Rinnovabili • Fotovoltaico circolare

Fotovoltaico circolare: Solar Materials recupera il 98% dei materiali

La giovane azienda ha ricevuto ha ricevuto il Solar Startup Award 2024 per i suoi sforzi volti a rendere l'energia solare più circolare e sostenibile

Fotovoltaico circolare
Credits: SolarPower Europe

Fotovoltaico circolare, una soluzione da premiare

(Rinnovabili.it) – Un fotovoltaico più circolare è un fotovoltaico più sostenibile. Riuscire a chiudere il cerchio nel campo energia solare significa, infatti, poter abbassare l’impronta di carbonio del suo ciclo di vita e ridurre al minimo l’uso di nuove risorse. Con ricadute dirette in materia di indipendenza energetica per regioni come quella europea. Tra i diversi approcci sul mercato spicca quello di Solar Materials, giovane azienda tedesca premiata in questi giorni proprio per la sua soluzione di riciclo dei pannelli a fine vita. L’associazione SolarPower Europe le ha consegnato ieri il Solar Startup Award 2024, il riconoscimento ideato per sostenere le startup più brillanti nel settore. Un sostegno che si declina sia dal lato economico che da quello della diffusione dei risultati e della comunicazione.

“Noi di SolarPower Europe abbiamo sempre creduto nell’importanza di supportare le startup solari più brillanti e talentuose”, ha affermato Walburga Hemetsberger, CEO di SolarPower Europe. “Solo grazie a questi innovatori pionieristici il settore fotovoltaico potrà crescere in modo sostenibile e svolgere il suo ruolo nella transizione verde. Il vincitore di quest’anno è un ottimo esempio grazie alla sua innovativa soluzione di riciclaggio”.

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La tecnologia di riciclo brevettata permette di recuperare economicamente tutte le materie prime dai moduli fotovoltaici in silicio cristallino con un tasso di riciclo di almeno il 98%. Quindi vetro, alluminio, silicio, rame, plastica e persino l’argento che da solo costituisce solo lo 0.07% della massa del pannello ma circa il 50% del suo valore.

Il processo dell’azienda permette di recuperare un vetro ad elevata purezza che può essere riutilizzato nella produzione di contenitori (ma con a breve l’obiettivo di alzare per raggiungere nuovamente la qualità del vetro solare). Il silicio recuperato viene invece passato Circular Silicon perché lo trasformi in silicio puro. Nella sua presentazione, Fridolin Franke, CEO e co-fondatore ha sottolineato come la missione dell’azienda sia quella di guidare una rivoluzione nel campo del fotovoltaico circolare. “Vincere il Solar Startup Award 2024 dimostra che l’industria solare ha davvero a cuore il riciclaggio e che la sostenibilità non è solo una parola d’ordine“, ha commentato. Oltre a Solar Materials, sono arrivate in finale le startup LIFEPOWR ed Encentive.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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