Rinnovabili • Gemello Digitale per Brescia

Un Gemello Digitale per Brescia: entro pochi mesi la città avrà un clone 

Aumentare la sicurezza pubblica, ridurre i consumi, migliorare la pianificazione stradale, eliminare il traffico ed aumentare la qualità della vita. Sono questi gli ambiziosi obiettivi del progetto che porterà alla creazione di un Gemello Digitale per Brescia

Gemello Digitale per Brescia
Foto di JOHN ASARE su Unsplash

Il Digital Twin della città raggiungerà il completo funzionamento entro due anni

(Rinnovabili.it) – Entro l’autunno anche Brescia avrà il suo Digital Twin. Il progetto dell’Amministrazione vuole velocizzare il passaggio alla digitalizzazione, traghettando la città in un futuro innovativo capace di rivoluzionare la gestione e lo sviluppo urbano. Il Gemello Digitale di Brescia consentirà alla Municipalità, ma anche ai cittadini di visionare in tempo reale tutti gli aspetti chiave dell’ambiente urbano, arrivando addirittura in alcuni casi a predirli. Il progetto Digital Twin fa parte delle linee programmatiche nel mandato 2023-2028 del Comune, con un investimento di un milione di euro. La piattaforma dovrebbe essere messa online nel giro di due anni.

Una “sfera di cristallo” sul futuro

Dalla gestione del traffico alla sicurezza pubblica, dall’efficienza energetica alla pianificazione urbanistica, la piattaforma fornirà dati preziosi e strumenti di analisi avanzati per una governance più efficace. Tra le potenzialità più importanti offerte dal Gemello Digitale di Brescia senza dubbio troviamo l’aspetto “predittivo”. Generando un clone della città, l’amministrazione potrà conoscere in anticipo l’effetto che potrebbero avere nuove politiche urbanistiche sulla qualità dell’aria, piuttosto che sulla congestione del traffico, ma anche sull’uso intelligente delle risorse. Tutte informazioni estremamente utili per cittadini, urbanisti, ma anche stakeholders.

Come funziona il Gemello Digitale di Brescia

Il completo funzionamento della piattaforma di Gemello Digitale di Brescia è previsto entro i prossimi due anni. Per garantire il successo del progetto si partirà prima di tutto dalla raccolta dei dati implementando il data lake della città. Si tratta di un archivio scalabile e centralizzato che consente la raccolta, l’archiviazione e la gestione di grandi quantità di dati da una varietà di fonti e sorgenti, con il compito di conservare dati eterogenei creando il patrimonio digitale necessario ad una smart city. 

Questa tecnologia permette di gestire grandi volumi di dati, senza compromettere la velocità di accesso e la scalabilità. L’infrastruttura di base del Digital Twin di Brescia sarà disponibile entro il prossimo autunno. 

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About Author / Alessia Bardi

Si è laureata al Politecnico di Milano inaugurando il primo corso di Architettura Ambientale della Facoltà. L’interesse verso la sostenibilità in tutte le sue forme è poi proseguito portandola per la tesi fino in India, Uganda e Galizia. Parallelamente alla carriera di Architetto ha avuto l’opportunità di collaborare con il quotidiano Rinnovabili.it scrivendo proprio di ciò che più l’appassiona. Una collaborazione che dura tutt’oggi come coordinatrice delle sezioni Greenbuilding e Smart City. Portando avanti la sua passione per l’arte, l’innovazione ed il disegno ha inoltre collaborato con un team creativo realizzando una linea di gioielli stampati in 3D.


Rinnovabili • Turbine eoliche ad asse verticale

Turbine eoliche ad asse verticale, efficienza migliorata del 200%

Dall'EPFL svizzero il primo studio che applica un algoritmo di apprendimento automatico alla progettazione della pale delle turbine VAWT

Turbine eoliche ad asse verticale
via depositphotos

Nuovi progressi per le turbine eoliche ad asse verticale

Un aumento dell’efficienza del 200% e una riduzione delle vibrazioni del 70%. Questi due dei grandi risultati raggiunti nel campo delle turbine eoliche ad asse verticale,  presso l’UNFoLD, il laboratorio di diagnostica del flusso instabile della Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL). Il merito va a Sébastien Le Fouest e Karen Mulleners che, in un’anteprima mondiale hanno migliorato questa specifica tecnologia impiegando un algoritmo di apprendimento automatico.

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Turbine eoliche VAWT, vantaggi e svantaggi

Si tratta di un progresso a lungo atteso dal comparto. Le turbine eoliche ad asse verticale o VAWT per usare l’acronimo inglese di “Vertical-axis wind turbines” offrono sulla carta diversi vantaggi rispetto ai classici aerogeneratori ad asse orizzontale. Ruotando attorno ad un asse ortogonale al flusso in entrata, il loro lavoro risulta indipendente dalla direzione del vento, permettendogli di funzionare bene anche nei flussi d’aria urbani. Inoltre offrono un design più compatto e operano a frequenze di rotazione più basse, il che riduce significativamente il rumore e il rischio di collisione con uccelli e altri animali volanti. E ancora: le parti meccaniche della trasmissione possono essere posizionate vicino al suolo, facilitando la manutenzione e riducendo i carichi strutturali.

Perché allora non sono la scelta dominante sul mercato eolico? Come spiega lo stesso Le Fouest, si tratta di un problema ingegneristico: le VAWT funzionano bene solo con un flusso d’aria moderato e continuo. “Una forte raffica aumenta l’angolo tra il flusso d’aria e la pala, formando un vortice in un fenomeno chiamato stallo dinamico. Questi vortici creano carichi strutturali transitori che le pale non possono sopportare“, scrive Celia Luterbacher sul sito dell’EPFL.

Energia eolica e algoritmi genetici

Per aumentare la resistenza, i ricercatori hanno cercato di individuare profili di inclinazione ottimali.  Il lavoro è iniziato montando dei sensori, direttamente su una turbina in scala ridotta, a sua volta accoppiata ad un ottimizzatore funzionante con algoritmi genetici di apprendimento. Di cosa si tratta? Di una particolare tipologia di algoritmi euristici basati sul principio della selezione naturale.

Quindi muovendo la pala avanti e indietro con angoli, velocità e ampiezze diverse, hanno generato una serie di profili di inclinazione. “Come in un processo evolutivo, l’algoritmo ha selezionato i profili più efficienti e robusti e ha ricombinato i loro tratti per generare una ‘progenie’ nuova e migliorata”. Questo approccio ha permesso a Le Fouest e Mulleners non solo di identificare due serie di profili di passo che contribuiscono a migliorare significativamente l’efficienza e la robustezza della macchina, ma anche di trasformare la più grande debolezza delle turbine eoliche ad asse verticale in un punto di forza. I risultati sono riportati su un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Nature Communications.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili.it. Oggi è Caporedattrice del quotidiano e, tra le altre cose, si occupa quotidianamente delle novità sulle rinnovabili, delle politiche energetiche e delle tematiche legate a tecnologie e mercato.