UE: la grande marcia delle fonti rinnovabili

Nella prima metà di quest’anno, ben i 2/3 dell’elettricità generata nell’UE era priva di emissioni di carbonio. Ma servono misure contro la concorrenza sleale.

Fonti rinnovabili
Credits: Free-Photos da Pixabay

Secondo Eurelectric, in Europa le fonti rinnovabili stanno dimostrato il loro valore

(Rinnovabili.it) – L’associazione industriale Eurelectric, che rappresenta gli interessi delle principali industrie elettriche nazionali europee, ha dichiarato che entro il 2030, indipendentemente dalla crisi economica che affronterà l’eurozona, l’80% dell’elettricità dei Paesi Europei potrebbe essere ottenuta da fonti rinnovabili.

Nella prima metà di quest’anno, ben i 2/3 dell’elettricità generata nell’UE era priva di emissioni di carbonio. La generazione da fonti rinnovabili ha rappresentato il 40% del mix elettrico e la generazione da combustibili fossili è diminuita al 34%, su una base annua del 18%. Appena dieci anni fa, le energie rinnovabili rappresentavano solo il 20% del mix elettrico dell’UE e l’anno scorso il 34%.

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Kristian Ruby, segretario generale di Eurelectric, ha dichiarato che quest’anno il settore energetico delle fonti rinnovabili ha dimostrato il suo valore cruciale per la società, fornendo energia pulita (soprattutto durante la pandemia) ad ospedali, uffici governativi e milioni di cittadini europei, che spesso si sono trovati costretti a lavorare da casa.

Per raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE per il 2030, tuttavia, la capacità eolica e solare deve raddoppiare e devono essere rimossi gli ostacoli, che, a causa delle restrizioni dovute alla pandemia covid-19, hanno ritardato la realizzazione di molti progetti complicandone le procedure di autorizzazione.

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Ma non solo. Rispetto alla mobilità sostenibile, secondo Eurelectric sono necessarie misure su tutta la linea per accelerare l’elettrificazione. Infatti, poiché sono molti coloro che scelgono l’elettrico quando acquistano nuove auto, è necessario implementare l’infrastruttura di ricarica necessaria. Questo significa, in primo luogo, far avanzare l’elettrificazione anche in relazione agli edifici e all’industria.

Infine, l’UE dovrebbe adottare misure per evitare la concorrenza sleale e le importazioni di elettricità a base di carbone da paesi terzi. Eurelectrice, infatti, documenta una crescita repentina, da 3 TWh a oltre 20 TWh, di elettricità importata annualmente dall’esterno negli ultimi 5 anni. A causa di normative energetiche e climatiche permissive, l’intensità media di CO2 di questa elettricità importata è da 2 a 3 volte superiore a quella prodotta in Europa.

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