Energia dalle maree, la Scozia è da primato

L’impianto si trova al largo delle isole Shetland, nello stretto di Bluemull: è il primo al mondo ad utilizzare turbine in serie per sfruttare l’energia del moto marino

Energia dalle maree, la Scozia è da primato

 

(Rinnovabili.it) –Riuscire a rendere economicamente appetibile l’energia dalle maree è una sfida che negli ultimi mesi ha visto passi in avanti in Europa. L’annuncio che può segnare un importante spartiacque nelle rinnovabili marine arriva dalle isole Shetland, a largo della Scozia del nord. La compagnia Nova Innovation è riuscita con successo a fornire energia alle prime abitazioni. La novità è sotto il mare: il suo impianto, afferma l’azienda, è il primo al mondo a usare le turbine in serie invece che singolarmente.

L’impianto è collocato nello stretto di Bluemull, tra le isole di Unst e Yell, dove il mare del Nord si incontra con l’Oceano Atlantico. Nova Innovation ha da poco avviato anche la seconda delle cinque turbine da 100 kW previste a progetto, appena installata, immettendo l’elettricità prodotta nella rete locale delle isole Shetland. Le turbine stanno lavorando al 40% della loro capacità installata, ma potrebbero fin da subito trovare sbocchi commerciali visto che tutto sembra procedere come da programma. Fino a questo momento le Shetland, nonostante i forti venti e le maree, dovevano appoggiarsi ad una centrale a diesel per il loro fabbisogno.

 

Se quello di Nova Innovation è a tutti gli effetti un primato, non è certo questa l’unica azienda che sta procedendo in direzione di una catena di turbine separate. Della partita, ad esempio, fa parte anche OpenHydro – che sostiene di essere molto vicina al risultato, per ottenere un set da 1MW – e il progetto di Raz Blanchard, in Normandia, che da poco ha ricevuto luce verde dall’Ue.

Nel caso delle Shetland, però, va sottolineato che i benefici per il paese potrebbero farsi attendere ancora a lungo. Infatti le reti della Scozia continentale e delle isole non sono collegate. Tuttavia il passo in avanti c’è, considerato che i precedenti tentativi di trarre energia dalle maree erano naufragati dietro una scia di fallimenti commerciali (Pelarmis e Aquamarine).

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