Energia geotermica: come gestire il rischio sismico degli EGS?

Uno studio dell’Helmholtz Centre Potsdam, Germania, mostra come ridurre il rischio sismico e il pericolo di terremoti indotti nella produzione di energia geotermica.

Energia geotermica
Credits: WikiImages da Pixabay

Il monitoraggio delle strategie di iniezione può ridurre la sismicità indotta nella produzione di energia geotermica

(Rinnovabili.it) – Il rischio sismico è una delle principali riserve sull’energia geotermica. Per ottenere acqua calda dalle profondità, spesso devono essere create fessure nella roccia sotterranea iniettando grandi quantità di acqua ad alta pressione. Questa stimolazione idraulica, però, è accompagnata da vibrazioni sotterranee, note come sismicità indotta. Tuttavia, un nuovo studio condotto dai ricercatori del Helmholtz Centre Potsdam (Germania) ha individuato un metodo che potrebbe aiutare a ridurre il rischio sismico nella produzione di energia geotermica.

Con la sua significativa capacità di carico di base, l’energia geotermica è stata a lungo studiata come una potenziale sostituzione a lungo termine della produzione di elettricità e calore tramite l’impiego di combustibili fossili. Al fine di sviluppare serbatoi geotermici profondi, specialmente là dove non ci sono abbastanza percorsi di fluidi naturali, la formazione deve essere stimolata idraulicamente. Questa stimolazione conduce alla creazione dei cosiddetti sistemi geotermici avanzati (EGS), aprendo percorsi di flusso attraverso l’iniezione di grandi quantità di acqua a pressioni elevate.

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Alcuni terremoti indotti da questa operazione hanno però portato alla sospensione di numerosi progetti EGS in Europa. Nel 2017, il verificarsi di un terremoto di magnitudo 5.5 della scala Richter vicino a Pohang, in Corea del Sud, è stato collegato proprio ad un impianto di energia geotermica. Ciò ha portato ad una notevole preoccupazione dell’opinione pubblica relativa ai progetti EGS, soprattutto in aree densamente popolate. Lo sviluppo di nuove strategie di monitoraggio e iniezione, accoppiate insieme per ridurre al minimo il rischio sismico, sembra essere l’unica soluzione per un uso sicuro delle risorse geotermiche, cercando di ripristinare la fiducia in questa fonte di energia pulita e rinnovabile.

In uno studio pubblicato su Geophysical Research Letters, i ricercatori tedeschi hanno analizzato l’evoluzione temporale della sismicità per una serie di progetti di geotermia. I risultati mostrano che la maggior parte delle stimolazioni indotte rivela una chiara relazione tra il volume di fluido iniettato e i momenti sismici. Questo suggerisce che la sismicità deriva da un processo di rottura stabile e controllato della pressione, almeno per un periodo di iniezione prolungato. Ciò significa che la sismicità e i terremoti indotti potrebbero essere gestiti grazie a periodici cambiamenti nella strategia di iniezione dell’acqua.

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Inoltre, secondo le analisi l’evoluzione della sismicità indotta è principalmente controllata dalla tettonica regionale. Quindi, un attento monitoraggio dell’evoluzione del momento sismico in relazione al fluido iniettato potrebbe aiutare a identificare sia le stimolazioni controllate, sia i cambiamenti critici del sistema, agevolando una reazione immediata nella strategia di iniezione al fine di evitare terremoti indotti.

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