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Incentivi fotovoltaico residenziale 2023: dai bonus al reddito energetico

Tra norme nazionali e interventi regionali oggi esistono alcuni strumenti per far crescere il fotovoltaico domestico alleggerendo, e in alcuni casi annullando, la spesa delle famiglie. Ecco quali

Incentivi fotovoltaico residenziale 2023
Foto di Como una Reina da Pixabay

Gli incentivi al fotovoltaico residenziale 2023

(Rinnovabili.it) – Il fotovoltaico residenziale è stato negli anni passati la vera leva di crescita del settore solare italiano. Merito di incentivi ad hoc e detrazioni fiscali, come i bonus edilizi, che hanno reso più conveniente la spesa, riducendo quindi i tempi di ritorno. Ma soprattutto permettendo ad una fetta di connazionali di alleggerire gli effetti del caro energia. Purtroppo nulla rimane immutato in eterno e anche i sussidi al fotovoltaico domestico hanno subito una profonda rivisitazione negli ultimi mesi, complice anche le modifiche al Superbonus, uno dei traini più potenti del 2022. Basti pensare che lo scorso anno circa 137.000 impianti fv in Italia hanno usufruito dell’agevolazione del 110%. Parliamo di più della metà dei sistemi solari realizzati nel 2022.

Oggi, tuttavia, tra crediti fiscali, progetti “sociali” e nuove forme di autoconsumo, esistono ancora diversi incentivi per il fotovoltaico residenziale 2023. Strumenti che facilitano l’installazione di pannelli solari nella propria abitazione o a livello condominiale, e che in alcuni che ricompensano la produzione. E anche se non esiste un vero e proprio bonus fotovoltaico 2023, non è detto che non si possa approfittare di una delle tante misure vigenti.

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Detrazioni IRPEF, nelle veci del bonus fotovoltaico 2023

Bonus Casa 50% – Il più celebre e più “vecchio” incentivo al fotovoltaico domestico rimane il Bonus Casa. Si tratta di una misura fiscale che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2024 (salvo proroghe) e che permette di portare in detrazione il 50% delle spese sostenute (bonifici effettuati) per interventi edilizi e tecnologici sull’immobile. Compresa l’installazione di pannelli solari su tetto, balcone o facciata con relativi sistemi di accumulo. La misura copre anche un eventuale ampliamento dell’impianto solare già esistente ma la potenza di picco non può superare i 20 kW. E’ previsto un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Superbonus – Il Superbonus fa ancora capolino tra gli incentivi al fotovoltaico residenziale 2023. L’acquisto e l’installazione di moduli fv può infatti configurarsi come intervento “trainato” nella disciplina della detrazione. Ma in tema di aliquote e beneficiari l’anno nuovo ha portato diverse novità. La detrazione 110% rimane solo sugli interventi nelle villette e solo per spese effettuate entro il 30 settembre 2023. Poi l’aliquota si riduce al 90% fino alla fine dell’anno. 

Bonus direttamente al 90% sulle spese 2023 per il fotovoltaico domestico in caso di condomìni o di proprietari di prima casa. Per quest’ultima opzione, però, il reddito annuo non deve superare i 15.000 euro. Il calcolo si affida al nuovo quoziente familiare. Sono sommati i redditi di tutti i membri del nucleo familiare, dividendo il risultato per il numero di componenti. Tagliate fuori invece seconde case, affittuari e comodatari. L’aliquota di questa detrazione IRPEF passerà al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025.

Reddito energetico, quando il fotovoltaico residenziale è gratis

Ancora meglio degli incentivi fiscali al fotovoltaico 2023? Il Reddito energetico. Iniziative e proposte di Reddito energetico sono state avanzate da diverse Regioni e il meccanismo di base è sempre lo stesso. Lo strumento permette di ottenere, per alcune fasce economiche della popolazione, pannelli solari domestici senza spendere un euro. L’amministrazione regionale finanzia l’impianto fotovoltaico – acquisto, installazione, connessione, manutenzione, assicurazione – concedendo alle famiglie il diritto all’autoconsumo gratuito dell’energia elettrica prodotta. In cambio trattiene i crediti maturati nei confronti del GSE per la quota di elettricità non autoconsumata ma immessa in rete tramite lo scambio sul posto. Le risorse così ottenute alimentano un fondo che dovrebbe sostenere il progetto negli anni.

Escludendo bozze, proposte e promesse, oggi l’iniziativa è attiva in tre Regioni:

  • in Sardegna dove a breve sarà pubblicato un bando 2023 per partecipare al progetto. Alla misura potranno accedere individui e condomìni ma avranno la priorità i nuclei familiari in condizioni di disagio socio-economico valutate sulla base del valore dell’indicatore ISEE (stabilito a breve dalla Giunta regionale); i nuclei familiari composti da cinque o più componenti, le giovani coppie e i nuclei familiari formati da anziani che abbiano superato il sessantacinquesimo anno d’età e i nuclei familiari con più di due figli minori; i nuclei familiari con almeno un componente con invalidità. (Leggi qui la norma di riferimento)
  • nel Lazio. La Regione ha autorizzato per questo progetto una spesa di 2 milioni di euro totali nel 2023 e di 5 milioni per l’anno 2024. Potranno far richiesta di Reddito energetico regionale utenze residenziali domestiche o condominiali di nuclei familiari con reddito ISEE non superiore a 35 mila euro. (Leggi qui la norma di riferimento)
  • in Puglia dove in realtà l’ultimo bando si è chiuso ad agosto 2022 ma si potrebbe avere una terza gara a maggio 2023. Nel complesso la misura mette a disposizione circa 6,8 milioni di euro e prevede un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 6.000 euro per ciascun intervento di acquisto e installazione di pannelli solari termici. In questo caso possono fare richiesta di reddito energetico le famiglie con ISEE sotto i 20mila euro. Per i condomìni invece, spiega la stessa Regione Puglia, è possibile aggiunger anche un sistema accumulo. In questo caso il contributo massimo alla spesa è di 8.500 euro. (Leggi qui le informazioni di riferimento)

Gli incentivi regionali al fotovoltaico residenziale 2023 

Contributo fotovoltaico FGV: il Friuli Venezia Giulia è l’unica Regione assieme alla Basilicata a fornire attualmente incentivi per il fotovoltaico 2023. La misura copre l’acquisto e l’installazione di impianti solari e sistemi di accumulo di energia elettrica, realizzati a servizio di unità immobiliari a uso residenziale con categoria catastale da A1 ad A9 e A11 situati nel territorio regionale. I sussidi sono assegnati tramite bando e concessi a fondo perduto nella misura non superiore al 40% della spesa totale dell’intervento. Per sistemi fotovoltaici di taglia sotto gli 800 W (compresi quelli Plug and Play) è previsto un limite di spesa di 1.720 euro. Per sistemi di taglia superiore è ammissibile un costo massimo di 3.000 euro al kW, fino ad un limite di 18.000 euro.

Contributo fotovoltaico Basilicata: la Regione concede incentivi al fotovoltaico residenziale 2023 ma solo per gli impianti a servizio di unità abitative non allacciate alla rete metano. E ovviamente ricadenti nel territorio lucano. La misura rimarrà aperta fino a dicembre 2023 e prevede un contributo a fondo perduto nella misura massima di 5.000 euro, estendibile ad euro 7.500 nel caso di realizzazione congiunta di altri interventi (es. l’installazione di micro eolico o di collettori solari termici). L’incentivo può coprire fino al 100% della spesa ammissibile.

Contributo fotovoltaico Marche: l’11 settembre 2023 la Regione ha aperto il bando Interventi efficienza energetica che prevede contributi a fondo perduto alle famiglie a favore dell’efficientamento e dell’installazione di impianti rinnovabili. Tra gli interventi ammessi anche quelli per nuovi impianti fotovoltaici, con o senza accumulo. Gli incentivi sono stati pensati per adegurasi al reddito. nel dettaglio il bando prevede un contributo pubblico in conto-capitale entro un massimale di 5.000 euro per ogni domanda ma in percentuali differenziate come in base al livello di reddito ISEE. Il finanziamento va dà un 100% con ISEE sotto gli 8000 euro fino ad un 50% per un reddito entro i 40mila euro.

CER ed autoconsumo, quando il fotovoltaico è “condiviso”

Una possibilità per ottenere incentivi per il fotovoltaico residenziale 2023 è anche quella offerta dalle nuove configurazioni dell’energia condivisa. In questo caso il contributo riguarda la produzione e non l’acquisto e l’installazione, ma rimane un’opportunità allettante. Il decreto CER redatto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, prevede  per l’autoconsumo condominiale un incentivo di 100 euro/MWh per un periodo di 20 anni se la quota di energia condivisa è pari o superiore al 70% dell’energia prodotta. Intervento in ogni caso cumulabile con il superbonus al 90%.

Nel caso in cui, invece, si potesse realizzare una vera e propria comunità energetica (andando quindi oltre il singolo edificio condominiale), l’incentivo aumenterebbe: 

  • per impianti sotto i 200 kW, il decreto prevede per l’energia condivisa una tariffa fissa di 80 euro per MWh più una tariffa variabile con tetto ai 120 euro al MWh;
  • con taglie tra i 200 e i 600 kW, una tariffa fissa di 70 euro per MWh più una tariffa variabile con tetto ai 110 euro al MWh;
  • per gli impianti fotovoltaici sopra i 600 kW, la tariffa fissa scende a 60 euro per MWh, a cui si aggiunge la tariffa variabile con tetto ai 100 euro al MWh;

La norma riporta anche  un premio di 4 euro per MWh per le Regioni del Centro (Lazio, Marche, Toscana, Umbria e Abruzzo) e di 10 euro per MWh per quelle del Nord.

Le CER Regionali, i bonus fotovoltaici locali

A maggio 2022 la Regione Emilia-Romagna ha emanato una propria legge comunità energetiche rinnovabili che individua le azioni di sistema e le misure di sostegno e promozione dell’autoconsumo collettivo e delle CER. Anche in questo caso non si può parlare direttamente di incentivi al fotovoltaico residenziale ma le norme in questione prevedono l’erogazione di contributi e strumenti finanziari che accompagnino le comunità fino all’acquisto e all’installazione degli impianti solari e di accumulo. L’attenzione dell’amministrazione regionale progetti di particolare valenza sociale e territoriale, prevedendo contributi maggiorati per CER composte da soggetti con fragilità economica, da enti del terzo settore, enti proprietari di gestione di alloggi di edilizia residenziale pubblica o sociale, situate in aree montane e interne del territorio regionale. Qui tutte le informazioni.

Non è da meno la Regione Lombardia che lo scorso maggio ha chiuso la manifestazione d’interesse sulle CER, stanziando un contributo di 20 milioni di euro. La misura, spiega l’amministrazione, potrebbe presto triplicare.

Incentivi al fotovoltaico 2023, come funziona il bonus nazionale?

Dalla prima stesura dell’articolo a oggi si è aggiunta una grande novità in merito di incentivi al fotovoltaico domestico. Ad agosto 2023 è stato firmato Decreto Ministeriale per l’impiego dei 200 milioni del Fondo Nazionale Reddito Energetico. La misura raggiunge dunque quelle già previste a livello regionale da Sardegna, Lazio e Puglia per ampliare la platea di beneficiari.

Chi potrà richiedere il contributo per fotovoltaico residenziale? Chi possiede un ISEE inferiore ai 15mila euro, oppure inferiore a 30mila euro nel caso di famiglie con almeno quattro figli a carico. L’incentivo sarà elargito come un contributo in conto capitale per l’acquisto di impianti fotovoltaici domestici di potenza nominale non inferiore ai 2 kW e non superiore ai 6 kW. In ogni caso non “oltre la potenza nominale in prelievo sul punto di connessione“. le installazioni dovranno essere realizzate su coperture e superfici, aree e pertinenze di cui il soggetto beneficiario sia titolare di un valido diritto reale.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


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Innovazione, sostenibilità, specializzazione: la ricetta Sonepar Italia per il mercato elettrico

Dall’Hub di Padova, uno dei centri logistici più avanzati d’Europa, all’innovativa piattaforma di e-commerce B2B, passando per la nuova Business Unit dedicata alla sostenibilità e la speciale “Green Offer”. Così Sonepar Italia accompagna gli installatori nel mercato di domani

Sonepar Italia mercato elettrico

Intervista a Sergio Novello, Presidente e Amministratore Delegato Sonepar Italia

Cosa significa per il più grande distributore di materiale elettrico d’Italia fare i conti oggi con i trend e le sfide della transizione energetica? E come si fa a rimanere al vertice in un momento come quello attuale, denso di stimoli ma anche di incertezze? La risposta che abbiamo ricevuto da Sonepar Italia – parte del Gruppo internazionale Sonepar, azienda leader di questo mercato – svela una strategia fatta di incrollabili valori fondanti e una salda volontà nell’abbracciare l’innovazione per anticipare le esigenze del mercato e offrire ai clienti soluzioni personalizzate, all’avanguardia e anche sostenibili. Un approccio non scontato nel comparto B2B, soprattutto per realtà che si trovano a gestire grandi numeri.

E a Sonepar Italia i grandi numeri di certo non mancano. Oggi l’azienda è presente sul territorio nazionale con una rete capillare di ben 161 punti vendita in 17 regioni e 5 centri distributivi, e nel 2023 ha realizzato un fatturato di oltre 1,5 miliardi di euro, proseguendo su un trend di crescita costante negli ultimi anni.

La chiave vincente? Aver saputo fondere una visione centrale con una sensibilità locale in maniera organica ed efficiente, come spiega bene l’Ingegner Sergio Novello, Presidente e Amministratore Delegato Sonepar Italia. “L’elemento che caratterizza Sonepar nei confronti della distribuzione professionale è sempre stata una grande consapevolezza su quello che poteva essere fatto a livello centrale in termini di coordinamento, risorse, investimenti, priorità, cultura e management, e cosa invece doveva essere inevitabilmente delegato, con totale apertura, alle realtà regionali e territoriali. L’idea di mantenere un equilibrio fra centrale e territoriale è nel DNA della nostra azienda e viene perseguito come tale”.

Valori e obiettivi comuni all’interno del Gruppo declinati in modelli di business legati al mercato di riferimento e un’autonomia operativa su ogni scala in grado di fare la differenza: questa la ricetta messa in campo dalla multinazionale e che Sonepar Italia fa propria nella sua strategia di crescita. Una crescita che oggi potremmo definire capillare. “La densità è la condizione sine qua non per essere significativi sul territorio. Riesci a essere rilevante se sei capillare. Come Sonepar Italia, siamo attivi in 17 regioni e abbiamo un’azienda sorella, Sacchi, che copre l’area del Nord-Ovest, operando in Lombardia insieme a noi, oltre che nel Piemonte e Valle d’Aosta dove invece non siamo presenti“.

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Automazione e digitalizzazione, il segreto dell’efficienza

Ma ovviamente la presenza sul territorio è solo uno degli elementi dell’equazione alla base del successo aziendale. Altrettanto fondamentale è la supply chain e Sonepar Italia si è fatta notare quest’anno grazie ad un’importante inaugurazione: quella del nuovo hub di Padova, un’infrastruttura altamente automatizzata in grado di gestire oltre 55mila articoli e servire più di 4.000 clienti al giorno nel Nord e Centro Italia con consegne in 24 ore. “Il polo di Padova rappresenta un grande investimento da 54 milioni di euro. Inaugurato a febbraio, mira a portare la nostra capacità di erogare servizi nei confronti del cliente al livello massimo possibile per quanto riguarda la distribuzione di materiale elettrico”, spiega Novello.

Navette automatizzate, robot per il prelievo e deposito merci, macchine per il taglio cavi automatico e altri strumenti all’avanguardia ne fanno oggi uno dei centri logistici più avanzati d’Europa. E a breve la struttura sarà affiancata da un hub “gemello”, localizzato a Pomezia e destinato all’area Centro Sud e Isole. “Attualmente il polo è in fase di costruzione: abbiamo iniziato ad installare la parte di magazzino automatizzato, che sarà il fratello di quello di Padova, sia come tecnologia che come disposizione. Contiamo di essere operativi entro la fine del 2024 e inaugurarlo all’inizio dell’anno prossimo, ad attività già avviata”.

A rendere l’investimento infrastrutturale prezioso è anche la connessione con l’innovativa piattaforma di e-commerce, strumento lanciato da Sonepar un anno fa, a livello pilota, proprio in Italia, con l’obiettivo di estendere l’implementazione anche ad altri paesi in cui opera il Gruppo. Un approccio innovativo, soprattutto per un distributore di prodotti e servizi B2B, in grado di offrire un’esperienza unica ai clienti. “L’installatore può arrivare alle 7.00 di sera a casa, usare la piattaforma web per effettuare i propri ordini in un pool di decine di migliaia di codici e farseli spedire la mattina dopo all’indirizzo desiderato e all’orario stabilito”.

D’altra parte la transizione digital ha un peso specifico per Sonepar. “Noi continueremo a perseguire in maniera molto importante il processo di digitalizzazione non solo sulle vendite ma anche sui processi interni. Pensiamo allo strumento track and trace” impiegato oggi in servizi come il food delivery, “lo stesso può avvenire, ad esempio, con il palo della luce che il cliente sta aspettando per la Salerno-Reggio Calabria e che deve arrivare ad una data precisa, nè prima nè dopo”.

La piattaforma digitale rappresenta oggi solo uno degli elementi della strategia omnicanale dell’azienda. “Noi vogliamo parlare con i nostri interlocutori utilizzando in maniera flessibile tutti i canali”, ha sottolineato l’a.d. E’ così che accanto all’e-shop e ovviamente alle filiali, si affiancano una serie di possibilità alternative pensate per mettere il cliente al centro: dagli ordini via mail o via telefono alla possibilità di “chiedere ad un agente Sonepar di andare a trovarlo e di ragionare insieme sul progetto, includendo eventualmente anche uno specialista di una delle tre business unit se si tratta di un progetto particolarmente sfidante”.

Sonepar Italia: la nuova business unit dedicata alla sostenibilità

Copertura territoriale, infrastruttura di eccellenza e digitalizzazione non sarebbero nulla però senza le giuste competenze specialistiche, quelle che hanno permesso a Sonepar Italia di strutturarsi in alcuni mercati verticali con flessibilità e competitività; le stesse che si riflettono oggi nelle tre nuove business unit dell’azienda: Industry, “di cui l’automazione è l’espressione più piena ma all’interno del quale rientrano anche le attrezzature e la power distribution”; Building, dedicata all’edificio nella sua completezza e focalizzata su “domotica, building automation, cavi, cablaggio strutturato, sicurezza, illuminazione”; e Sustainability che propone soluzioni integrate per la sostenibilità, attraverso una vasta gamma di prodotti nel settore fotovoltaico assieme alla parte di trattamento e condizionamento dell’aria.

Le tre business unit  – specifica Novello – devono aiutare il nostro network distributivo sul territorio a scaricare a terra tutta la potenzialità che Sonepar può offrire; sotto forma di prodotto ma anche sotto forma di servizio che viene erogato al cliente in modo da portare valore aggiunto nella costruzione di qualsiasi progetto”.

Ma perché “separare” le tecnologie della transizione energetica dal resto? Perché “il settore delle energie rinnovabili ha una sua filosofia, richiede delle competenze e una programmazione molto diverse rispetto al mercato elettrico tradizionale. Magari l’installatore può essere affine o addirittura lo stesso, ma nella realtà il taglio è abbastanza specialistico”. 

Come più grande distributore di materiale elettrico a livello nazionale Sonepar Italia gode di un punto di vista unico sulla filiera fotovoltaica. Dopo la bolla generata dal Bonus 110% oggi il mercato solare sta cercando un nuovo assestamento, tra prezzi dei pannelli in rapido calo e nuovi imput della generazione distribuzione, da cui stanno prendendo vita ulteriori sfide. “Quello che noi osserviamo come azienda – spiega Novello – è che la potenza installata c’è e continua ad aumentare. Ma chiaramente il fatturato langue e viene penalizzato perchè la deflazione è talmente tanto spinta da vanificare gli sforzi commerciali. […] Cosa succederà in futuro? Tutti noi speriamo che i fenomeni deflattivi possano riassorbirsi. Però se andassimo a vedere cosa è successo negli ultimi 15 anni nel mondo del fotovoltaico, ci renderemmo conto che la deflazione è stata l’unica costante di questo settore”.

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Green Offer, come Sonepar Italia anticipa le nuove esigenze di sostenibilità

La decisione dell’azienda di dedicare una business unit alla sostenibilità e alla transizione energetica non è frutto solo di logiche di mercato. Il Gruppo ha intrapreso ormai da anni una precisa strategia a favore di clima, ambiente e società, fatta di impegni interni (nel 2022 ha pubblicato il primo Rapporto di Sostenibilità) e di una spiccata attenzione per favorire soluzioni più sostenibili sul mercato. Una strategia in cui la digitalizzazione delle vendite e l’ammodernamento supply chain sono una parte importante ma non il tutto.

“Noi abbiamo azionisti giovani, molto attenti ad aspetti come l’inclusione, la parità di genere e il rispetto per l’ambiente. Loro sostengono si possa sviluppare del buon business supportando a tutti livelli l’adozione di energie rinnovabili ma dobbiamo anche essere attenti a proporre al nostro installatore prodotti più rispettosi dell’ambiente. Quindi qualche anno fa Sonepar è partito con il progetto della Green Offer. Di cosa si tratta? Grazie ad una metodologia rigorosa, verificata in maniera indipendente da  Bureau Veritas, alcuni prodotti elettrici distribuiti dall’azienda sono valutati in base alle loro emissioni di CO2 nell’intero ciclo di vita.

Il risultato dell’analisi viene tradotto in un’etichetta che identifica l’impronta di carbonio attraverso tre semplici categorie: A (Eccellente), B (Molto Buono) o C (Buono). Il sistema rappresenta un unicum nel settore in quanto permette di standardizzare tutte le certificazioni di prodotto per restituire un valore effettivo della CO2, e di effettuare così una comparazione altrimenti difficile.

Dei 750mila articoli che abbiamo nella nostra piattaforma Spark, circa un migliaio appartengono alla Green Offer”. L’idea è di estendere progressivamente l’offerta ad un numero sempre maggiore di prodotti, con l’obiettivo entro il 2028 di avere per ogni articolo nel catalogo Sonepar l’alternativa “green”. E con la possibilità in futuro di includere anche altri fattori legati al campo della sostenibilità. “Siamo partiti così, ora valuteremo la risposta, raccoglieremo dei feedback, e valuteremo l’interesse. Un lungo viaggio inizia con un singolo passo, e questo è il singolo passo”.

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Rinnovabili • Decreto FER X

Decreto FER X, aste entro la fine dell’anno

Lo ha dichiarato il sottosegretario al MASE, Claudio Barbaro, ma l'iter del Decreto Fer X appare ancora indietro con i tempi

Decreto FER X
Foto di Ed White da Pixabay

Incentivi alle rinnovabili, la normativa in attesa

Il Decreto FER X è in dirittura d’arrivo e le prime procedure competitive del provvedimento potrebbero essere lanciate entro la fine del 2024. Questa perlomeno è la previsione avanzata dal sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Claudio Barbaro, durante un’interrogazione alla Camera. Rispondendo in X Commissione ad un quesito dell’onorevole Peluffo sui tempi di adozione del DM FER-X, Barbaro ha fatto chiarezza sui prossimi passi del provvedimento.

Lo schema, ha ricordato il sottosegretario, è stato trasmesso all’ARERA nel mese di aprile ai fini dell’acquisizione del parere. L’Authority dovrebbe far sapere la propria posizione in questi giorni per poi “passare la palla” alla Conferenza Unificata. A valle dell’acquisizione di quest’ultimo parere “sarà possibile procedere con la notifica formale del provvedimento in Commissione europea per la verifica dei profili di compatibilità con la disciplina in materia di Aiuti di Stato”.

Decreto FER X, quando arriva?

Il percorso, dunque, si prospetta ancora lungo ma il Sottosegretario rassicura gli animi spiegando che il MASE sta cercando di velocizzare i passaggi rimanenti. “Per accelerare […] il Ministero ha già avviato i colloqui con la Commissione con l’obiettivo di illustrare le principali novità introdotte dal meccanismo. Tra le innovazioni, rispetto al disegno attuale, il nuovo schema prevede infatti che il Sistema si faccia carico del rischio dovuto alle dinamiche inflattive, particolarmente accentuate nell’ultimo anno, in modo tale da rendere i corrispettivi riconosciuti più adeguati alla struttura di costo e alla sua evoluzione, riducendo così i rischi degli operatori“.

Il Decreto, ricordiamo, nasce per sostenere la produzione di energia elettrica da impianti rinnovabili “con costi vicino alla competitività di mercato”. Ossia fotovoltaici, eolici, idroelettrici e di trattamento dei gas residuati dai processi di purificazione. L’ultima bozza del decreto FER X riporta due modalità di accesso agli incentivi: quella diretta, riservata ai sistemi rinnovabili di taglia uguale o inferiore ad 1 MW per un massimo di 5 GW sviluppabili in Italia; quella tramite aste, nel caso di impianti di potenza superiore a 1 MW (e con contingenti differenziati per tecnologia che vanno da un 45 GW per il fotovoltaico allo 0,02 GW per i gas residuati).

Barbaro ha anche anticipato che per mitigare le problematiche relative all’operatività dei contratti alle differenze convenzionali, il Ministero ha provveduto a “ridisegnare la struttura dei pagamenti del contratto al fine di disincentivare l’offerta della capacità contrattualizzata a prezzi inferiori ai propri costi marginali”. Un intervento che permetterebbe al tempo stesso di “ridurre il rischio volume sostenuto dai titolari della medesima capacità“. Le prime aste? “Potranno essere bandite entro la fine dell’anno“, ha concluso il sottosegretario.

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PCB per la ricarica dei veicoli elettrici (EVC)

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Il ruolo e l'importanza dei circuiti stampati nel mondo della ricarica dei veicoli elettrici

pcb ricarica

Il mondo dell’EV charging promette di cambiare il nostro modo di spostarci e di viaggiare e molte sono le tecnologie in gioco per raggiungere questo ambizioso obiettivo. L’elettronica svolge di certo un ruolo chiave, ma è necessario sviluppare prodotti ad hoc per questo segmento di mercato, che siano in grado di gestire picchi energetici, alte temperature, funzionalità molteplici e dimensioni ridotte. Molte di queste necessità devono essere soddisfatte nella progettazione di un circuito stampato (anche detto PCB) che permetterà di garantire funzionalità, affidabilità ed efficienza di una colonnina di ricarica. I PCB (Printed Circuit Boards) sono infatti fondamentali per consentire una ricarica affidabile e ad alta potenza e si sono evoluti parallelamente allo sviluppo di colonnine di ricarica sempre più performanti, di dimensioni più compatte e più leggere.

Diminuendo le dimensioni delle colonnine di ricarica, anche lo spazio dedicato ai PCB si è ridotto, portando i progettisti di circuiti stampati a studiare nuovi design che permettessero di ottenere le stesse prestazioni in dimensioni più contenute. In alcuni casi può essere sufficiente usare elementi più compatti, in altri lavorare sulla densità del circuito, oppure optare per un maggior numero di strati che possano ospitare tutte le funzionalità richieste, o ancora prestare particolare attenzione alla larghezza delle piste e alla distanza di isolamento.

I circuiti stampati dedicati al mondo dell’ev charging devono inoltre poter gestire correnti e tensioni elevate, che richiedono l’uso di materiali specifici e spesso di una grande quantità di rame che permetta di condurre considerevoli flussi di corrente e dissipare il calore in eccesso.

I circuiti stampati di un EV charger non sono solo sviluppati per garantire il fine ultimo della colonnina, la ricarica in sè, ma anche un’esperienza di acquisto adeguata. Se, da un lato, la crescente richiesta di tempi di ricarica più rapidi richiede una tecnologia dei PCB in grado di supportare operazioni di ricarica efficienti e ad alta potenza, dall’altro devono essere considerate anche tutte le interfacce che includono funzioni come touchscreen, applicazioni mobili, lettori di schede RFID e controlli intuitivi, tutti progettati con lo scopo di migliorare l’esperienza dell’utilizzatore di una colonnina di ricarica.

Attenzione alla sostenibilità nella progettazione di un PCB

Un’attenta progettazione di circuiti stampati può inoltre contribuire alla sostenibilità del prodotto finale, perché permette di ottimizzare spazio e materiali, riducendo gli sprechi. Studiare con attenzione il design del PCB permette di sfruttare il pannello in modo da ridurre la quantità di materie prime necessarie per produrre il circuito stampato ma anche delle risorse richieste per lavorarlo, come acqua, calore ed elettricità. La dimensione inferiore di un circuito stampato si tramuta anche in meno materiali di scarto nel caso in cui la scheda finale abbia dei difetti e debba quindi essere rottamata, e anche un imballaggio con dimensioni minori, peso minore con conseguente riduzione del costo di spedizione. I vantaggi sono quindi al contempo ambientali ed economici.

NCAB ha sviluppato delle linee guida che permettono di identificare i fattori che determinano il costo di un PCB  e supporta i propri clienti sin dalle prime fasi della progettazione per raggiungere obiettivi di sostenibilità comuni. 

I webinar sul circuito stampato di NCAB Group

Per questo motivo il Gruppo svedese mette a disposizione il know how dei propri tecnici attraverso un fitto programma di webinar gratuiti dedicati al circuito stampato. 

Giovedì 13 giugno 2024, in particolare, Jonathan Milione, FAE di NCAB Group Italy, terrà un webinar dal titolo “PCB affidabili per l’EVC​ – Opportunità, sfide e applicazioni in ambito ricarica EV“ a cui è possibile iscriversi da questo link https://attendee.gotowebinar.com/register/3189250463637126235

Parleremo di:

  • Evoluzione e sfide del settore dei veicoli elettrici
  • Metodi di ricarica e sviluppi tecnologici delle colonnine di ricarica
  • Soluzioni di design per PCB: sistemi di ricarica ad alta potenza

leggi anche Circuiti stampati più sostenibili, l’approccio virtuoso di NCAB Group

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