Posati 5.206 nuovi punti solo nel primo trimestre del 2026, che arrivano a oltre 12mila in più in un anno intero

Colonnine auto elettriche, l’analisi di Motus-E al 31 marzo
La rete infrastrutturale delle colonnine di ricarica per le auto elettriche continua a crescere. Il numero totale arriva a 78.253 punti di ricarica a uso pubblico installati in Italia. I dati si riferiscono all’ultimo rilevamento di Motus-E al 31 marzo scorso, che segnano un passo in avanti deciso verso l’elettrificazione. In un anno, le unità per attaccare la spina della propria BEV sono aumentati di 12.261 colonnine; dall’inizio del 2026, quindi in un solo trimestre, sono 5.206 le unità. Se vuoi saperne di più sulle modalità di ricarica, puoi consultare la guida 2026 di Rinnovabili sulla ricarica di auto elettriche.
Crescono le colonnine auto elettriche fast
Tra le colonnine di ricarica ci sono differenze sul tipo di corrente utilizzato – AC o DC – che incidono direttamente sulla velocità per ricaricare. Le colonnine fast hanno una potenza fino a 50 kW, mentre le ultra-fast sono almeno dai 100 kW tendenzialmente fino a 350/400 kW. Queste ultime colonnine convertono direttamente la corrente da AC a DC all’interno della struttura della colonnina, senza che sia la macchina elettrica a doverlo fare, motivo per cui una grande quantità di energia entra nella batteria in tempi molto rapidi. Questa premessa per dire che insieme alle colonnine totali continua a crescere la quota delle installazioni ad alta e altissima potenza: infatti, dai dati raccolti da Motus-E, il 64% dei punti di ricarica posati negli ultimi 12 mesi è di tipo veloce e ultraveloce, a fronte del 50% di share registrato da questo tipo di infrastrutture l’anno precedente.
Scendono le attese di connessione
Una terza ottima notizia proviene anche dalla burocrazia. Infatti, sta decrescendo il tasso dei punti di ricarica installati dagli operatori, ma che non sono operativi perché in attesa di connessione alla rete. Uno degli ostacoli in Italia alla progressione dell’elettrificazione, che vede colonnine installate e pronte all’uso, abbandonate per mesi, se non di più, prima di essere allacciate. Spesso, questa attesa espone le colonnine a vandalismi che rallentano ulteriormente la messa in funzione. Dicevamo, che la percentuale dei punti di ricarica in standby scende al 12,9% dal 14,9% della media del 2025. Ma occorre fare ancora di più per snellire le procedure autorizzative e intervenire sui tempi di collegamento da parte dei distributori locali.
Colonnine auto elettriche in autostrada
Per quanto riguarda, invece, i punti di ricarica sulle autostrade questi raggiungono quota 1.461 unità. Nel marzo di due anni fa, erano 942, di cui l’87% è di tipo veloce in corrente continua e il 61% supera i 150 kW di potenza. Oggi, la metà delle aree di servizio autostradali è dotata di postazioni per la ricarica, ma per Motus-E si rende necessario accelerare sui bandi di gara da parte dei concessionari in grave ritardo nel processo di infrastrutturazione.
Suddivisione per regioni
A livello territoriale, resta la Lombardia la prima regione italiana per punti di ricarica a uso pubblico. Se ne contano 17.143 punti, con una crescita di 3.837 negli ultimi 12 mesi. A seguire la regione dell’automotive, il Piemonte con 7.574 punti e +1.223 nei 12 mesi, seguita dal Veneto (7.413 punti, +1.382 nei 12 mesi), Lazio (6.985 punti, +945 nei 12 mesi) ed Emilia-Romagna (6.366, +1.141 nei 12 mesi). Come si evince facilmente, sono regioni del Nord e del Centro ad avere più facilità di ricarica, mentre il Sud non rientra ancora in questo trend.
“Pur in un contesto complicato, caratterizzato dal ritardo, tutto italiano, nell’adozione dei veicoli elettrici, a fronte di un mercato europeo in forte espansione, e dalle note criticità autorizzative e regolatorie”, osserva il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, “gli operatori della ricarica stanno portando avanti, sostanzialmente da soli, con responsabilità e impegno, un processo di infrastrutturazione strategico per il Paese. Un processo per il quale non è più rinviabile un reale coordinamento tra tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti”.
“In quest’ottica”, aggiunge Pressi, “attendiamo un segnale da parte del presidente dell’ANCI, Gaetano Manfredi, per rilanciare la collaborazione con le amministrazioni locali su temi chiave quali l’armonizzazione del permitting, la tutela degli stalli dalla sosta abusiva e la salvaguardia delle infrastrutture, troppo spesso esposte a danneggiamenti e furti”.
Il presidente di Motus-E ricorda infine i punti chiave sollevati dall’associazione nel paper “Ricaricare l’Italia: manifesto per un’infrastruttura strategica per il Paese”, che vanno dall’allineamento ai grandi Paesi europei dei costi di approvvigionamento energetico in capo agli operatori alla semplificazione delle procedure di connessione alla rete, passando per l’applicazione della direttiva RED III, l’accelerazione sui bandi per le reti autostradali, concessioni di suolo più lunghe e centralizzazione della governance e della pianificazione infrastrutturale.












