Nasce dall'impegno dell'Associazione EnergoClub il Gruppo d'Acquisto Fotovoltaico. Obiettivo: rendere le fonti energetiche rinnovabili alla portata di tutti

Una “commissione di selezione” ha, invece, il compito di invitare le aziende del territorio a proporre la loro migliore offerta per la fornitura di impianti fotovoltaici “chiavi in mano”. “Le offerte che vengono poi confrontate secondo i nostri parametri di comparazione. Alla ditta che risulta prima in graduatoria viene proposta una convenzione che, se accettata, segna l’inizio della collaborazione con il GAF. Il sistema di raccolta delle informazioni e dell’offerta dalle aziende invitate e il sistema di comparazione sono il frutto dell’esperienza di ormai 4 anni di attività specifica”.
A recitare uno dei ruoli fondamentali per la diffusione capillare e il successo dell’iniziativa sono anche le organizzazioni locali che contribuiscono allo sviluppo del GAF Sole in Rete. “Alle Associazioni viene destinato un apposito Fondo Etico a favore dei propri progetti sociali e ambientali”.

Aderendo a Sole in Rete qualsiasi cittadino, ente pubblico o privato, avrà la possibilità di contribuire a ridurre la propria impronta ecologica, diventando produttore di energia elettrica tagliando le proprie emissioni CO2 in atmosfera (circa 2 tonnellate l’anno se si installa un impianto fotovoltaico da 3 kWp). “L’energia fotovoltaica, oltre ad essere conveniente sotto l’aspetto economico ed ambientale, permette di creare posti di lavoro stabili: a parità di costo e di energia prodotta le fonti rinnovabili permettono il doppio di occupazione rispetto alle fonti fossili. La ragione è facilmente intuibile: il petrolio e il metano li dobbiamo pagare, e anche salati, ma per estrarli non serve quasi nessuna manodopera; il sole ce l’abbiamo gratuitamente ma per “coltivarlo” servono impianti ad alta densità di lavoro”, ci tiene a sottolineare Pasqualin.
“Con il fotovoltaico prima si installa e più si guadagna” è il motto di EnergoClub, a maggior ragione alla luce della riduzione degli incentivi al settore, dovuta al passaggio dal IV al V Conto Energia, che sta portando disorientamento tra i possibili fruitori, rallentando la richiesta di installazione degli impianti. “In meno di 2 anni si è già cambiato 3 volte il Conto Energia. Questo genera incertezza e in un mercato l’incertezza impedisce di decidere e di investire. In questo modo i cittadini si scoraggiano e spesso accantonano l’idea. Anche se tali scelte possono essere contro il loro interesse, è comprensibile che ciò accada. Se poi si aggiungono nuove pratiche ed elementi burocratici e l’eccessivo abbattimento degli incentivi in tempi troppo rapidi e non compatibili con l’adeguamento del mercato, è evidente che il disegno è quello di voler sopprimere il settore e condannare i suoi oltre 150.000 addetti. I cittadini che non conoscono bene la materia sono chiaramente condizionati e “assorbono” il sentire che emerge da quello che sta accadendo in questi mesi, con il risultato che rischiano di non cogliere un’opportunità interessante semplicemente per effetto dell’instabilità percepita. A parole vogliono far credere che l’obiettivo sia ridurre le speculazioni sui grandi impianti ma di fatto ad essere più penalizzati da questo ennesimo conto energia sono i piccolissimi impianti”, conclude Francesco Pasqualin. E se l’impegno dei piccoli può fare tanto, la transizione diverrà tangibile se la convinzione che un cambiamento è possibile pervaderà anche le coscienze dei “grandi del mondo”.











