Dalla modellazione 3D di un singolo edificio alla simulazione di intere città, per prevedere il futuro e rispondere in anticipo a qualunque problema: il caso di Seattle

Per avere un esempio più concreto di questo concetto, è sufficiente citare il caso della città di Seattle, recentemente protagonista di una vasta riqualificazione, mirata a trasformare un brano di città in un modello di riferimento a livello urbano, architettonico, urbanistico, sociale ed umano. Sembra impossibile che un semplice strumento informatico possa arrivare a tanto, tuttavia il lavoro svolto dalla Seattle Housing Authority e dallo studio di ingegneri della Parsons Brinkerhoff ha dimostrato il contrario.

La domanda alla quale rispondere potrebbe essere riassunta in un semplice concetto chiave espresso dagli stessi progettisti: “what if…”, “cosa succede se…”; partendo da questo quesito sono stati sviluppati una serie di programmi multi funzionali capaci di integrare al proprio interno una numerosissima serie di database e di concetti, esplicitati poi attraverso il modello grafico in 3D che, in questo caso, ha esteso il tradizionale sistema BIM applicato ad un singolo edificio, ad un intero brano di città.
L’obiettivo è quello di simulare una città sostenibile da tutti i punti di vista, passando alla fase operativa con maggiori certezze e consapevoli delle scelte “green” che potrebbero essere portate avanti.











