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Nuovi film di perovskite per celle tandem di ultima generazione

Sotto il coordinamento Enea, il progetto di ricerca italiano "GoPV" sta studiando materiali innovativi che possano concorrere allo sviluppo di una tecnologia fotovoltaica ad alta efficienza, affidabile nel tempo e sostenibile

film di perovskite
Credits: UC San Diego Jacobs School of Engineering via Flickr (CC BY 2.0 DEED)

Il progetto “Materiali di nuova GeneraziOne Per celle fotoVoltaiche tandem”

(Rinnovabili.it) – Studiare nuovi film di perovskite da utilizzare in dispositivi fotovoltaici. E realizzare celle tandem di nuova generazione perovskite/perovskite e perovskite/silicio. Questi gli obiettivi di GoPV, progetto di ricerca triennale tutto italiano e del valore di oltre 4,8 milioni di euro.

L’iniziativa è frutto di una collaborazione tra partner scientifici, accademici e industriali, coordinati da Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. “Il progetto parte dal notevole know-how dei partner maturato nell’ambito di vari progetti e riconosciuto sia in ambito nazionale che internazionale”, dichiara Paola Delli Veneri, responsabile del Laboratorio Dispositivi innovativi presso il Centro Ricerche ENEA di Portici. “Inoltre, GOPV rappresenta l’occasione per aggregare le rilevanti competenze nazionali nel settore, promuovere la conoscenza sui materiali innovativi disponibili, ecocompatibili e realizzati mediante processi a basso costo e sicuri, al fine di ottenere dispositivi ad alta efficienza e creare una nuova filiera industriale del fotovoltaico”.

Il punto d’arrivo è semplice: il team vuole superare alcune criticità attualmente presenti nel fotovoltaico a base di perovskiti e quello in silicio ad eterogiunzione (HJT), particolare struttura che combina una cella in silicio cristallino con due sottili strati di silicio amorfo.

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Nuovi film di perovskite e contatti trasparenti per il Si

Il progetto ha tre anni di tempo realizzare film di perovskite con varie formulazioni chimiche (inorganica, senza o con ridotto contenuto di piombo, a bassa dimensionalità) e con differenti band-gap da impiegare in dispositivi a doppia giunzione con il silicio o perovskite-perovskite. “Per fare ciò – si legge nell’Abstract del progetto – accanto allo studio degli assorbitori, sarà necessario valutare gli opportuni materiali trasportatori delle cariche, e si studieranno strategie per migliorare le interfacce tra la perovskite e i trasportatori di carica“.

Sul fronte del fotovoltaico in HJT, il progetto si focalizzerà sulla ricerca di materiali per contatti selettivi altamente trasparenti e alternativi quelli attualmente impiegati. Saranno anche valutati materiali trasparenti e conduttivi per il contatto frontale dei dispositivi con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di elementi scarsamente disponibili, quali ad esempio l’indio contenuto nell’ossido di indio e stagno comunemente utilizzato nelle celle solari.

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Al progetto partecipano le università di Napoli “Federico II”, Catania, Perugia, Roma Tor Vergata e Pavia, l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e l’azienda BeDimensional.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.