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Accordo COIMA e Red Circle per l’investimento sostenibile nella riqualificazione di Porta Romana

Il futuro quartiere della moda di Milano sorgerà grazie alla riqualificazione di Porta Romana e secondo i più alti criteri ESG. A firmare il progetto gli americani di KPF

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credits: COIMA sgr – Lorenzini 12, 10, 8 designed by KPF ©Aesthetica

La riqualificazione di via Lorenzini punterà alle massime certificazioni LEED, WELL e WiredScore

(Rinnovabili.it) – Milano si apre al futuro ed alla sostenibilità con un altro importante accordo raggiunto nel mondo del Real Estate. A firmare l’intesa per la riqualificazione Porta Romana a Milano, sono COIMA sgr, leader nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto di investitori istituzionali, e Red Circle, la società di investimenti immobiliari di Renzo Rosso.

L’intervento trasformerà gli edifici di via Lorenzini, ex sede del gruppo farmaceutico Boehringer, nel nuovo quartiere della moda milanese, già pronto ad ospitare il Gruppo OTB.

Sulla scia degli interventi avviati nel cuore della città meneghina, anche lo scalo di Porta Romana prosegue il suo restyling in chiave contemporanea. Qui troverà posto il Villaggio Olimpico dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026, ma già oggi hanno sede la Fondazione Prada, progettata dallo studio OMA, guidato da Rem Koolhaas, il nuovo polo urbano mixed-use Symbiosis di COVIVIO. E tra pochi anni sorgerà la Torre A2A firmata da Citterio Viel con tanto di Sky Garden a mezza altezza.

Il fondo COIMA/Red Circle si inserisce perciò in un contesto di grande rigenerazione urbana e qualitativa per la riqualificazione di Porta Romana. Dal 2020 COIMA è inoltre fra gli aggiudicatari dell’area dello Scalo di Porta Romana attraverso COIMA ESG City Impact Fund, il maggior fondo di investimento in rigenerazione urbana discrezionale mai raccolto in Italia, partecipato da Fondazione ENPAM, Cassa Forense, Cassa Dottori Commercialisti, Inarcassa, BCC Credito Cooperativo, Fondazione CARIPARO, Compagnia di San Paolo e COIMA SGR.

A dar vita al nuovo progetto saranno gli americani della Kohn Pedersen Fox (KPF) scelti attraverso un concorso internazionale di alto profilo.

I lavori inizieranno nel 2022 per terminare entro il 2025.

Sostenibilità, innovazione e apertura alla città

Mentre una parte delle strutture preesistenti verranno demolite lasciando il posto alle nuove architetture di via Lorenzini 8, gli edifici di Lorenzini 10 e 12 saranno oggetto di un intervento di riqualificazione armonica con il contesto e con le altre architetture di progetto. A guidare l’intervento sono i più innovativi criteri ESG, in un’ottica di massima efficienza e flessibilità, tutti misurabili grazie alle certificazioni internazionali: LEED Gold, WEEL Gold, certificazione WiredScore® Gold. Secondo quanto affermato dal gruppo di investimento, l’intervento dirà addio ai combustibili fossili, con livelli di emissioni operative di CO2 già allineato con gli obiettivi EU 2050. Il fabbisogno annuale di energia verrà coperto per oltre il 65% da fonti rinnovabili e gli spazi pubblici saranno pedonali e interconnessi.

Siamo lieti di collaborare a questo importante progetto di rigenerazione”, ha commentato Brian Girard, Design Principal di Kohn Pedersen Fox Associates. “Il design di Lorenzini 8 si è ispirato al patrimonio industriale di Porta Romana e alla raffinatezza che contraddistingue l’urbanistica milanese. Guidati dai bisogni e dalle aspirazioni della nuova generazione, ci auguriamo che questo campus di edifici e spazi pubblici possa affermarsi come un nuovo standard nell’ecosistema professionale milanese”.

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About Author / Alessia Bardi

Si è laureata al Politecnico di Milano inaugurando il primo corso di Architettura Ambientale della Facoltà. L’interesse verso la sostenibilità in tutte le sue forme è poi proseguito portandola per la tesi fino in India, Uganda e Galizia. Parallelamente alla carriera di Architetto ha avuto l’opportunità di collaborare con il quotidiano Rinnovabili.it scrivendo proprio di ciò che più l’appassiona. Una collaborazione che dura tutt’oggi come coordinatrice delle sezioni Greenbuilding e Smart City. Portando avanti la sua passione per l’arte, l’innovazione ed il disegno ha inoltre collaborato con un team creativo realizzando una linea di gioielli stampati in 3D.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.