Rinnovabili • progetto solare-eolico galleggiante

Un progetto solare-eolico galleggiante da 540 MW a largo della Calabria

Green Arrow Capital, SolarDuck e New Developments hanno firmato una partnership per sviluppo di uno dei primi progetti rinnovabili offshore ibridi d'Italia

progetto solare-eolico galleggiante
Credits: SolarDuck

 Il 2028 è l’anno previsto per l’entrata in esercizio

(Rinnovabili.it) – Gli aerogeneratori offshore senza fondamenta si stanno finalmente aprendo una via nelle acque del Belpaese. Oggi ci sono ben 47 progetti inseriti nell’iter autorizzativo per una capacità cumulata di circa 40 GW. Ma il potenziale nazionale appare decisamente più elevato: un recente rapporto ha stimato che l’eolico galleggiante in Italia potrebbe fornire oltre 207 GW di nuova potenza verde. Tuttavia il vento non è l’unica fonte naturale sfruttabile a largo delle coste; ecco perchè, in attesa di vedere inaugurati i primi impianti flottanti, c’è anche chi sta progettando sistemi ibridi con il fotovoltaico. È il caso di Green Arrow Capital, SolarDuck e New Developments. Le aziende hanno firmato una partnership per lo sviluppo di un progetto solare-eolico galleggiante da realizzare nelle acque calabresi.

Un “complesso” da 540 MW che dovrebbe entrare in funzione nel 2028. Il condizionale è d’obbligo dal momento che la centrale è ancora in fase di autorizzazione. Ma la fiducia è alta e le attese sono tutte focalizzate sul Decreto FER2 che dovrebbe a breve introdurre meccanismi incentivanti anche per il fotovoltaico galleggiante offshore. “Dato il momento favorevole, crediamo che questa sia un’opportunità unica per l’industria dell’energia rinnovabile offshore di contribuire a definire un quadro normativo favorevole e facilitare la scalabilità del fotovoltaico solare flottante”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di SolarDuck, Koen Burgers. “Questo non è importante solo per l’Italia, ma anche per gli altri paesi del Mediterraneo. La collaborazione con New Developments e Green Arrow Capital può essere vista come catalizzatore per i sistemi solari galleggianti in Italia”.

Il progetto ibrido solare-eolico galleggiante 

Il progetto sarà situato nel golfo di Taranto, al largo della costa di Corigliano-Rossano in Calabria. A regime dovrebbe vantare 28 aerogeneratori galleggianti, per una potenza cumulata di 420 MWp, e moduli fotovoltaici per altri 120 MWp di potenza. I pannelli solari saranno ovviamente ottimizzati per resistere alle più ostiche condizioni ambientali e verranno montati sulla piattaforma flottante SolarDuck, creata per resistere anche alle condizione marine estreme del Mare del Nord.

L’iniziativa rientra negli investimenti del fondo Green Arrow Infrastructure of the Future Fund (“GAIF”), che investe in energia rinnovabile e infrastrutture digitali in mercati Europei ad alto potenziale. “In quanto pionieri di energie rinnovabili in Italia, continuiamo ad impegnarci nell’essere all’avanguardia, come dimostrato dai nostri innovativi progetti offshore”, ha aggiunto Daniele Camponeschi, co-fondatore e CIO del Gruppo Green Arrow Capital. “Queste infrastrutture avanzate non solo generano energia verde, contribuendo alla transizione sostenibile e all’indipendenza energetica, ma dimostrano anche la loro complementarità con le installazioni onshore, preservando contemporaneamente preziose risorse di suolo”.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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