Nel 2024 i costi energie rinnovabili hanno battuto le fonti fossili nel 91% dei casi, con risparmi globali per 467 miliardi di dollari grazie a fotovoltaico ed eolico.

Nel 2024, i costi per le energie rinnovabili sono stati particolarmente vantaggiosi. Hanno consentito, infatti, un risparmio globale di 467 miliardi di dollari in combustibili fossili. A certificarlo è il nuovo rapporto dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), “Renewable Power Generation Costs in 2024”, che sottolinea come il 91% della nuova capacità installata da fonti rinnovabili abbia garantito un costo dell’elettricità inferiore rispetto a quello delle fonti fossili più economiche. (Leggi anche i dati del Levelized Cost of Energy+ 2025)
Un traguardo che rafforza la centralità delle rinnovabili nella transizione energetica, non solo per il loro impatto ambientale, ma anche per la convenienza economica.
Costi energie rinnovabili per tecnologia: i numeri del 2024
A livello globale, l’eolico onshore si conferma nel 2024 la fonte più economica per la nuova generazione elettrica, con un costo medio livellato dell’elettricità (LCOE) pari a 0,034 dollari/kWh. Il solare fotovoltaico segue con 0,043 dollari/kWh, mentre l’idroelettrico si attesta a 0,057 dollari/kWh. Più distanziate le altre tecnologie: il solare termodinamico (CSP) scende a 0,086 dollari/kWh, la geotermia a 0,066 dollari/kWh, l’eolico offshore a 0,081 dollari/kWh, e la bioenergia raggiunge 0,089 dollari/kWh.
Il report evidenzia anche una riduzione dei costi di installazione totali (TIC): per il solare si è arrivati a 691 dollari/kW, per l’eolico onshore a 1.041 dollari/kW, mentre l’eolico offshore è rimasto stabile a 2.852 dollari/kW. Le tecnologie CSP, geotermiche e idroelettriche mostrano variazioni più ampie in funzione della scala e della localizzazione dei progetti.
Ostacoli ai benefici nei costi delle energie rinnovabili
Nonostante il trend positivo, IRENA avverte dei rischi che potrebbero rallentare la discesa dei costi energie rinnovabili. Tra questi figurano tensioni geopolitiche, tariffe su materiali e componenti chiave, colli di bottiglia nelle forniture e ritardi autorizzativi.
In Europa e Nord America, il rallentamento è aggravato dalla limitata capacità delle reti elettriche e dagli alti costi di bilanciamento.
In Africa, invece, i costi dell’eolico sono simili a quelli europei (0,052 dollari/kWh), ma il peso del finanziamento è molto più elevato, con tassi d’interesse che possono superare il 12%.
“Le nuove energie rinnovabili sono più competitive dei combustibili fossili”, ha dichiarato il Direttore Generale dell’IRENA, Francesco La Camera, “e offrono un percorso chiaro verso un’energia accessibile, sicura e sostenibile. Questo risultato è il frutto di anni di innovazioni, indirizzi politici e mercati in crescita. Tuttavia, questo progresso non è garantito. Le crescenti tensioni geopolitiche, le tariffe commerciali e i vincoli di approvvigionamento dei materiali minacciano di rallentare lo slancio e di far aumentare i costi”.
Innovazione e accumulo spingono la competitività
Un ruolo cruciale è giocato dalle tecnologie abilitanti. Tra il 2010 e il 2024, i costi dei sistemi di accumulo a batteria su scala utility sono scesi del 93%, passando da 2.571 a 192 dollari/kWh. I progetti ibridi che combinano fotovoltaico, eolico e storage si moltiplicano, mentre digitalizzazione e intelligenza artificiale ottimizzano le performance degli impianti e migliorano la flessibilità di rete. Tuttavia, nelle economie emergenti, la carenza di infrastrutture digitali e reti moderne limita l’integrazione effettiva delle fonti rinnovabili, ostacolando una crescita bilanciata a livello globale.
Differenze regionali nei costi delle energie rinnovabili
Il report IRENA evidenzia forti differenze geografiche nei costi delle energie rinnovabili. In Cina e Brasile, l’eolico onshore è sceso rispettivamente a 0,029 e 0,030 dollari/kWh, al di sotto della media globale.
India e Cina hanno registrato valori più bassi anche per il fotovoltaico, attestandosi a 0,038 e 0,033 dollari/kWh.
L’Asia ha mostrato un LCOE medio per l’eolico offshore di 0,078 dollari/kWh, leggermente inferiore a quello europeo (0,080 dollari/kWh). Questi dati riflettono economie di scala, maturità di mercato e migliori condizioni di finanziamento.
Prospettive al 2030
Le proiezioni per i prossimi cinque anni indicano un’ulteriore discesa dei costi. Secondo IRENA, il TIC globale potrebbe scendere a 388 dollari/kW per il solare, 861 per l’eolico onshore e 2.316 per l’offshore. Il mantenimento di supply chain efficienti, politiche stabili e un accesso facilitato al credito sarà decisivo per sostenere questa traiettoria.
Tuttavia, l’Agenzia mette in guardia: “Per salvaguardare i traguardi della transizione energetica, dobbiamo rafforzare la cooperazione internazionale, garantire catene di approvvigionamento aperte e resilienti e creare quadri politici e di investimento stabili, soprattutto nel Sud del mondo”.
Anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha lanciato un messaggio chiaro: “L’energia pulita è una scelta economica intelligente – e il mondo sta seguendo il denaro. Le rinnovabili stanno crescendo, l’era dei combustibili fossili sta crollando. Ma i leader devono rimuovere gli ostacoli, costruire fiducia e sbloccare finanza e investimenti”.













