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Fotovoltaico e accumulo: la risposta europea alle crisi energetiche

The smarter E Europe, la più grande alleanza fieristica europea per il settore energia, mostra come fotovoltaico, accumulatori a batteria, reti, infrastrutture di ricarica, gestione energetica e consumatori flessibili possano, interagendo, dar vita ad un sistema energetico solido.

Fotovoltaico e accumulo: la risposta europea alle crisi energetiche
Credits: The smarter E Europe

Il sistema energetico europeo è sotto pressione. Le impennate dei prezzi, i conflitti geopolitici, la crescente domanda di elettricità e la competitività nella creazione di valore industriale dimostrano che oggi la sicurezza dell’approvvigionamento deve essere ripensata. A contare non sono solo le capacità delle centrali elettriche, ma anche l’efficacia di un sistema di limitare i costi, ridurre le dipendenze e fornire energia elettrica quando utenze private, aziende e industria ne hanno bisogno.

E proprio di queste questioni si discuterà a The smarter E Europe, in programma a giugno a Monaco di Baviera. La più grande alleanza fieristica europea per il settore energia mostra come fotovoltaico, accumulatori a batteria, reti, infrastrutture di ricarica, gestione energetica e consumatori flessibili debbano interagire affinché dalla produzione rinnovabile nasca un sistema energetico solido. Lo studio “Solar+: An EU pathway to achieve renewable targets, price affordability, and energy security” di SolarPower Europe fornisce cifre di riferimento: fotovoltaico e accumulo non sono mere tecnologie della transizione energetica, ma colonne portanti della resilienza europea.

La vulnerabilità dell’Europa diventa misurabile

L’Europa rimarrà vulnerabile finché i combustibili fossili continueranno a determinare la produzione di elettricità e la formazione dei prezzi. Le importazioni di fonti fossili rendono le economie nazionali dipendenti da mercati sui quali hanno un’influenza limitata. Allo stesso tempo, il fabbisogno di elettricità continua ad aumentare per effetto di elettrificazione, digitalizzazione, pompe di calore, mobilità elettrica e processi industriali. SolarPower Europe prevede che il fabbisogno dell’UE supererà i 3.000 terawattora entro il 2030.

Nello scenario Solar+ dello studio, che prevede un’accelerazione nell’adozione del solare e i relativi vantaggi, questa crescita non diventa un rischio bensì il motore di un sistema più robusto. In questa proiezione, le energie rinnovabili raggiungono il 68 per cento del fabbisogno elettrico dell’UE e l’energia solare diventa la principale fonte singola di elettricità, coprendo oltre un quarto della domanda.

A tal fine, la potenza solare installata dovrebbe aumentare a 732 gigawatt CA entro il 2030, rispetto ai 594 gigawatt CA previsti nello scenario base. La differenza mostra quanto margine di accelerazione esista nell’espansione del solare se le autorizzazioni, l’accesso alla rete e le regole di mercato sono orientate a rendere rapidamente fruibile la produzione rinnovabile locale.

Gli accumulatori trasformano il solare in una risorsa di sistema

La resilienza non deriva solo da una maggiore produzione. Nasce anche dalla flessibilità. I sistemi di accumulo a batteria trasferiscono l’elettricità dalle ore di alta produzione solare o eolica ai momenti di maggiore domanda, attenuano i picchi di prezzo, riducono i tagli alla sovrapproduzione e alleggeriscono il carico sulle reti. Rendono, quindi, le energie rinnovabili più pianificabili e riducono la necessità di centrali a combustibili fossili, che in molte ore determinano ancora il prezzo dell’elettricità.

La portata è notevole: nello scenario Solar+, entro il 2030 la capacità di accumulo dell’UE cresce fino a 171 gigawatt di potenza e fino a 598 gigawattora in termini di energia. Rispetto al 2025, la potenza si quadruplica e la capacità di accumulo aumenta di otto volte. Anche la durata media di accumulo sale a 3,5 ore. Tutto questo comporta un cambiamento nel ruolo delle batterie: non più complemento di singoli progetti, ma infrastruttura per un sistema elettrico sempre più fondato sulle fonti rinnovabili locali.

Credits: The smarter E Europe

La stabilità dei prezzi diventa un fattore di attrattiva territoriale

Un sistema energetico più resiliente deve essere accessibile. L’analisi Solar+ mostra che uno sviluppo ambizioso di fotovoltaico e accumulo può quasi dimezzare i costi operativi del sistema elettrico dell’UE entro il 2030. Rispetto al 2025, nello scenario Solar+ diminuiscono di 55 miliardi di euro all’anno, principalmente grazie al minore impiego di centrali a combustibili fossili e, di conseguenza, a una minore necessità di importare combustibili.

Anche i prezzi all’ingrosso cambierebbero. In mercati selezionati dell’UE, i prezzi medi day-ahead nello scenario Solar+ si attestano a 63,4 euro per megawattora, quindi inferiori del 14 per cento rispetto al livello del 2025. Al contempo, gli spread di prezzo diminuiscono del 42 per cento. Per imprese energivore, centri di calcolo, infrastrutture di ricarica e processi di riscaldamento elettrificati, tale scenario non è un semplice miglioramento statistico. Prezzi dell’elettricità più prevedibili creano sicurezza per gli investimenti in un territorio. Chi sa combinare in modo intelligente produzione, accumulo e domanda flessibile può così proteggersi meglio dalle impennate dei prezzi.

Meno importazioni di gas, più capacità di azione

Il contributo più significativo alla resilienza deriva dalla minore dipendenza dal gas. Secondo SolarPower Europe, già nel 2025 l’energia solare evita importazioni di gas per un valore di 27,2 miliardi di euro. Nello scenario Solar+, i risparmi annuali potrebbero salire a 53,3 miliardi di euro entro il 2030. Considerando l’intero periodo 2026-2030, si risparmierebbero 223 miliardi di euro in importazioni di gas per la produzione di elettricità.

La politica energetica qui diventa una strategia di sicurezza. Ogni euro che non viene speso per importare combustibili fossili può essere investito in reti, accumulatori, elettrificazione industriale, controllo digitale e creazione di valore europeo. Al contempo, diminuisce la vulnerabilità agli shock geopolitici. L’energia solare diventa così una tecnologia che unisce competitività e sicurezza dell’approvvigionamento.

Credits: The smarter E Europe

La flessibilità determina il ritmo della transizione

Il compito principale ora è l’integrazione. Le reti devono essere ampliate, ma anche utilizzate meglio. Gli accumulatori hanno bisogno di modelli di business affidabili. I consumatori flessibili devono ricevere segnali dal mercato. I veicoli elettrici, le pompe di calore, gli impianti industriali e gli edifici possono stabilizzare il sistema se le regole, le tariffe e l’infrastruttura digitale lo consentono.

SolarPower Europe parla a questo proposito di un approccio “flexibility first”: prima che emergano nuovi colli di bottiglia, l’accumulo, la flessibilità della domanda e il controllo intelligente devono essere sistematicamente integrati nella pianificazione della rete, nella progettazione del mercato e nel quadro degli investimenti. Ma è fondamentale che l’espansione di fotovoltaico e accumulo non venga considerata in modo isolato, perché solo in sinergia con l’elettrificazione e la gestione energetica digitale si crea la resilienza di cui l’Europa ha bisogno.

The smarter E Europe 2026

The smarter E Europe porta questi temi a Messe München dal 23 al 25 giugno 2026. Le quattro fiere specialistiche Intersolar Europe, ees Europe, Power2Drive Europe ed EM-Power Europe coprono gli elementi centrali di un sistema energetico integrato: fotovoltaico, accumulatori a batteria, infrastrutture di ricarica, mobilità elettrica, gestione dell’energia, reti e soluzioni per edifici, industria e amministrazioni comunali. Sono attesi oltre 2.800 espositori, più di 100.000 visitatori e 200.000 metri quadrati di superficie espositiva.

Conferenze e forum

Nei giorni precedenti la fiera, il 22 e 23 giugno 2026, si terranno le conferenze presso l’ICM München. Intersolar Europe Conference, ees Europe Conference, Power2Drive Europe Conference ed EM-Power Europe Conference si rivolgono ad aziende, investitori, fornitori di energia, sviluppatori di progetti, rappresentanti politici e ricercatori. Si prevedono circa 2.600 partecipanti. Inoltre, durante tutte le giornate di fiera, i forum offriranno presentazioni pratiche su tecnologie per centrali elettriche, prosuming, integrazione alla rete e sistemi energetici flessibili. Monaco di Baviera diventa così il punto d’incontro per tutti coloro che vogliono rendere l’approvvigionamento energetico europeo più sicuro, conveniente e resiliente.

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