Nessun tetto UE al prezzo del gas? Italia e altri Paesi preparano la loro proposta

Dopo la delusione dell’Ultimo Consiglio Ue dell’energia, alcuni Stati membri fanno sapere di star lavorando su una propria proposta legislativa in tema di price cap per il gas da presentare alla Commissione europea

tetto al prezzo del gas
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Tetto al prezzo del gas, trovato un accordo tra i Paesi?

(Rinnovabili.it) – “Abbiamo concordato che nei prossimi due, tre giorni, prima del prossimo incontro ministeriale, manderemo una decina di linee concordate fra tutti i Paesi e la Commissione ha preso l’impegno di costruire la bozza di legislazione nuova relativa al prezzo del gas”. Con queste parole il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha annunciato un nuovo intervento coordinato per il mercato energetico. L’iniziativa segue la forte delusione registrata la scorsa settimana, quando l’Esecutivo von der Leyen, con la benedizione della Germania, ha rispedito al mittente la richiesta di adottare una proposta legislativa sul price cap per il gas.

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“Pochi giorni prima della ministeriale c’era stata una lettera firmata da 15 Stati, tra cui l’Italia che chiedevano misure importanti per il contenimento dei prezzi tra cui il tetto al prezzo del gas. La Commissione ha fatto una controproposta un po’ debole”, ha spiegato Cingolani alle telecamere di “Mezzora in più“.  Un nulla di fatto che ha dato il via ad un’insolita azione per l’iter normativo europeo: saranno i paesi stessi a redigere una sorta di schema. Più precisamente Italia, Belgio, Polonia e altre nazioni UE predisporranno delle linee guida in merito all’introduzione di massimali per i prezzi del gas. E Bruxelles “si è impegnata a redigere la bozza di regolamento che calmiererà il prezzo del gas sulla base di indicazioni condivise degli Stati membri”.

Secondo quanto confermato anche dalla ministra al clima polacca Anna Moskwa alla Reuters, la proposta coprirà i prezzi del gas all’ingrosso e sarà pronta per la discussione dei ministri dell’energia dell’UE nella riunione dell’11 ottobre. Un lavoro che ha dovuto superare una serie di resistenze dal momento che Germania, Austria, Svezia e altri 7 paesi Ue hanno continuato a mostrarsi contrari o scettici all’idea. “Per essere molto chiaro con ci ascolta: i tedeschi sono più preoccupati per la mancanza di gas che del prezzo, perché per loro il prezzo rappresenta un danno minore […] ovviamente per gli altri paesi non è così. Ora abbiamo trovato un meccanismo che possa salvare capre e cavoli ed entro le prossime 48 invieremo la nostra proposta”, ha concluso il ministro Cingolani. Un’ipotesi, anticipa il ministro, potrebbe essere quella di indicizzare il prezzo del gas venduto in Europa agganciandolo ad altre borse un po’ più stabili risputò al TTF di Amsterdam

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