato italiano sta diventando uno dei più forti in Europa, per noi è uno dei più importanti”, ha dichiarato Ibarra. “Nel corso dell’ultimo anno abbiamo partecipato a 5 progetti in diverse aree ed è per noi un mercato strutturale e strategicamente moltissimo importante. Adesso è un bel momento per l’Italia, ed è per questo che siamo qui, anche quest’anno, per conoscere più aziende e per essere maggiormente presenti”.

Tra le realizzazioni più significative realizzate sul territorio nazionale figurano impianti agrivoltaici con configurazioni 1P e 2P, capaci di adattarsi alle specificità geomorfologiche locali. “Abbiamo avuto la possibilità di realizzare progetti come tracker agrivoltaici sia 1P sia 2P e diversi clienti hanno dato fiducia alla nostra soluzione strutturale”, ha spiegato il responsabile vendite di Clenergy. “Il progetto più importante è quello in Sardegna, con un tracker agrivoltaico 2P con un clearance di 2,1 che richiede un’ingegneria non semplice in un’isola come questa. A Vicenza abbiamo un altro bel progetto 1P agrivoltaico su un terreno più morbido”.

Non mancano tuttavia le sfide legate al contesto normativo. “In Italia vediamo tantissime opportunità ma anche tante sfide”, ha sottolineato Ibarra a Rinnovabili. “Sappiamo che questo è un paese particolare nel senso che la normativa è specifica e non così standardizzata, ma le opportunità ci sono. Riteniamo vi sia un grande potenziale nei progetti che combinano diverse soluzioni strutturali, sia tracker 1P o 2P sia strutture fisse, perché possiamo integrare tutto il nostro portafoglio”.

Sul piano delle prestazioni tecnologiche e dell’affidabilità, Ibarra ha infine evidenziato i punti di forza delle soluzioni adottate: “La principale differenza con altri fornitori di strutture è che facciamo uno stow a 0° grazie alla tecnologia multidrive, il che si traduce, a certe condizioni, in una maggiore produzione energetica. L’affidabilità strutturale è assicurata da diversi punti di blocco: la struttura diventa più flessibile, ha più sicurezza, richiede meno acciaio e la competitività è garantita”.

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