Lo scorso mese la produzione da rinnovabili ha contribuito per il 48,4% della produzione totale netta nazionale, coprendo il 39,3% del fabbisogno nazionale.

I dati del sistema elettrico a marzo 2026
A dispetto della saggezza popolare che vorrebbe marzo come un mese imprevedibilmente piovoso, quello passato è stato il mese del sole e del fotovoltaico. Secondo gli ultimi dati pubblicati da Terna sul sistema elettrico nazionale, gli impianti fotovoltaici a marzo 2026 hanno generato oltre 4.000 GWh. Si tratta del 17,1% in più rispetto a quanto messo in rete nel 2025, quota che gli ha permesso di divenire la prima fonte elettrica in Italia per il periodo in questione.
Il buon risultato si è ripercosso anche sulle performance delle rinnovabili nel loro complesso. Lo scorso mese, infatti, le FER hanno generato il 48,4% (10.407 GWh) della produzione totale netta nazionale, coprendo il 39,3% del fabbisogno nazionale. Fabbisogno che nel frattempo è salito a 26.514 GWh, quasi tre punti percentuali in più rispetto a marzo 2025.
Non meraviglia quindi sapere che, nonostante la produzione verde sia aumentata, i consumi soddisfatti siano in percentuale meno. Ma a colmare il gap non sono stati gli impianti fossili nazionali, la cui produzione a marzo 2026 è stata peraltro in calo a 11.110 GWh – quasi il 7% in meno – bensì un maggiore contributo dei flussi esteri.
Nel complesso si potrebbe dire che la partita tra fonti inquinanti e fonti rinnovabili sia finita quasi con un pareggio: 51,6% vs 48,4% lato produzione e 40,3% vs 39,3% lato consumi.
La crescita del fotovoltaico
Ma quali sono le leve alla base di questo trend? In realtà, guardando il meteo, marzo è stato “come da tradizione” caratterizzato da un’estrema variabilità. I giorni di sole in più rispetto a marzo 2025, vale a dire la maggior producibilità, hanno inciso ben poco sulle performance del fotovoltaico. Un ruolo decisamente determinante lo ha avuto invece l’aumento della capacità in esercizio.
D’altra parte in un solo anno (da marzo a marzo) il settore ha aggiunto 6.443 MW di nuovi impianti, che si sono tradotti in 577 GWh in più sulla produzione solare di marzo 2026.
Le altre fonti rinnovabili non hanno invece performato altrettanto bene. Sia l’idroelettrico che l’eolico hanno subito una contrazione della produzione a marzo, rispettivamente del 7,4% e del 13,7%, per colpa essenzialmente del meteo, compensate per quanto possibile dalla crescita della fonte fotovoltaica (+17,1%) e, in misura minore, dalla geotermica (0,7%).
Di contro, spiega Terna, “la crescita delle importazioni è stata guidata da una maggiore capacità di trasporto messa a disposizione […] sulla frontiera Nord e dall’utilizzo di tale capacità sostanzialmente al massimo della sua disponibilità”.
Le rinnovabili 2026 – I trimestre
Il rapporto sul sistema elettrico mostra anche l’andamento delle FER del primo trimestre. Da gennaio a marzo 2026 le rinnovabili elettriche italiane hanno generato 28.893 GWh, pari a un aumento netto dell’8,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il merito va tutto al traino del fotovoltaico e dell’eolico, caratterizzati entrambi da trend trimestrali positivi.
Inserendo questi numeri nel contesto della produzione e della domanda italiana, nei primi tre mesi del 2026 le FER hanno fornito il 42,3% dell’elettricità generata a livello nazionale e coperto il 36,2% dei consumi.
Vale la pena ricordare quali territori si stiano impegnando più di altri nel far crescere la capacità in esercizio: nella top 3 del fotovoltaico 2026 compaiono la Lombardia con 202 MW aggiunti dall’inizio dell’anno, seguita da Veneto (+145 MW) e Piemonte (+127 MW). Il podio eolico invece va alla Puglia con 81 MW, seguita dalla Sardegna (+56 MW) e dalla Basilicata (+29 MW).
Di pari passo, la potenza nominale degli accumuli in esercizio è aumentata di 369 MW e la capacità utilizzabile massima di 888 MWh. Le regioni che registrano la maggiore capacità in esercizio sono la Lombardia (1.051 MW), la Sardegna (952 MW) e il Veneto (755 MW).
Leggi il report di Terna sul sistema elettrico.













