Market parity: gli effetti del coronovirus sulle rinnovabili italiane

Le perturbazioni sul mercato mondiale del gas, legate all’attuale epidemia, iniziano a mostrare i premi effetti su prezzi dell’elettricità. Lorenzo Parola, Partner dello studio Herbert Smith Freehills, spiega le nuove difficoltà per le fer nostrane

rinnovabili italiane
Foto di Ed White da Pixabay

Il rallentamento nei prezzi dell’energia rende più lontana la market parity per le rinnovabili italiane

(Rinnovabili.it) – Anche le rinnovabili italiane potrebbero a breve subire i primi effetti indiretti del coronavirus. In questi giorni il mercato energetico mondiale sta cercando di fronteggiare i primi impatti dell’epidemia. Le conseguenze dell’emergenza sanitaria sull’economia cinese hanno, infatti, assetato duri colpi al settore del petrolio e del gas. Tra i primi consumatori di petrolio, la Repubblica popolare fino a ieri era anche il mercato a più alta crescita per il GNL.

E mentre l’OPEC cerca un accordo sulla riduzione dell’offerta di greggio, gli esperti provano a stimare le ricadute sul settore del gas naturale.

Secondo Wood Mackenzie la domanda annuale di gas sarà inferiore del 2% rispetto alle previsioni pre-epidemia, ipotizzando un rapido recupero della domanda entro aprile; e del 4% in un rallentamento più prolungato. Le ripercussioni sul GNL saranno più intense perché gli operatori favoriranno le forniture nazionali e manterranno l’offset dalle importazioni di gasdotti.

“Riteniamo che 3 MT-MT di GNL andranno perse come domanda”, scrive Simon Flowers, capo analista presso Wood Mackenzie.

>>Leggi anche Cala la domanda di petrolio per il coronavirus, Opec Plus prepara le forbici<<

I prezzi bassi scateneranno una risposta alla domanda? “Sì, ma solo in misura limitata. L’abbiamo visto in Europa l’anno scorso lungo tutta la catena del valore”, ha aggiunto Flowers. “La produzione elettrica è passata dal carbone al gas, le utility hanno ridotto i volumi dei contratti da gasdotti per acquistare GNL spot più economico. E i livelli di stoccaggio hanno raggiunto punte record. Ma oggi siamo già ai massimi stagionali, quindi c’è molta meno flessibilità nel sistema per una risposta simile”.

L’eccesso di offerta di gas naturale sul mercato non può non influenzare anche il settore delle rinnovabili italiane e oggi Lorenzo Parola, Partner dello studio legale Herbert Smith Freehills, spiega come. “Gran parte della produzione italiana di energia elettrica viene affidata al nostro portafoglio di cicli combinati, che è tra i più moderni e flessibili al mondo. Conseguentemente, la riduzione dei prezzi del gas ha causato un’immediata riduzione dei prezzi dell’elettricità”. 

“Il rallentamento nei prezzi dell’energia, tuttavia, rende la market parity degli impianti da fonte rinnovabile – che sembrava finalmente vicina – più difficile da realizzare”, ha dichiarato Parola. “La situazione attuale di emergenza sanitaria rende quindi, nell’immediato, più sfidante la realizzazione in Italia di impianti rinnovabili in assenza di incentivi”. “Gli operatori devono, pertanto, ricorrere a soluzioni innovative. Vediamo opportunità, ad esempio, nei contratti di fornitura di energia elettrica di lunga durata (PPA) attraverso la previsione di formule che garantiscano un prezzo base minimo, legato ai prezzi attuali, e una condivisione tra le parti del contratto di futuri benefici legati all’aumento del prezzo allorché il mercato salirà nuovamente”.    

>>Leggi anche PPA aziendali, nuovo record nella compravendita dell’energia pulita <<

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui