Solar Strategy UE, una scommessa da 600 GW fotovoltaici al 2030

Presentata nell’ambito del piano REPowerEU la strategia fornisce una panoramica delle possibilità europee per aumentare la diffusione dell’energia solare. Riflettori puntati sui tetti solari, lavoratori qualificati, e nuove regole di ecodesign

Solar Strategy
Foto di masumol da Pixabay

La strategia solare europea mira a raddoppiare la capacità fotovoltaica installata

(Rinnovabili.it) – È tempo di accelerare lo sviluppo del fotovoltaico europeo. Affinché il comparto dia una generosa mano agli obiettivi rinnovabili 2030 e alla sicurezza energetica dell’Unione, il Blocco dovrà riuscire ad installare quasi 45 GW solari ogni anno per i prossimi 8 anni. Per intensificare la marcia, la Commissione europea ha presentato ieri la nuova Strategia Solare (Solar Strategy UE), comunicazione di 23 pagine tutta dedicata all’energia fotovoltaica. La strategia, parte del più ampio piano REPowerEU, offre una panoramica delle possibilità comunitarie per aumentare la diffusione del solare. Con l’obiettivo di moltiplicare per quattro l’attuale potenza installata nell’Unione entro il 2030.

Disponiamo già di strategie ambiziose per le rinnovabili offshore e l’idrogeno, il fotovoltaico è stato finora il pezzo mancante. Oggi colmiamo questa lacuna”, spiega la Commissaria europea all’energia Kadri Simson. “Con la strategia odierna, miriamo a raddoppiare la capacità installata entro il 2025 e raggiungere i 600 GW entro il 2030. L’energia solare è particolarmente adatta alle sfide energetiche che stiamo affrontando in questo momento. La tecnologia può essere implementata rapidamente ed è conveniente: i costi sono diminuiti dell’82% nell’ultimo decennio”. 

La Solar Stategy UE

La Strategia fotovoltaica presenta tre iniziative concrete: un piano dedicato ai tetti solari e ancorato ad un obbligo  giuridicamente vincolante per il Blocco; un partenariato europeo dedicato alle competenze su larga scala per sviluppare una forza lavoro qualificata nel settore; e una proposta legislativa per rendere le procedure di autorizzazione più brevi e più semplici. A ciò si aggiunge anche la creazione di una nuova alleanza, sul modello di quella creata per le batterie, ma finalizzata a sostenere la produzione europea di moduli fotovoltaici. “Vogliamo che un maggior numero di pannelli solari venga prodotti nell’UE e per facilitare ciò lanceremo l’European Solar PV Industry Alliance”, aggiunge Simson.

SOLAR ROOFTOPS INITIATIVE – Secondo alcune stime, il fotovoltaico sui tetti potrebbe fornire circa 680 TWh l’anno. Quasi il 25% del consumo elettrico dell’UE. Per sbloccare questo potenziale, l’iniziativa della Commissione propone una serie di misure chiave per questi impianti. A partire dalla riduzione dei tempi di autorizzazione: un massimo di 3 mesi d’attesa valido anche per i tetti solari di grandi dimensioni. L’iniziativa chiede anche che l’edilizia sia “pronta per il solare”. Come? Rendendo obbligatoria l’installazione di moduli fotovoltaici sulle coperture. Il vincolo si applicherebbe a tutti i nuovi edifici pubblici e commerciali con superficie utile superiore a 250 mq entro il 2026; a tutti gli immobili pubblici e commerciali esistenti con superficie utile superiore a 250 m2 entro il 2027; e tutti i nuovi edifici residenziali entro il 2029.

Agli Stati membri è chiesto ovviamente di eliminare eventuali ostacoli amministrativi soprattutto in caso di repowering di sistemi già installati. E di istituire almeno una comunità energetica rinnovabile in ogni comune con una popolazione superiore a 10.000 entro il 2025. Garantendo che i consumatori vulnerabili e in condizione di povertà energetica abbiano accesso all’energia solare, ad es. attraverso installazioni di tetti solari sugli alloggi sociali o finanziamenti dedicati.

INDUSTRIA FV –  L’UE attualmente importa la maggior parte dei prodotti solari che installa: 8 miliardi di pannelli fotovoltaici nel 2020, il 75% dei quali provenienti da un unico paese. Per rafforzare la propria economia interna l’Esecutivo lancerà la Solar PV Industry Alliance. L’Alleanza riunirà attori industriali, istituti di ricerca, associazioni di consumatori e altri soggetti interessati al fine di identificare e coordinare opportunità di investimento, pipeline di progetti e portafogli tecnologici. La Commissione ha annunciato anche una nuova iniziativa legislativa per vietare l’immissione sul mercato UE di prodotti realizzati mediante lavoro forzato. E prevede di proporre nella prima metà del 2023 due strumenti obbligatori per il mercato interno da applicare a moduli, inverter e impianti solari venduti nell’UE, con l’obiettivo di aumentarne efficienza, durabilità, riparabilità e riciclabilità. Si tratta di un regolamento sulla progettazione ecocompatibile ed uno sull’etichettatura energetica.

Articolo precedenteOk definitivo per il rilascio nell’oceano dell’acqua di Fukushima
Articolo successivoStoccolma 50 anni dopo, un manifesto per l’azione climatica

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui