Rinnovabili • GBC Italia a KEY 2024

Italia nella Top Ten mondiale per Edilizia Certificata

L’edilizia certificata in Italia ci ha permesso di abbattere ben 170 mila ton di CO2 nel solo 2023, risparmiando mld di litri d’acqua e tonnellate di scarti edili. Un traguardo raggiunto grazie allo stock di edifici green LEED® e GBC che ha portato il nostro Paese in ottava posizione nella classifica Mondiale

Edilizia certificata
credits: GBC Italia

Nel 2023 in Italia sono stati certificati 135 progetti LEED®, per una superficie totale di oltre 1,93 mln di metri quadrati lordi

(Rinnovabili.it) – Il 2023 ha confermato il ruolo primario riconosciuto alla sostenibilità nel comparto delle costruzioni ed assicurato a livello globale dall’edilizia certificata. In questo settore, l’Italia riveste un ruolo di primo piano, tanto da essersi aggiudicata un posto nella top ten globale per numero di edifici green.

Italia ottava a livello mondiale

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credits: GBC Italia

Anche per il 2023 il Belpaese si colloca in ottava posizione nella classifica pubblicata dall’US Green Building Council dei dieci migliori paesi al mondo per numero di edifici certificati LEED®. Si tratta di un risultato di grande prestigio conseguito soprattutto grazie al cospicuo sforzo messo in campo a livello di Sistema Paese da parte dei principali stakeholder del comparto allo scopo di supportare il percorso di transizione sostenibile dell’intera filiera edilizia e immobiliare.

Molto bene, anche quest’anno, per il nostro Paese nel ranking mondiale degli edifici certificati LEED. Un consolidamento, rispetto alla consapevolezza del ruolo centrale del patrimonio immobiliare nell’affrontare il cambiamento climatico, tema emerso anche durante la scorsa COP 28 di Dubai, in cui GBC Italia era presente”, commenta Fabrizio Capaccioli – Presidente GBC Italia.

“Una visione che in Italia si va progressivamente radicando, non solo tra i principali protagonisti della filiera e tra le pubbliche amministrazione e policy maker, ma anche e soprattutto tra i cittadini. Il nostro obiettivo è, tuttavia, scalare quella classifica”, conclude Capaccioli.

Grazie ai protocolli LEED® risparmiate nel 2023 oltre 170 mila ton di CO2 

L’ottimo risultato raggiunto dal nostro Paese in tema di edilizia certificata, dimostra l’interesse e l’attenzione nei confronti di questo tema, da parte dell’intera filiera e dei cittadini. E’ anche quanto emerge in modo puntuale dal primo Impact Report di GBC Italia, redatto in collaborazione con The European House – Ambrosetti, che riporta una valutazione dettagliata e approfondita sulla riduzione degli impatti attuali e futuri ottenibili dall’adozione dei sistemi LEED® e GBC.

Solo in Italia lo stock di edifici certificati, nel 2023 ha garantito un risparmio di 330 mila tonnellate di scarti edilizi, 170 mila tonnellate di CO2 e di 1,3 miliardi di litri d’acqua potabile, per un valore economico di 111 milioni di euro.

Nel 2023 in Italia sono stati certificati 135 progetti LEED®, per una superficie totale di oltre 1,93 milioni di metri quadrati lordi (GSM).

L’ Italia è l’unico dei Paesi europei, insieme alla Spagna, presenti nella Top 10 mondiale dell’edilizia certificata.

“I 39 progetti certificati in più rispetto a quelli del 2022 sono un chiaro segnale di un vero cambiamento culturale che genera una crescente domanda di edifici green certificati, capaci di ridurre l’impatto ambientale, garantendo la salute e il benessere delle persone che li vivono”, si legge nella nota GBC Italia.

“L’ormai stabile presenza dell’Italia nella classifica redatta annualmente dall’U.S. Green Building Council è il riconoscimento della corretta direzione degli investimenti sostenuti negli ultimi anni, che devono oggi essere rinforzati e sostenuti per una compiuta transizione verso un’edilizia sempre più sostenibile e climaticamente neutrale”.

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About Author / Alessia Bardi

Si è laureata al Politecnico di Milano inaugurando il primo corso di Architettura Ambientale della Facoltà. L’interesse verso la sostenibilità in tutte le sue forme è poi proseguito portandola per la tesi fino in India, Uganda e Galizia. Parallelamente alla carriera di Architetto ha avuto l’opportunità di collaborare con il quotidiano Rinnovabili.it scrivendo proprio di ciò che più l’appassiona. Una collaborazione che dura tutt’oggi come coordinatrice delle sezioni Greenbuilding e Smart City. Portando avanti la sua passione per l’arte, l’innovazione ed il disegno ha inoltre collaborato con un team creativo realizzando una linea di gioielli stampati in 3D.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.