Nucleare: tra due mesi il Giappone riaccende gli impianti

Due cittadini su tre sono contrari, nonostante la bolletta costi il 20% in più. Ma ora l’incubo nucleare sta per ricominciare

Nucleare tra due mesi il Giappone riaccende gli impianti

 

(Rinnovabili.it) – I commissari della Nuclear Regulation Authority (NRA) giapponese hanno dato il via libera per il ritorno al nucleare del Giappone. La paletta verde per l’atomo del Sol Levante è arrivata con un messaggio televisivo trasmesso quest’oggi, nel quale l’authority ha dichiarato che i reattori dell’impianto di Sendai hanno superato le ultime valutazioni di sicurezza. Il riavvio ha anche ricevuto l’approvazione delle autorità locali, ma vede contraria la maggior parte della popolazione.

I comitati antinucleare che si sono formati in questo periodo a Sendai, hanno subìto una sconfitta ad aprile, quando un tribunale locale ha respinto il ricorso presentato per bloccare la riaccensione dell’impianto. I residenti erano preoccupati per le lacune che evidenziavano nel piano di sicurezza e, non da meno, per la vicinanza della centrale nucleare ad un vulcano.

 

La Kyushu Electric, che gestisce l’impianto, spera di riavviare il reattore numero 1 a fine luglio, seguito dal reattore numero 2 a fine settembre. La società, che ha registrato perdite economiche ingenti per il quarto anno consecutivo, è disperata e non vede l’ora di riaccendere i reattori per ammortizzare i costi.

Le radiazioni provocate dal disastro di Fukushima hanno costretto circa 160.000 persone a lasciare le proprie case a seguito del peggior disastro nucleare dopo Chernobyl: molte di loro non vi faranno mai più ritorno. In conseguenza del cataclisma, avvenuto nel 2011 a seguito di un cocktail mortale di terremoto e tsunami, il governo centrale ha deciso di fermare tutte le centrali nucleari del Giappone. La mossa ha originato decine di miliardi di dollari di perdite per le utilities, nonché una corsa all’importazione di combustibili fossili per la produzione di energia. Alcune utilities hanno deciso di rottamare vecchi impianti, così che in Giappone il numero dei reattori è sceso da 54 a 43.

 

Ma l’opinione pubblica non ha nessuna intenzione di tornare all’atomo dopo questi 4 anni: la decisione, che il governo invece accarezza da tempo, è altamente impopolare. Oggi è diffusa la percezione che questa fonte energetica sia troppo pericolosa per un Paese così soggetto al rischio sismico.

La maggior parte dei sondaggi evidenzia che 2 cittadini su 3 non sono d’accordo con un riavvio delle centrali, nonostante in questi anni la bolletta elettrica sia cresciuta del 20% per coprire i costi delle importazioni.

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