Filiera italiana del fotovoltaico, così il DL Energia la incentiva

Su proposta del MIMIT il decreto propone che l’ENEA istituisca un registro della qualità degli impianti fotovoltaici

filiera italiana del fotovoltaico
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Come individuare la migliore tecnologia fotovoltaica

(Rinnovabili.it) – È passata apparentemente sotto traccia ma nell’ultimo DL Energia (27 novembre 2023) ha fatto capolino anche una norma per lo sviluppo di una filiera italiana del fotovoltaico. La misura è stata introdotta, su proposta del ministero delle Imprese (MIMIT), lo scorso 5 dicembre, nell’ultimo round di modifiche in CdM. A darne notizia è lo stesso ministro Adolfo Urso spiegando come la misura sia stata concepita per “incentivare la produzione dell’intera filiera italiana del fotovoltaico, valorizzando i prodotti di migliore qualità”. In realtà i dettagli anticipati nella nota stampa del MIMIT sono assai pochi e, come per ogni decreto legge, sarà necessario attendere la fine dell’iter parlamentare per conoscerne la formulazione finale. Tuttavia un punto appare chiaro: la norma nasce per individuare la tecnologia fotovoltaica migliore sotto il profilo tecnico (efficienza, resa, ecc.) e sotto quello del ritorno per il sistema produttivo.

Filiera del fotovoltaico italiano, il registro dell’ENEA

Nel dettaglio il testo del Decreto propone di istituire un registro dove iscrivere e classificare gli impianti solari a seconda delle caratteristiche e delle qualità energetiche. Distinto in tre sezioni, il registro sarà frutto del lavoro ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, e servirà nel concreto a focalizzare gli investimenti industriali sulla tecnologia più performante.

“La norma approvata oggi – spiega il Dicastero nel comunicato stampa – è propedeutica alla definizione del nuovo regime per gli incentivi per le imprese, che intenderanno realizzare impianti fotovoltaici ai fini dell’autoconsumo industriale”. Su tale regime ricorda il MIMIT, “il governo ha ottenuto il via libera dalla Commissione Europea in sede di riprogrammazione del Pnrr e RepowerEU nell’ambito dei programmi Transizione 5.0, con 6,363 mld di dote, e sul sostegno alle PMI per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, concedendo un contributo a fondo perduto per una dotazione totale di 320 milioni di euro”.

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Filiera italiana del fotovoltaico, a che punto siamo?

 Per rispondere alla domanda arriva in soccorso, il rapporto National survey report of photovoltaic power applications in Italy 2022, coordinato dal GSE, oggi l’industria fotovoltaica italiana comprende aziende con esperienza in mercati specifici, come il fotovoltaico integrato negli edifici (BIPV o BAPV), che mirano allo sviluppo di tecnologie innovative di modulo.

Nel 2022, la produzione nazionale di moduli fotovoltaici totale delle società segnalate è stata di soli 48,06 MW, su una capacità produttiva totale di 550 MW/anno. La capacità produttiva totale delle celle solari in Italia invece tocca i 200 MW/anno. Questi numeri appartengono per ora a poche società: Eclipse Italia, EXE s.r.l., 3SUN (l’unica ad utilizzare la tecnologia HJT), FuturaSun, Gruppo STG e Trienergia srl. “Tuttavia – si legge nel rapporto – si prevede che il mercato crescerà entro i prossimi due anni. Infatti, diverse aziende italiane hanno recentemente avviato il processo di creazione di gigafactories in Italia”.

 Il documento riporta anche i nomi dei principali produttori nazionali di inverter fotovoltaici sia per applicazioni su piccola scala che su scala industriale: Elettronica Santerno S.p.A, Elpower s.r.l, Borri S.p.A, Fimer S.p.A, Friem S.p.A., Reverberi Enetec s.r.l, Nidec ASI S.p.A., Riello Solar Tech – RPS S.p.A. e Siel S.p.A. E quelli delle strutture di montaggio specializzate nello sviluppo di inseguitori monoassiali per applicazioni su scala industriale: Convert Italia SpA, Comal, AcriGroup srl, REM Tec, RCM Italia srl, Soltigua srl.

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