Nuove aste rinnovabili, il MiTE presenta la strategia

Addio registri per piccoli impianti, benvenuta programazzione quinquennale e fidejussioni per i grandi impianti. Questi alcuni elementi della roadmap varata dal Governo che annuncia la pubblicazione a breve del DM FER2

nuove aste rinnovabili
Foto di Andreas Senftleben da Pixabay

On line la “Strategia, caratteristiche e potenza disponibile nei nuovi meccanismi d’asta”

(Rinnovabili.it) – Il futuro delle nuove aste rinnovabili in Italia si fa più chiaro. Il Ministero della Transizione Ecologica ha pubblicato in questi giorni il documento contenente “Strategia, caratteristiche e potenza disponibile” per le gare in programma dal 2022 al 2030. Un pacchetto di misure e orientamenti per le gare nazionali con cui il Governo mira ad allocare 8,8 GW di eolico ed fotovoltaico, dei circa 60 GW previsti fine decennio. L’obiettivo, come spiega lo stesso dicastero, è accelerare la curva della potenza installata e la riduzione dei costi dell’energia, fornendo dei punti saldi per i futuri sviluppatori.

La roadmap punta l’accento su tre elementi: stabilità ed efficienza; semplificazione; innovazione. Si parte con una pianificazione delle nuove aste rinnovabili su programmazioni quinquennali che rendano visibili per gli investitori “gli obiettivi della politica pubblica”. E con una frequenza continua: almeno tre sessioni l’anno. Puntando su accesso competitivo e contratti per differenza, al fine di stimolare la riduzione dei costi. Una delle novità maggiori riguarda però l’iscrizione ai registri, eliminata per i piccoli impianti competitivi fino a 1 MW. Mentre mentre per quelli più grandi è in arrivo una semplificazione delle garanzie (fidejussioni).

Non solo. Per accelerare i tempi e ridurre i contenziosi, su richiesta del proponente, l’esame del GSE procederà in parallelo all’iter autorizzativo.

Tra vecchie e nuove aste rinnovabili

Entrando nel dettaglio delle singoli fonti, gli orientamenti governativi prevedono per eolico e fotovoltaico – accanto alla programmazione quinquennale – anche la proroga aste FER1. Con un occhio di riguardo all’ammissibilità dell’agrivoltaico e allo sviluppo tecnologico dell’eolico offshore (assieme contingenti dedicati al floating). La strategia conta di poter accelerare i trend anche grazie alla definizione delle aree idonee e del relativo percorso autorizzativo semplificato, valutando la capacità di sviluppo della rete elettrica e dei sistemi di accumulo.

“Il calendario sarà affinato eventualmente prevedendo contingenti per zone geografiche, per favorire le sinergie con lo sviluppo del sistema elettrico e l’individuazione delle aree idonee, e una differenziazione delle basi d’asta a livello territoriale per tener conto della diversa redditività dell’investimento”.

Ovviamente quando si tratta di nuove aste rinnovabili non si parla unicamente di sole e vento. La roadmap prevede 3 GW di nuova potenza in esercizio dal 2020 al 2030 ottenibile da bioenergie, idroelettrico, geotermia solare termodinamico e energia marina. In questo senso un passa avanti importante sarà possibile con la pubblicazione dell’atteso DM FER2, previsto per questo mese.

“Gli orientamenti qui descritti – specifica il Ministero – e le misure di semplificazione sono parte integrante dello schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva RED2, pertanto potranno essere attuati solo a conclusione del processo, con le valutazioni delle Commissioni Parlamentari e della Conferenza Unificata. Ulteriori affinamenti potranno derivare dalla nuova Direttiva RED3 e dalla revisione delle Linee Guida su Aiuti di Stato per energia e ambiente”.

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