Il boom dell’idrogeno parla europeo, dice l’Hydrogen Council

Il 55% dei progetti annunciati a livello globale sono in Europa. E il vecchio continente assorbe il 45% degli investimenti mobilitati. Ma per ora ha solo 0,1GW di elettrolizzatori

Idrogeno: Europa leader e parità con le fossili nel 2028 secondo l’Hydrogen Council
Foto di Josch13 da Pixabay

La parità idrogeno – fossili potrebbe arrivare già nel 2028

(Rinnovabili.it) – Sarà l’Europa a guidare il boom dell’idrogeno da qui al 2030. Nel vecchio continente si concentrano il maggior numero di progetti su questo vettore energetico e confluisce anche il flusso maggiore di investimenti. Perché Bruxelles e i paesi membri riescono a primeggiare? E’ merito di regole chiare che non cambiano da un giorno all’altro e permettono all’industria di fidarsi, argomenta un nuovo rapporto dell’Hydrogen Council che riunisce un centinaio tra le maggiori aziende dell’energia e dei trasporti interessate all’H2.

Dei 228 progetti che sono stati annunciati finora in tutto il mondo, ben il 55% cioè 126 sono localizzati in Europa. Che per il momento è all’anno zero: dispone di meno di 0,1GW dall’idrogeno. Ma pianifica una crescita esponenziale per il vettore, sullo sfondo del Green Deal della transizione energetica che innerva gran parte della politica comunitaria.

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Lo scorso luglio, Bruxelles ha pubblicato la sua strategia per l’idrogeno rinnovabile. Da un lato mira ad estendere l’uso del vettore in sostituzione dei combustibili fossili, dall’altro a decarbonizzarne la produzione. Al 2030 l’UE si aspetta almeno 40GW di elettrolizzatori e la produzione di dieci milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile. Nel ventennio fino al 2050, invece, ci si aspetta che le tecnologie dedicate raggiungano la maturità e siano implementate su larga scala in tutti i settori difficili da decarbonizzare.

Se tutti i progetti in cantiere venissero effettivamente realizzati, il rapporto Hydrogen Council, che è stato curato da McKinsey, stima che gli investimenti globali supererebbero i 300 miliardi di dollari in questo decennio. Si tratta, all’incirca, dell’1,4% degli investimenti totali nel settore energetico. E l’Europa sarebbe destinataria della fetta più grande, più o meno il 45% del totale. L’Hydrogen Council, nato a Davos nel gennaio 2017, si è impegnato a moltiplicare di 6 volte gli investimenti dei suoi membri entro il 2025 rispetto ai livelli del 2019.

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Il dossier mette poi nero su bianco che l’idrogeno dovrebbe raggiungere la parità di costo con le fossili nel 2028 per quelle regioni dove sono disponibili grandi quantità di energia rinnovabile a basso costo (ad es il Medio Oriente). Secondo una ricerca di Wood Mackenzie pubblicata lo scorso agosto, i costi di produzione del vettore tramite elettrolisi uguaglieranno quelli da combustibili fossili solo entro il 2040. Anche se per alcuni paesi, come la Germania, l’analisi prevede che la parità possa essere a portata di mano già 10 anni prima.

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