Efficienza del fotovoltaico galleggiante, occhio all’installazione

Un team di ingegneri ha studiato i fattori che influenzano le prestazioni del fotovoltaico offshore determinando l’inclinazione e l’altezza ottimali per l’effetto di raffreddamento

efficienza del fotovoltaico galleggiante
Di Raniero Francesetti – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=69619561

Studiati gli effetti del raffreddamento sui pannelli solari galleggianti

(Rinnovabili.it) – L’efficienza del fotovoltaico galleggiante può essere superiore a quella degli impianti solari a terra. Merito dell’effetto di raffreddamento dei moduli esercitato dall’acqua sottostante e in grado di determinare conseguentemente un aumento della produzione elettrica. Ma non si tratta di una regola fissa e capire quali fattori tecnici migliorano tale effetto è essenziale. A eliminare i dubbi è una nuova ricerca internazionale condotta dalla Curtin University in Malesia in collaborazione con l’Institute of Petroleum Technology in India, epubblicata su Renewable Energy (testo in inglese).

Che lo studio arrivi proprio da questi due Paesi non sorprende affatto. Entrambi stanno investendo parecchio nel settore e l’India possiede già 5 parchi solari galleggianti, tra cui il maxi impianto NTPC Ramagundam da 100 MW. Anche la Malesia ha inaugurato le sue prime centrali fv sull’acqua. E l’azienda statale Sarawak Energy punta a installare almeno 400 MW di solare galleggiante nei bacini delle sue dighe entro il 2030. “Per garantire un’implementazione di successo per questa tecnologia, è fondamentale conoscere in maniera approfondita la sua configurazione progettuale e la corretta installazione in diverse posizioni geografiche”, scrivono i ricercatori.

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Efficienza del fotovoltaico galleggiante, come ottenere il massimo

Il team ha impiegato la fluidodinamica computazionale per simulare e valutare l’impatto del vento, della temperatura ambientale, della temperatura dell’acqua, dell’altezza e dell’angolo di inclinazione in un impianto solare galleggiante. Quindi ha confrontato gli effetti di questi parametri sulla riduzione di temperatura in una cella fotovoltaica.

Il risultato? L’unità ottiene il massimo effetto di raffreddamento con un angolo di inclinazione di 0° ad un’altezza di 1500 mm. Per la precisione questi due parametri e una temperatura dell’acqua inferiore di 5 °C rispetto a quella del vento, rendono la cella solare di 4,33 °C più fredda del modello comparativo. In questo modo è possibile ottenere un miglioramento sensibile nell’efficienza del fotovoltaico galleggiante.

Ciò indica la necessità di un’adeguata ventilazione dell’aria e della vicinanza del pannello solare al corpo idrico per ottenere un maggiore raffreddamento”, si legge nello studio. “La fabbricazione, l’installazione e la costruzione di un impianto fv galleggiante con altezza e angolo di inclinazione ridotti sono adatti per ottenere la massima riduzione di temperatura nella cella solare. Di conseguenza, la diminuzione della produzione di energia associata alla perdita termica del modulo fv verrà ridotta”.

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