Piano sull’idrogeno: la Scozia vuole 25 GW entro il 2045

Edimburgo da l’ok finale alla strategia per diventare uno dei maggiori esportatori mondiali del vettore energetico. Puntando soprattutto sull’Europa come mercato di destinazione. L’H2 sarà prodotto sia da fonti rinnovabili (eolico) sia da gas con recupero di CO2

stoccaggio chimico dell'idrogeno
via depositphotos.com

Dal 2023 il piano sull’idrogeno sarà tradotto in pratica con un finanziamento da 100 mln £

(Rinnovabili.it) – Da gennaio la Scozia aprirà i rubinetti del fondo da 100 milioni di sterline pensato per sviluppare un’economia dell’idrogeno e fare del paese uno dei massimi esportatori al mondo del vettore energetico. Obiettivo: far crescere la capacità scozzese fino a 5 GW entro la fine di questo decennio per poi fare il salto a 25 GW entro il 2045. Lo prevede il nuovo piano sull’idrogeno appena approvato da Edimburgo.

Target che fanno perno sull’Europa come primo, importante mercato per l’export. “La nostra ambizione è che la Scozia diventi un produttore e un esportatore leader di idrogeno e derivati da utilizzare nel Regno Unito e in Europa, con la prima fornitura di idrogeno dalla Scozia all’Europa continentale a metà degli anni 2020”, si legge nel piano sull’idrogeno.

Leggi anche Produrre idrogeno dall’acqua “senza energia”

Quale idrogeno? Il ruolo principale l’avrà l’idrogeno rinnovabile. Ma a fianco di quello che il documento definisce ‘idrogeno low-carbon’. Ottenuto cioè a partire dal gas con recupero di CO2. Insieme dovranno arrivare a garantire 5 GW di capacità installata entro il 2030, pari a 450mila t di H2 (circa 17,5 TWh, più o meno il 15% della domanda totale di energia della Scozia).

Per supportare la crescita dell’H2 pulito, la Scozia punta sull’espansione dell’eolico. Al 2030, la strategia di Edimburgo prevede una crescita di 8-12 GW di capacità installata, di cui una buona parte sarà localizzata sulle isole e quindi di difficile connessione con la rete. Elettrolizzatori e produzione di idrogeno rinnovabile sono quindi un’opportunità. Sull’offshore, invece, la strategia punta alla sfruttare per l’H2 la capacità in eccesso delle turbine installate o da installare per ‘decarbonizzare’ le piattaforme oil&gas nel mare del Nord.

Leggi anche Produzione idrogeno verde, quando valgono le agevolazioni per l’elettrolisi

Per moltiplicare le possibilità di crescita del settore, il piano sull’idrogeno del governo scozzese punta sulla creazione di diversi hub regionali dell’idrogeno, capaci di rispondere alle necessità del settore trasporti, riscaldamento e industriale, creando così economie di scala aggregando la domanda locale in più settori e favorendo l’efficienza dei costi.

Articolo precedenteCarne coltivata con l’inchiostro di scarti vegetali
Articolo successivoI vincitori italiani in eccellenza e sostenibilità: i GBC Italia Awards 2022

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Leave the field below empty!