Le misure del capitolo energia nel PNACC

Focus sulle azioni strutturali previste del Governo per adattare il sistema energetico nazionali agli effetti del clima

energia nel PNACC
Di Niterain – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=60413355

(Rinnovabili.it) – Esiste un preciso collegamento tra cambiamenti climatici e settore energetico. Una relazione causa effetto che non poteva essere ignorata nel Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Ecco il capitolo energia nel PNACC italiano si assicura ben 28 misure sulle complessive 361. Di queste 16 sono state classificate come  grey, etichetta che indica azioni materiali su impianti, materiali e tecnologie, infrastrutture o reti.

Effetti dei cambiamenti climatici sull’energia in Italia

Quando si pensa all’effetto del climate change sul sistema energetico italiano, il primo pensiero va alle temperature in crescita, che significheranno probabilmente un aumento della domanda di raffrescamento in estate e una minore richiesta per riscaldamento invernale. Ma come è ormai bene evidente, i cambiamenti climatici stanno anche portando incremento della frequenza e intensità degli eventi estremi di precipitazione, mentre è sempre più a rischio di riduzione la precipitazione cumulata. Il 2022 ha fornito un ottimo esempio di ciò, con chiare conseguenze negative sulla produzione idroelettrica. Due anni fa, in piena crisi energetica, la siccità ha determinato una produzione idroelettrica nazionale pari a 30,3 TWh (lordi). Oltre 18 TWh in meno della media annuale degli ultimi 10 anni (dati dello studio The European house – Ambrosetti in collaborazione con A2A).

Ma l’aumento delle temperature incide anche sulla produzione termoelettrica, in relazione al fabbisogno idrico del comparto per il raffreddamento delle centrali. Nello stesso anno, la magra del Po ha imposto il temporaneo arresto di grandi impianti termoelettrici italiani, come quelli di Sermide e di Moncalieri.

Anche le reti elettriche risentono degli effetti dei cambiamenti climatici. “L’aumento della temperatura determina infatti un aumento della resistenza dei cavi, e quindi delle perdite di trasmissione, e rende più difficile la dissipazione del calore prodotto”, si legge nel documento del PNACC italiano. “Per ogni grado di aumento della temperatura, la capacità dei trasformatori può̀ ridursi fino all’1%, mentre la resistenza dei cavi di rame aumenta all’incirca dello 0.4%; nell’insieme, la capacità di una rete si riduce dell’1% circa per ogni grado centigrado di aumento della temperatura“.

Le misure per l’energia nel PNACC

Il capitolo Energia nel PNACC dell’Italia riporta in totale 28 misure. Sedici di queste sono classificate come “Grey”, le altre rientrano nell’etichetta “Soft”. Ossia non richiedono interventi strutturali e materiali diretti.

 Tra le misure concrete il Piano di Adattamento annovera interventi quali: la realizzazione di interventi di retrofit del patrimonio edilizio esistente per la riduzione dei fabbisogni di climatizzazione, sia per la stagione invernale che per quella estiva; promozione dello sviluppo di “microgrid” per diminuire il livello di dipendenza energetica delle realtà locali; riduzione dell’esposizione della rete al surriscaldamento e, nello stesso tempo, minimizzazione degli impatti visivi e ambientali; utilizzo di sistemi di trasmissione in corrente alternata per rendere i sistemi più controllabili; adozione di provvedimenti per ottimizzare la produzione elettrica in situazioni di emergenza e la gestione dell’acqua (usi agricoli, industriali, produzione elettrica, usi civili, navigazione fluviale); incremento dell’efficienza di generazione elettrica delle centrali termoelettriche tradizionali alimentate da combustibili fossili; sostituzione dei combustibili fossili utilizzati dalle centrali termoelettriche tradizionali (da carbone e olio combustibile a gas naturale).

E ancora: utilizzo di sistemi di raffreddamento che riducano la dipendenza dalla disponibilità di risorse idriche per il raffreddamento, incremento dei volumi dei serbatoi per far fronte alla crescente variabilità delle precipitazioni e delle disponibilità idriche (con stanziamento di incentivi dedicati); disponibilità di sistemi di raffreddamento che riducano la vulnerabilità degli impianti nei confronti di ondate di calore; utilizzo di sistemi di stoccaggio dell’energia; aumento del grado di interconnessione della rete elettrica anche al fine di integrare i contributi da fonte rinnovabile; impiego di contratti che prevedano l’interrompibilità del servizio; sviluppo di sistemi di stoccaggio diffuso.

Articolo precedenteLa domanda di terre rare può calare di 2.3 milioni di tonnellate grazie al riciclo
Articolo successivoLa raccolta dei RAEE arretra per colpa degli smaltimenti illegali

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Leave the field below empty!