Decreto Agrivoltaico Innovativo, c’è la firma di Pichetto

Il DM è stato inviato ora alla Corte dei Conti. Gli incentivi mirano a promuovere soluzioni costruttive innovative, prevalentemente a struttura verticale e con moduli ad alta efficienza

Decreto Agrivoltaico Innovativo
Di Emilio Roggero – Opera propria, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=110920701

 Obiettivo dell’intervento: installare almeno 1,04 GW di impianti agrivoltaici 

(Rinnovabili.it) – La proposta era stata approvata dal Ministero dell’Ambiente il 4 maggio 2023, per poi inviare il testo di gran carriera alla Commissione Europea. Ma prima dell’ok dell’esecutivo UE sono passati oltre 6 mesi. Un iter non rapidissimo quello imboccato dal Decreto Agrivoltaico Innovativo – l’atto ministeriale che disciplinerà i nuovi incentivi agli impianti fotovoltaici integrati in agricoltura – ma che sta ormai giungendo al termine. È di oggi infatti la notizia che il ministro Gilberto Picchetto abbia siglato il testo, spedendolo alla Corte dei Conti per l’ultima validazione, quella inerente gli aspetti economici. E una volta ottenuto il via libera, il DM approderà nella Gazzetta Ufficiale per entrare finalmente in vigore. 

Il numero uno del MASE ha accompagnato la firma odierna con entusiasmo ricordando come la diffusione dell’agrivoltaico rappresenti “una chiave per la decarbonizzazione in un settore strategico, fatta attraverso un uso intelligente e sostenibile del suolo”. “L’agricoltura italiana, eccellente per la sua qualità riconosciuta in tutto il mondo – ha commentato Pichetto – sarà ancor più protagonista della transizione ambientale ed energetica”.

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Decreto Agrivoltaico Innovativo, le misure

Il regime disciplinato dal Decreto sosterrà la costruzione e l’esercizio in Italia di nuovi impianti agrivoltaici per una capacità totale di 1,04 GW entro il 30 giugno 2026. E per una produzione di energia elettrica di almeno 1.300 GWh l’anno. 

 Il programma assegnerà un doppio incentivo agli sviluppatori di impianti, composto da un contributo in conto capitale nella misura massima del 40% delle spese ammissibili e una tariffa incentivante a valere sulla quota di energia elettrica prodotta e immessa in rete. Quest’ultima sarà determinata attraverso una procedura di gara competitiva secondo la regola del pay-as-bid e gestita attraverso la stipula di CfD (contratti per differenza) a due vie. Cosa significa? Che l’aiuto coprirà la differenza tra le tariffe incentivanti e i prezzi dell’energia bassi. In caso di prezzi dell’energia elevati, interverrà, invece, un meccanismo di recupero di qualsiasi importo superiore.

Ad essere sostenute saranno in particolare soluzioni costruttive innovative, prevalentemente a struttura verticale e con moduli ad alta efficienza ma per l’accesso alle procedure di gara il Decreto Agrivoltaico Innovativo prevede 2 distinti contingenti di potenza: uno da 300 MW destinato al solo comparto agricolo per impianti di potenza fino a 1 MW; uno da 740 MW aperto invece anche alle associazioni temporanee di imprese composte da almeno un soggetto del comparto agricolo per impianti di qualsiasi potenza.

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