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IEA: mercato petrolifero in deficit fino alla fine del 2026

Le esportazioni di greggio dal Medio Oriente sono aumentate nettamente a settembre 2026, ma i mercati dei prodotti petroliferi rimangono molto tesi.

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Previsioni sul mercato del petrolio: ripresa fragile e mercati del diesel ancora sotto pressione

Il mercato petrolifero rimarrà in deficit fino alla fine del 2026, nonostante il calo della domanda a livello globale, mentre le restrizioni alle forniture di distillati medi probabilmente persisteranno ben oltre il 2027. Lo ha scritto l’IEA nel report di ottobre relativo alle previsioni sul mercato del petrolio. A settembre l’offerta di petrolio in arrivo dal Medio Oriente aveva registrato dei progressi, con le esportazioni di greggio che sembravano tornare ai livelli pre-guerra. Tuttavia, gli attacchi alle infrastrutture energetiche nella regione e alle petroliere in transito nel Golfo avvenuti ad ottobre hanno messo di nuovo a rischio l’offerta di petrolio.

In aumentato i costi di consegna del greggio

Allo stesso tempo, l’IEA registra un aumentato dei costi di consegna del greggio, che ha eroso i margini di raffinazione. I futures sul greggio Brent sono saliti del 13% dall’inizio di settembre fino a 107 dollari al barile. I benchmark fisici sono aumentati molto di più, con il North Sea Dated in rialzo del 43% fino a 134 dollari al barile. Altre qualità provenienti dal Mare del Nord sono state scambiate a 160 dollari al barile.

Mercati dei prodotti petroliferi ancora molto tesi

Nonostante le esportazioni di greggio dal Medio Oriente siano aumentate nettamente a settembre 2026, i mercati dei prodotti petroliferi rimangono molto tesi. Le esportazioni di greggio dai produttori del Golfo, provenienti in primo luogo dall’Arabia Saudita, sono cresciute il mese scorso, superando il 75% dei livelli pre-guerra grazie al forte recupero dell’offerta e al prelievo di scorte. I trasferimenti da nave a nave nel Golfo di Oman hanno contribuito a spingere i flussi petroliferi totali, mentre il rapido ripristino dell’oleodotto East-West ha aumentato le esportazioni complessive attraverso le rotte alternative a Hormuz.

Previsioni sul mercato del petrolio: stime di offerta invariate nonostante la ripresa di settembre

Il forte rimbalzo ha migliorato le stime dell’offerta globale per il terzo trimestre del 2026 rispetto al report del mese scorso. Tuttavia, a causa degli attacchi Houthi avvenuti ad ottobre, l‘IEA ha lasciato invariate le proiezioni per il resto dell’anno. Pertanto, si prevede che l’offerta globale di petrolio si attesti in media a 101,4 milioni di barili al giorno nella seconda metà dell’anno.

Gli attacchi nel Golfo rendono la ripresa fragile. Le previsioni sul mercato del petrolio dell’IEA indicano che l’offerta di petrolio registrerà un calo medio annuo di 5,8 milioni di barili al giorno quest’anno, prima di invertire la rotta e salire di 7,7 mb/g nel 2027. Nel report di settembre l’AIE aveva previsto un calo medio simile per il 2026, ossia 5,7 milioni di barili al giorno, pari a circa il 6% dell’offerta globale. Ad agosto, invece, il calo previsto era stato più basso: intorno al 4%. 

Volumi di raffinazione globale verso il minimo stagionale

Ad ottobre i volumi di raffinazione globale dovrebbero toccare un minimo stagionale di 81,3 milioni di barili al giorno. I volumi di lavorazione globale scenderanno di 2,3 mb/g, a 81,7 mb/g, quest’anno, per poi salire di 2,8 mb/g nel 2027.

I mercati del diesel continuano ad essere notevolmente sotto pressione. Le prolungate interruzioni dell’offerta hanno forzato prelievi di scorte, in controtendenza rispetto alla stagione in corso. Le esportazioni globali di diesel a settembre sono state inferiori di 700 mila barili di petrolio equivalenti al giorno, in quanto la perdita di 1,3 milioni di barili al giorno da parte di Russia e Medio Oriente è stata compensata solo in parte da una maggiore offerta da altre fonti.

Scorte a terra ai livelli più bassi almeno dal 2016

A settembre le scorte petrolifere si sono ridotte solo leggermente, grazie al forte aumento delle esportazioni dal Golfo, che ha più che compensato un ulteriore calo di 113 mb delle scorte a terra. A fine di settembre, tuttavia, le scorte globali accumulate erano drasticamente inferiori rispetto ai livelli pre-guerra, con le scorte a terra che sono arrivate ai livelli più bassi almeno dal 2016. Poiché i cuscinetti continuano ad erodersi, in assenza di una risoluzione veloce dei conflitti in corso in Medio Oriente, i mercati petroliferi potrebbero affrontare un’ulteriore turbolenza nei mesi a venire.

Il 26 ottobre il Brent è stato scambiato a 116 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate era vicino ai 101 dollari. I rischi rimangono anche se i flussi di greggio sono migliorati e i costi di spedizione restano elevati. Nel frattempo, gli investitori si preparano a un periodo intenso di avvenimenti che avranno effetti sul mercato, come le elezioni israeliane del 27 ottobre, una decisione della Federal Reserve attesa verso la fine di questa settimana e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti del 3 novembre.

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About Author / Erminia Voccia

Giornalista professionista appassionata e attenta osservatrice delle dinamiche globali. Ha una laurea magistrale in Relazioni Internazionali e due master in giornalismo e giornalismo radiotelevisivo. Ha mosso i primi passi in tv realizzando servizi per i telegiornali nazionali. Ha lavorato da freelancer per diversi quotidiani on line e cartacei nazionali e riviste specializzate, scrivendo di temi legati all’ambiente, agli esteri, alla politica internazionale e alla geopolitica, con uno sguardo particolare verso l’Asia. Ha curato l'organizzazione eventi e la comunicazione per una casa editrice e ha partecipato alla redazione di saggi. Per Rinnovabili si interessa soprattutto di clima e politiche climatiche.