L’impiego di questa pianta permetterebbe di ridurre notevolmente l’emissione degli ossidi di azoto in atmosfera durante il processo di combustione

Questa pianta inoltre – sostengono i ricercatori – potrebbe già da subito beneficiare delle strutture attualmente usate per “processare” l’etanolo dal grano, sostengono gli scienziati. Secondo Nick Carpita, professore di botanica e patologia vegetale della Purdue University: “il Midwest è pronto ad ospitare un’industria di bioraffinazione del sorgo, gli attuali impianti di etanolo sono perfettamente in grado di lavorare questa nuova coltura bioenergetica”. Sull’impiego del sorgo per la produzione di biocarburanti si schiera a favore anche Farzad Taheripour, professore di economia alla Purdue: – “il sorgo come nuova coltura di biofuel potrebbe avere un impatto economico positivo sulle aree rurali più povere del paese dato che può essere coltivato anche nelle terre marginali e nelle zone aride del Paese.”











