Per affrontare la doppia crisi energetica e climatica, non dimentichiamoci della domanda di energia 

“Affrontare solo il lato dell’offerta, che si occupa di come generare l’energia, semplicemente non è abbastanza. Dobbiamo guardare anche l’altra faccia della moneta, ovvero il lato della domanda”, scrive Olivier Blum di EVP Energy Management di Schneider Electric

In collaborazione con Schneider Electric 

domandi di energia

di Olivier Blum

Un centro commerciale nuovo di zecca ha aperto nel 2022, in un’area ricca e in rapida crescita della città di Helsinki. Fa parte di Lippulaiva, un complesso da 117.000 metri quadrati che ospita anche una biblioteca, un centro fitness, un asilo d’infanzia, spazi per uffici, appartamenti, una stazione della metropolitana e un terminal bus. 

Un impianto geotermico provvede a quasi tutte le necessità di riscaldamento e condizionamento. Pannelli solari installati sul tetto e sulle superfici esterne generano elettricità per scale mobili e ascensori del centro commerciale e per l’illuminazione degli spazi pubblici del centro. Sistemi di gestione intelligente dell’energia ottimizzano i consumi, ad esempio riducendo temporaneamente il condizionamento dell’aria quando i consumi elettrici raggiungono il loro picco. 

Questo progetto è un bellissimo esempio, che mette in luce i tanti strumenti a disposizione per ridurre le emissioni di gas serra e allo stesso tempo aumentare l’efficienza energetica e la resilienza. Raggiungere entrambi questi obiettivi non è mai stato tanto importante come oggi; mentre ci muoviamo nel quadro della doppia crisi climatica ed energetica, dobbiamo usare tutta la cassetta degli attrezzi, per ottimizzare sia la domanda sia l’offerta di energia, su larga scala e velocemente. 

Le due facce della moneta dell’energia

I governi in Europa, Stati Uniti, Giappone, India e altri paesi hanno intensificato in modo significativo i loro impegni sul clima, in parte sulla spinta dei rivolgimenti geopolitici e climatici del 2022. 

Fino ad oggi la massima parte dello sforzo si è concentrato sul lato dell’offerta: ovvero, sul promuovere e facilitare la generazione di energia pulita prodotta localmente dal sole, dal vento e da altre fonti naturali. Questi sforzi hanno accelerato in modo importante la crescita delle rinnovabili negli ultimi anni, facendone in parallelo diminuire il costo – al punto che oggi le rinnovabili sono la fonte più economica di nuova energia all’ingrosso, per oltre due terzi della popolazione mondiale. 

Nonostante ciò, aumentare l’uso di energia pulita a scapito delle fonti fossili – per quanto vitale – richiede tempo e un’intensa lotta politica, come ha evidenziato anche la conferenza COP 27 che si è tenuta lo scorso novembre in Egitto. 

Pertanto, affrontare solo il lato dell’offerta, che si occupa di come generare l’energia, semplicemente non è abbastanza. Dobbiamo guardare anche l’altra faccia della moneta – ovvero il lato della domanda nell’equazione energetica: come consumare l’energia, un elemento che nel complesso incide per il 55% nella soluzione che ci permetterebbe di realizzare un’energia net-zero entro il 2050. 

L’altra faccia della moneta energetica: il protagonista che nessuno celebra e produce risultati rapidi, a portata di mano

Detto in modo semplice, si tratta di lavorare sull’efficienza energetica e sull’elettrificazione: questi due elementi, uniti agli strumenti digitali giusti, definiscono la prossima rivoluzione energetica, che noi chiamiamo Elettricità 4.0

E’ vero: la domanda di energia e l’efficienza fanno meno notizia e attirano meno l’attenzione sui media e nei circoli politici rispetto al tema della generazione e dell’offerta. Anche tra i leader delle grandi aziende mondiali, l’enorme potenziale trasformativo dell’elettrificazione e delle tecnologie per aumentare l’efficienza dal lato della domanda viene ancora sottovalutato. 

Nel 2022 abbiamo commissionato una ricerca indipendente che ha coinvolto oltre 500 executive di alto livello (C-Suite): da essa è emerso che nonostante la sostenibilità sia in cima alla loro agenda, solo circa la metà delle aziende intervistate sta intervenendo sugli elementi base per ottenerla, e la gran parte non sta prendendo in considerazione tutto il mix di strumenti per la decarbonizzazione che oggi sono disponibili. 

Fino a un certo punto questo è comprensibile. Dopo tutto ottimizzare con strumenti digitali il condizionamento dell’aria o introdurre il riscaldamento elettrico non sono, semplicemente, azioni di grande appeal o che ispirano – anche a livello visivo – come impianti solari che abbracciano un paesaggio o torreggianti turbine elettriche. Inoltre, dato che l’efficienza energetica è qualcosa che si ottiene in modo distribuito, con milioni di azioni in milioni di luoghi – case, fabbriche, uffici, sistemi di trasporto, centri commerciali – è più difficile notarne l’impatto. 

Ciò significa che il mondo delle aziende e il mondo politico, così come la gran parte del pubblico, deve ancora rendersi conto dei tanti vantaggi dell’efficienza energetica, che si possono raggiungere con strumenti relativamente economici, rapidi e semplici da adottare. Sono, per così dire, i protagonisti che nessuno celebra del nostro percorso per ottenere una maggiore sicurezza energetica e climatica.  

Chi sono? Stiamo parlando di sistemi digitali di gestione dell’energia degli edifici, che analizzano i dati in tempo reale per individuare in modo istantaneo e eliminare gli sprechi di energia. Di software di automazione che possono ottimizzare i processi di manutenzione, di produzione, di progettazione e l’uso dell’energia negli impianti industriali e nell’intera supply chain. Di pompe di calore elettriche e di veicoli elettrici, che non sono soltanto più puliti ma anche molto più efficienti delle loro controparti alimentate con carburanti fossili. 

Queste sono tutte tecnologie che esistono qui ed ora. Non richiedono anni di sviluppo o di trasformare completamente interi settori industriali, o di inventare tecnologie interamente nuove. Sono il modo più veloce per accelerare la transizione energetica di cui il mondo ha urgente bisogno. Oltre l’80% dei nostri risparmi di emissioni di CO2, da qui al 2030, può arrivare dall’utilizzo di tecnologie già commercializzate. 

Gli strumenti di cui stiamo parlando, inoltre, offrono un ritorno sull’investimento (ROI) molto più rapido di quanto molti credano. Ad esempio, l’insieme delle soluzioni integrate adottate nel progetto del centro Lippulaiva si ripagherà in appena cinque anni. Quando lavoriamo con i nostri clienti per installare soluzioni digitali di gestione dell’energia in edifici esistenti, vediamo un ROI che sta appena tra i 2 e il 5 anni. La soluzione alla crisi energetica ci sta guardando in faccia: il risparmio sulla bolletta energetica che si può raggiungere adottando sistemi domestici smart, considerando le case più efficienti e quelle meno efficienti, può tipicamente arrivare al 40% ma anche fino al 75%

Efficienza energetica e elettrificazione: creare una strategia, digitalizzare e decarbonizzare 

Addentrandoci nel 2023 e nel futuro, una cosa ci deve essere chiara: dobbiamo agire adesso, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, per evitare i peggiori effetti della crisi energetica e climatica. 

Questo significa dare più attenzione a tutte quelle azioni di adattamento tutt’ora poco considerate, ma efficienti dal punto di vista dei costi e tecnicamente fattibili, che possiamo intraprendere per ottimizzare il consumo di energia. 

Di conseguenza, il nostro suggerimento rivolto ad aziende, sviluppatori immobiliari, famiglie di tutto il mondo è: dedicate più tempo a capire meglio la gamma di tecnologie, modelli di riferimento e strumenti che possono permettere di ridurre i costi e le emissioni di anidride carbonica, e in ultima analisi farvi acquistare in modo più intelligente energia pulita. Non sottostimate il potenziale dell’Elettricità 4.0 in termini di elettrificazione e di strumenti digitali per l’efficienza, che possono ridurre l’impronta di CO2 in edifici di nuova costruzione, in edifici esistenti sottoposti a riqualificazione, in interi quartieri e città

Aggiungendo anche tecnologie per fornire energia pulita – come ha scelto di fare Citycon, che si è occupata dello sviluppo del complesso di Lippulaiva, e come abbiamo fatto anche noi nella nostra nuova sede IntenCity in Francia – gli obiettivi net zero possono realizzarsi molto più velocemente e economicamente di quanto si immagini. 

La nostra raccomandazione ai decisori politici è questa: non limitate le vostre iniziative legislative al tema della generazione di energia pulita. Offrite più incentivi con norme che aumentino la domanda di soluzioni digitali per l’efficienza energetica e di elettrificazione, sia da parte dei consumatori sia da parte degli altri utenti, a minor costo per il contribuente. Ricordate che questi interventi sul lato della domanda possono, in cambio, accelerare anche il passaggio a fonti di energia pulita dal lato dell’offerta. 

E’davvero una cosa evidente: l’elettrificazione e l’efficienza energetica offrono risultati positivi e rapidi. Non mettiamo a rischio il nostro futuro giocando “a testa o croce”: assicuriamoci di vedere entrambe le facce della moneta.  

di Olivier Blum, EVP Energy Management, Schneider Electric 

La versione originale di questo articolo è stata pubblicata sul sito web del World Economic Forum, qui: https://www.weforum.org/agenda/2023/01/energy-demand-energy-and-climate-crises-davos23/

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